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Breaking Bad, RJ Mitte sognava un sequel sulla famiglia White: «Penso che la famiglia abbia ancora un lungo percorso davanti a sé»

la famiglia White in Breaking bad

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La prematura e tragica scomparsa di RJ Mitte ha suscitato un’immediata e profonda ondata di affetto tra colleghi, addetti ai lavori e fan di tutto il mondo. L’attore, spentosi a soli 34 anni, è rimasto nel cuore del grande pubblico per l’interpretazione di Walter Jr. nel capolavoro targato AMC. Nel celebre dramma andato in onda dal 2008 al 2013 e vincitore di 16 Emmy Awards, l’artista prestava il volto al figlio di Walter White, condividendo con il personaggio la convivenza con la paralisi cerebrale.

Proprio una settimana prima della sua scomparsa, durante un’intervista rilasciata al The Joe Vulpis Podcast, l’attore aveva condiviso il desiderio di tornare a vestire quei panni in un possibile sequel incentrato sulla famiglia White. Il finale della serie cult aveva chiuso la parabola criminale di Heisenberg, lasciando tuttavia Skyler, Walter Jr. e la piccola Holly di fronte a un futuro incerto

Era proprio da quelle rovine che l’attore avrebbe voluto ripartire per raccontare l’eredità lasciata dal padre:

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«Penso che quello fosse davvero il termine del percorso di Heisenberg, ma non credo che fosse la fine del viaggio per loro. Ci sono ancora tante questioni irrisolte che probabilmente non troveranno mai una risposta per loro. Penso che la famiglia White abbia ancora un lungo percorso davanti a sé. C’è sempre altro da raccontare.»

Consapevole dell’altissimo livello qualitativo dello show, l’artista sapeva quanto fosse complesso realizzare un nuovo capitolo all’altezza dell’originale:

«Devi raccontare la storia nel modo giusto. Voglio superare Breaking Bad: questa è la parte più difficile. Mi dico sempre che dalla cima si può soltanto scendere. La vista è magnifica, ma non puoi restare lassù per sempre. Prima o poi devi trovare un’altra montagna da scalare. E spero che la prossima sia ancora più alta.»

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Nel corso della stessa chiacchierata, l’attore aveva anche espresso profonda gratitudine per l’impatto umano e sociale garantito dalla serie. La fama ottenuta gli aveva infatti permesso di diventare un punto di riferimento nella tutela dei diritti delle persone con disabilità: 

«Credo che il momento in cui mi sono sentito davvero al massimo sia stato quando ho potuto aiutare gli altri grazie a Breaking Bad. È questo il dono più grande che la serie mi abbia fatto: darmi la possibilità di prestare la mia voce a cause capaci di produrre un impatto concreto e cambiare la vita delle persone.»

Con la sua scomparsa, il pubblico non perde solo un interprete di talento legato a uno dei ruoli più iconici della televisione moderna, ma anche un uomo di immensa generosità, capace di trasformare il proprio successo in una preziosa missione di vita al servizio degli altri.