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Le 10 peggiori Serie Tv presenti su Netflix, secondo Screen Rant

Sin da quando Netflix ha avviato la propria produzione originale di film e serie tv, ogni anno alla sua libreria sono stati aggiunti titoli nuovi ed eterogenei, con risultati altrettanto variegati. Dalle migliori alle peggiori serie tv Netflix, la piattaforma si è dotata di contenuti dal successo non sempre pari alle aspettative. Generalmente, il portale SVOD più noto al mondo eccelle nella produzione di show inediti, ma anche i colossi più irraggiungibili compiono dei banali errori, regalando alle audience digitali alcuni tra i più deludenti prodotti di sempre. Noto per serie tv di punta originali come Stranger Things, House of Cards o Mercoledì, in grado di richiamare fruitori di tutto il mondo, con il forte aumentare dell’attività produttiva, Netflix ha col tempo collezionato anche degli ignobili insuccessi. Archiviate nel giro di poco tempo, o impresse nella memoria proprio per la delusione rifilata, alcune tra le peggiori serie tv Netflix non valgono la pena d’esser recuperate, e spesso vengono cancellate dopo una stagione o poco più. In particolare, il sito web canadese Screen Rant ha raccolto in un’unica lista nera le peggiori serie tv Netflix, non lasciando scampo a nessuno prodotto presente sulla libreria digitale del noto gigante dello streaming, nemmeno alle sitcom dalla vita brevissima come Blockbuster e Pretty Smart.

Con l’occasione, ecco di seguito riassunte le peggiori serie tv Netflix attualmente presenti sul catalogo online, secondo quanto riportato recentemente da Screen Rant.

Attenzione: L’articolo può contenere spoiler su Space Force, Richie Rich, Freud, Hache, Sexy Beasts, Reboot: The Guardian Code, Ultraman, Rocket Boys, Jinn, Resident Evil: Infinite Darkness

10) Space Force (2020-2022)

Space Force 2 - prime immagini 1
Space Force (640×360)

Space Force aveva tutte le carte in regola per essere la nuova comedy seriale di punta di Netflix. Purtroppo, gli apparentemente vincenti ingredienti non sono stati impiegati nel modo più proficuo possibile. Non basta ingaggiare il re della commedia Steve Carell come interprete e co-creatore assieme a Greg Daniels (noto per sitcom come The Office, The Good Place e Parks and Recreation). Il cast e le premesse non sono stati sufficienti anzi, hanno creato un muro di aspettative che Space Force non ha saputo superare. Nonostante l’intrigante ambientazione in una base militare statunitense, le dinamiche e l’umorismo della serie tv non hanno mai convinto a pieno, tanto da esser stata cancellata dopo soltanto due stagioni tra il 2020 e il 2022. Space Force è finita per essere una grande delusione e rimpianto per i tanti spettatori che tanto l’avevano attesa con ansia, tra un cast stellare e una commistione di generi intrigante (prevalentemente sci-fi e workplace comedy). Secondo Screen Rant, una sitcom high-concept del genere non ha ripagato gli sfarzosi sforzi produttivi della piattaforma, caratterizzandosi in negativo per inaccuratezza scientifica e ridotti tempi comici, collocando immediatamente Space Force tra le peggiori serie tv Netflix attualmente disponibili.

9) Richie Rich (2015)

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Nel 1994, il film Richie Rich, con protagonista un giovanissimo Macaulay Culkin, è divenuto nel giro di poco tempo un cult cinematografico per tutte le età. Purtroppo, non ha giovato dello stesso successo l’omonima serie tv realizzata da Netflix nel 2015. Richie Rich è una sitcom originale della piattaforma, adattamento seriale del celebre personaggio letterario della Harvey Comics. Sconosciuta al grande pubblico internazionale, la serie tv non ha mai raggiunto la notorietà del lungometraggio originale, complici soprattutto personaggi non particolarmente apprezzabili e un eccessiva celebrazione del materialismo. Infatti, la storia pone al centro il trilionario Richie Rich, un ragazzino giunto alla fortuna dopo una grandiosa scoperta scientifica. Ora ricchissimo, il giovane vive in una villa piena di giocattoli e con un servitore robotizzato. Il protagonista può tutto ma, nonostante possa essere la premessa per un intrattenimento inesauribile, il risultato è piuttosto ripetitivo e deludente, non brillando in termini di carisma o creatività. Proprio per questo, Richie Rich è, secondo Screen Rant, da inserire automaticamente tra le peggiori serie tv Netflix, non rinnovata dalla piattaforma dopo solo due stagioni.

8) Freud (2020)

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Resa disponibile durante l’alienante periodo pandemico, Freud ha forse risentito dell’anomalo momento in cui è stata rilasciata sul catalogo online di Netflix, non riuscendo a ottenere un particolare successo. Si tratta di un thriller storico, ambientato nella Vienna del diciannovesimo secolo, raccontando le vicende del giovane fondatore della psicoanalisi Sigmund Freud. Caratterizzata da imprecisioni storiche, essendo poco legata alla vita reale del celebre psicanalista, Freud è una miniserie dimenticabile e dimenticata dai più. Non particolarmente incisiva e mai stata in grado di catturare un forte interesse attorno a sé, nemmeno nel periodo del suo rilascio internazionale, la serie tv è un risultato blando e facilmente archiviabile senza rimpianti. Tant’è che Screen Rant ha paragonato ciò che Freud rappresenta per il vero Sigmund Freud con ciò che il film del 2012, Abraham Lincoln: Vampire Hunter, figura per la reale storia del presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln. In entrambi i casi, si tratta di due titoli che non hanno mai convinto a pieno; e nel caso di Freud, il divisivo risultato non è stato sufficiente per salvarla dall’esser considerato tra le peggiori serie tv Netflix.

7) Hache (2019-2021)

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Le serie tv prodotte da Netflix Spagna hanno risultati particolarmente altalenanti. Non solo il successo mondiale di La Casa de Papel, Élite o Las Chicas del Cable, ma anche deludenti show che non hanno mai trovato il proprio pubblico. In particolare, Hache è la quinta serie tv originale prodotta dalla divisione spagnola di Netflix. La storia, ambientata nella Barcellona degli Anni Sessanta, segue per due stagioni le vicende della prostituta Helena Olaya (nota come “H”), nel tentativo di infiltrarsi in un cartello di droga tramite la relazione col gangster e narcotrafficante Malpica. Le premesse per Hache sembravano molto buone, soprattutto grazie alla creatrice Verónica Fernández, fortemente devota al concept originario dello show, tratto da una storia vera incentrata attorno a un caso di traffico di eroina. Purtroppo però, il risultato non è mai stato chissà quanto accattivante, all’altezza delle premesse o in grado di attrarre un’audience talmente vasta da consentirne il rinnovo. Infatti, dopo soltanto due stagioni, Netflix ha deciso di non rinnovare Hache, staccando la spina prematuramente alla serie tv, che non è mai stata in grado di esprimere a pieno il proprio potenziale.

6) Sexy Beasts (2021)

Sexy Beasts (640×360)

Di reality show ce ne sono a bizzeffe, dai più strambi ai più realistici. Sexy Beasts è un dating show unico nel suo genere. Affianco al successo di programmi più convenzionali e di successo come Love Island o Too Hot To Handle, Sexy Beasts risulta completamente bizzarro e difficile da cogliere. In particolare, nel dating show britannico di Netflix, ciascun partecipante è mascherato con un elaborato costume scelto dal concorrente stesso, finendo per camuffare la propria estetica dietro alle sembianze di una creatura più o meno realistica, con tanto di pelliccia, piume, squame e qualsivoglia tipo di make-up. Composta soltanto da due stagioni, nonostante gli interessanti picchi di creatività e bizzarria nei primi appuntamenti tra i single partecipanti, secondo Screen Rant, Sexy Beasts è probabilmente troppo strana, atipica e dalla difficile identificazione con le vicende, per poter essere compresa e apprezzata a pieno. Per questo, l’ironico dating show non ha mai trovato il proprio fedele pubblico, finendo per essere cancellata nel giro di breve tempo ed essere ricordata tra le peggiori serie tv Netflix di sempre.

5) ReBoot: The Guardian Code (2018)

Reboot: The Guardian Code (640×353)

Non sempre la qualità produttiva di Netflix è espressa a pieno, finendo in alcuni casi per deludere i grandi appassionati. Come riportato da Screen Rant, questo è anche il caso di ReBoot: The Guardian Code, serie tv animata in CGI che riprende le vicende della precedente serie tv animata al computer ReBoot, andata in onda tra il 1994 e il 2001. Lo spin-off del 2018 è particolarmente deludente in termini di animazione, soprattutto se si è fan della serie originale da cui prende ispirazione. Dalle abilità e disponibilità di un colosso come Netflix ci si aspetterebbe molto di più. In aggiunta, ReBoot: The Guardian Code assume un tono rivolto prevalentemente a un’audience giovane, ma con una qualità grafica e visiva inferiore rispetto a quella proposta dagli altri competitor del genere per il target di riferimento. Il che non fa che giocare a sfavore per lo show, dimenticato nel giro di poco tempo e catalogato velocemente come uno tra i peggiori presenti sul catalogo Netflix. In conclusione, secondo Screen Rant, rispetto alla webserie originale, la serie tv della piattaforma risulta molto meno creativa e non all’altezza della storia da cui prende avvio, tanto da non andare oltre le prime due stagioni, realizzate entrambe nel 2018.

4) Ultraman (2019-2023)

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Ultraman è un franchise sci-fi giapponese, creata da Eiji Tsuburaya, particolarmente popolare a partire dagli Anni Sessanta, protagonista di un fenomeno culturale particolarmente in voga nelle decadi a seguire. L’oscura storia di supereroi si caratterizza per numerosissime produzioni in vari formati (tra manga, cinema, televisione e videogiochi), creando un universo narrativo tormentato, amato e prospero. Ciò nonostante, il tentativo di Netflix di dare nuova linfa a Ultraman non è stato particolarmente brillante. Sfortunatamente, secondo quanto sostenuto da Screen Rant, il risultato non ha fatto altro che rendere la storia più oscura di quanto già non fosse in origine. Visivamente poco accattivanti e prive dei brillanti picchi drammatici e climatici delle epoche precedenti, le tre stagioni di Ultraman realizzate da Netflix non sono all’altezza del celebre franchise, finendo per essere considerate da Screen Rant tra le peggiori serie tv presenti sul catalogo digitale della rinomata piattaforma di Ted Sarandos.

3) Rocket Boys (2021)

Rocket Boys (640×316)

Racket Boys è una serie tv sportiva e drammatica sudcoreana che ha raccolto attorno a sè diverse controversie dalla quale non si è difesa particolarmente bene. La storia segue padre e figlio che si trasferiscono dalla città a Haenam, nella periferia, in vista di un nuovo impiego. L’ex-professionista sportivo Yoon Hyeon-jong inizia ad allenare una squadra di badminton, composta da ragazzi e ragazze delle scuole medie, in un periodo non particolarmente glorioso del campionato. Nonostante l’intento formativo del racconto, sia sportivo che personale, Racket Boys ha suscitato l’indignazione della popolazione indonesiana, a causa della negativa rappresentazione del Paese e del suo popolo, dipinto come imbroglione e senza spirito sportivo. In tal senso, secondo Screen Rant, il positivo intento educativo alla Ted Lasso non è forte a sufficienza per poter oltrepassare gli elementi problematici di Rocket Boys, rendendola una delle serie tv peggiori Netflix provenienti dal suo catalogo sudcoreano e non solo.

2) Jinn (2019)

Jinn (640×357)

Come nel caso di Rocket Boys, anche il supernatural drama arabo Jinn ha raccolto attorno a sè molte polemiche e scalpore a seguito del suo iniziale rilascio sul catalogo digitale della piattaforma. Ambientato nella città di Petra, lo show pone al centro le vicende dei Jinn, dei geni magici, fronteggiati da un gruppo di adolescenti protagonisti che tentano di impedir loro di disseminare il caos in giro per tutto il globo. Le controversie che si sono generate attorno allo show hanno ingigantito le vicende, scatenando polemiche attorno a delle scene di baci che vedevano coinvolta una delle protagoniste femminili. Lo scalpore attorno alle sequenze ha portato persino un pubblico ministero giordano a richiederne l’interruzione anticipata della messa in onda per immoralità, dopo soltanto cinque episodi. Ciò nonostante, come riportato da Screen Rant, i problemi di Jinn non riguardano il dibattito politico e mediatico che ne è scaturito, quanto la scarsa qualità dello show, che tra performance e sceneggiatura non brilla particolarmente, finendo per essere un serie tv surreale e confusionaria senza picchi tecnici.

1) Resident Evil: Infinite Darkness (2021)

Come nel caso di Ultraman o ReBoot, per diverse ragioni, non sempre gli adattamenti riescono a raggiungere i titoli da cui prendono origine, a soddisfare le aspettative o a conquistare una propria fetta di pubblico. E’ questo il caso anche di Resident Evil: Infinite Darkness, miniserie CGI di genere horror e d’azione, basata sull’omonima serie di videogame popolare in tutto il mondo. Lo show si compone soltanto di quattro episodi e, come accaduto spesso nel contesto hollywoodiano, l’industria sembra riscontrare sempre particolari difficoltà nell’adattare la storia di Resident Evil (basti pensare al film diretto da Paul W.S. Anderson che, nonostante gli incassi, non ha soddisfatto pienamente ne pubblico ne critica), non proponendo anche in questo caso un prodotto che ne sia all’altezza. Nel caso della miniserie Netflix, Resident Evil: Infinite Darkness sembra solo un grande spreco di potenziale, secondo quanto sostenuto dalla stessa Screen Rant. Con al centro l’amato personaggio di Leon, la produzione avrebbe potuto giocarsi meglio il tutto e raggiungere la vetta con un ottimo show. Invece, purtroppo, i risultati sono stati blandi e non particolarmente accattivanti, finendo per essere una delle peggiori serie tv Netflix, soprattutto sul fronte degli adattamenti.

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