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La classifica delle 5 Serie Tv peggio riuscite di Netflix

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Il marchio Netflix, da qualche anno a questa parte, è diventato sinonimo di garanzia in fatto di serie tv. Con un catalogo che si arricchisce e si rinnova ogni mese, il colosso dello streaming assicura la fruibilità di una vasta gamma di contenuti in grado di conquistare i tipi di pubblico più disparati. 
Stranger Things, Black Mirror, Dark, Narcos, sono solo alcune delle serie che ci hanno emozionato e continuano a tenerci con il naso incollato allo schermo (e le proposte del mese di luglio ne sono un’ulteriore conferma). Ma non è tutto oro quello che luccica e, in un catalogo così vasto come quello di Netflix, è normale che vi siano anche prodotti che faticano a decollare, serie tv che arrancano o che si rivelano col tempo un totale fallimento. 

Ma quali sono le serie tv peggio riuscite di Netflix?

Tra i flop potremmo annoverare una serie di titoli che, per un motivo o per un altro, non sono riusciti a far breccia nei cuori degli spettatori.

Ma qui di seguito abbiamo stilato una classifica di quella che, per noi, è la Top 5 dei peggiori esperimenti targati Netflix.

5) Between

between Netflix

Partiamo con una serie andata in onda nel maggio del 2015 (in Italia è arrivata qualche mese più tardi, il 22 ottobre). Between è un dramma fantascientifico ambientato nel paesino canadese Pretty Lake.

I protagonisti si ritrovano alle prese con un’epidemia che pian piano decima la popolazione dell’intera cittadina. Uno dei temi più cari al genere drammatico-fantascientifico. Questa misteriosa malattia colpisce solo coloro che hanno più di ventidue anni, per cui a gestire l’emergenza resteranno i più giovani, che dovranno rimboccarsi le maniche e cercare di darsi una qualche forma di autogoverno. 

Niente di nuovo rispetto a tante serie dello stesso genere. E il problema sembra essere proprio questo. La sceneggiatura non ci regala nulla che non abbiamo già visto da qualche altra parte. La narrazione è un po’ sottotono, gli attori canadesi sono una spanna sotto i cugini americani. 
E neppure la critica l’ha accolta benissimo, riservandole valutazioni piuttosto negative.

Inoltre, l’idea di Netflix di trasmettere una puntata ogni settimana invece dell’intero pacchetto, non ha aiutato per niente. Il pathos si è perso inevitabilmente, il coinvolgimento emotivo non è riuscito a conquistare lo spettatore. Ciononostante, Netflix ha annunciato e trasmesso una seconda stagione, ma anche in questo caso gli ascolti non hanno preso quota e le valutazioni sono rimaste pressoché invariate. 

Dunque, ci sarà mai una terza stagione? A quanto pare no, sebbene la serie non sia stata né cancellata né rinnovata. Su di essa è semplicemente calato il silenzio. Un silenzio che, però, dura ormai da oltre tre anni e che lascia quindi intendere che l’esperienza di Between sia effettivamente terminata qui.

4) Iron Fist

iron fist Netflix

Ideata da Scott Buck, che aveva già lavorato per Dexter e Six Feet Under, la serie Iron Fist si riallaccia all’universo Marvel e segue le vicende di Danny Rand. Tornato a casa dopo quindici anni per riprendere il controllo dell’azienda di famiglia, il protagonista (interpretato da Finn Jones) si ritrova a combattere il crimine con l’arte del Kung Fu e il potere del Pugno d’acciaio

La serie rappresenta un ponte di collegamento con The Defenders, ragion per cui i fan della Marvel l’hanno seguita sin da subito. Alcuni di loro però, ne sono rimasti estremamente delusi.
La critica ha definito Iron Fist una serie noiosa e confusa, e ne ha bocciato immediatamente fotografia, scrittura e dialoghi.

Sotto la mannaia è passato anche Finn Jones (famoso per il ruolo di Loras Tyrell in Game of Thrones), che ha provato a dare una spiegazione allo scarso successo. L’attore britannico ha infatti sostenuto che l’elezione di Donald Trump non abbia aiutato la serie a decollare. Sembra incredibile, eppure il fatto che il protagonista di Iron Fist sia l’archetipo del miliardario bianco tanto osteggiato in seguito all’ascesa del presidente americano, avrebbe, a detta sua, impedito al pubblico di creare un legame più profondo con il personaggio.

Ragioni socio-politiche a parte, la serie non ha entusiasmato per niente. Priva di impeto e originalità, con sequenze d’azione perlopiù spente e noiose, Iron Fist è stata cancellata dopo due stagioni, nella mattanza delle serie Marvel.

3) Marseille 

marseille Netflix

Ed eccoci arrivati sul podio. Per scoprire quale serie guadagna il terzo posto nella classifica delle cinque peggiori serie tv di Netflix dobbiamo spostarci da questa parte dell’oceano.

Presentato come l’House of Cards francese, il political drama europeo Marseille ha fatto la sua comparsa sulla piattaforma di streaming nel maggio del 2016. Ha esordito con una prima stagione da 8 episodi, per poi essere rinnovata l’anno successivo per una seconda con lo stesso numero di puntate.

La trama della serie ruota attorno alla figura di Robert Taro (Gérard Depardieu), sindaco di Marsiglia che si prepara a lasciare il posto al giovane Lucas Bèrres (Benoit Magimel), prima che questi lo tradisca passando all’opposizione. Il contrasto tra Taro e Barrès, tra il vecchio e il nuovo che avanza, si intreccia poi con la rete di malaffare, corruzione e disonestà che investe il mondo politico-affaristico della città francese. Nonostante il peso del cast e il budget messo a disposizione, Marseille non sembra però essere all’altezza delle altre produzioni originali Netflix. La scrittura appare un po’ sciatta e anonima, per quanto nella seconda stagione tenti di risollevarsi allargando la visuale alle reali problematiche della politica francese. 

L’esperimento però fallisce. Perché? La storia non entusiasma per niente e sembra emulare quasi pedissequamente i più famosi originali americani, finendo per appiattirsi e non regalare niente di nuovo. Risultato: terza stagione cancellata e nessuna House of Cards francese che possa attentare alla fama della più popolare parente americana.

2) Compagni di università

Ma veniamo ora al secondo posto.

Ideata da Nicholas Stoller e Francesca Delbanco, la commedia americana Compagni di università è stata trasmessa su Netflix dal luglio del 2017 fino allo scorso gennaio, per la durata complessiva di due stagioni.

La serie è incentrata sulle vicende di un gruppo di ex studenti di Harvard che, vent’anni dopo il diploma, si ritrovano alle prese con i problemi professionali e personali della vita da adulti.

La prima stagione non tocca grandi picchi di comicità, tutt’altro. La trama risulta essere piatta e monotona, malgrado la breve durata degli episodi (30 minuti circa), e i personaggi sono privi di reale consistenza, come fossero degli automi che non riescono a catturare l’attenzione dello spettatore per più di un episodio. 

L’umorismo, anch’esso scialbo e monocorde, alla fine si infrange contro una serie di noiosi stereotipi che ristagnano nelle pacifiche acque del politically correct. Senza regalare niente di avvincente e arguto.

Dalla seconda stagione ci si aspettava un po’ più di spessore e divertimento, ma questa si è rivelata, se possibile, anche peggiore. Alla fine la serie, una teen comedy che mal si adatta al mondo degli adulti, è stata cancellata dal catalogo, scongiurando il pericolo di una terza stagione.

1) Troy – Fall of a City

Ma il titolo di peggior serie tv Netflix se lo aggiudica a pieno titolo Troy – Fall of a City. E vediamo perché.

La serie riprende le vicende della guerra di Troia, un tema che funziona da oltre tremila anni. Parte dal fatidico giudizio di Paride, che sceglie Afrodite al posto di Era e Atena, per poi arrivare al rapimento di Elena e alla conseguente guerra con gli Achei. Fin qui, tutto bene. La storia la conosciamo, Omero difficilmente potrebbe fallire. E, invece, Troy – Fall of a City si rivela un totale flop.

Le prime scelte a essere criticate sono quelle del cast. Bella Dayne nel ruolo di Elena non sembra conferirle particolare enfasi. David Gyasi (Achille), Lemogang Tsipa (Patroclo), Hakeem Kae-Kazim (Zeus), tutti attori di colore che appaiono poco verosimili in suddetti ruoli, mentre, in generale, tutto il cast non convince.

troy

Ma non è solo il cast il problema, vorremmo usare una parola ma non possiamo (qui ci andiamo un po’ più pesante). Le scene sono frettolose, i dialoghi il più delle volte banali e la trama è incentrata quasi esclusivamente sulla relazione d’amore tra Paride ed Elena. Come se intanto, là fuori, non ci fosse una delle storie più belle mai raccontate. La serie manca in definitiva di un elemento indispensabile per poter davvero funzionare: l’epicità.

E voi, siete d’accordo con la nostra classifica delle peggiori serie tv prodotte da Netflix? Fatecelo sapere nei commenti!

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