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La classifica di tutte le Serie Tv italiane Originali Netflix, dalla peggiore alla migliore

Il catalogo Netflix si va via via arricchendo di titoli italiani, sia sul fronte delle serie tv che su quello dei film. I prodotti Originali non sono poi tanti e pochi sono riusciti davvero a sfondare, ma la piattaforma ha commissionato di recente diversi progetti che vedranno la luce a partire dal 2022 e, più in generale, la strada intrapresa da molti addetti ai lavori sembra essere proprio quella tracciata dal colosso dello streaming. Che si punti sulla qualità o meno, Netflix è una vetrina troppo appetibile per chi voglia lanciare un prodotto di ampio respiro e che possa raggiungere il pubblico più vasto possibile.

Più si andrà avanti, più vedremo spuntare tanti titoli italiani tra gli Originali Netflix.

Abbiamo dato una sbirciatina al catalogo per individuare tutte le serie tv made in Italy realizzate per la piattaforma. Si tratta di quindici titoli che, con alterna fortuna, sono approdati sugli schermi degli utenti Netflix. Molti non sono andati neppure vicini al successo, altri potremmo definirli dei flop veri e propri, ma tanti altri hanno invece convinto il pubblico, riuscendo a conquistare persino i gusti degli spettatori stranieri.

Vediamo di cosa si tratta.

15) Luna nera

Luna Nera - Netflix

Partiamo da Luna nera, una delle ultime serie tv a finire sulla piattaforma prima dello scoppio della pandemia. È stata pubblicizzata tantissimo da Netflix, attraverso tutti i suoi canali. C’era molta attesa per quello che doveva essere il gran colpo italiano nel campo del genere fantasy, ma il risultato non ha convinto granché. La serie è un period drama ambientato nel XVII secolo in Italia e racconta la storia di Ade, una giovane levatrice che scopre di discendere da una famiglia di streghe. Il suo amato, Pietro, è figlio di un noto cacciatore di streghe, per cui l’amore ostacolato diventa il topos principale della storia. Luna Nera è la terza produzione italiana di Netflix e l’intento iniziale era quello di distaccarsi dai generi tradizionali per proporre un progetto nuovo, coraggioso e che potesse accaparrarsi una fetta di pubblico internazionale. L’esperimento non è andato a buon fine: Luna nera è stata un’enorme delusione, tant’è che la seconda stagione è stata cancellata.

Segno che, sul genere fantasy, il nostro Paese è ancora molto indietro.

14) Curon

Curon - Netflix

Anche Curon punta sulle suggestioni del genere fantastico e sovrannaturale, inserite qui all’interno di una trama che ricalca gli schemi del thriller e del giallo. Il mistero è al centro di questa produzione Netflix che ha incuriosito tanto gli addetti ai lavori prima del suo debutto. La trama è intrisa di leggenda e punta tanto anche sulla scenografia. La scomparsa di una donna è la molla che dà avvio alla storia, che vede come protagonisti i suoi due figli gemelli (Margherita Morchio e Federico Russo). Anche qui l’impostazione di base è intrigante, la scelta coraggiosa, ma il prodotto finale non convince del tutto. Curon avrebbe potuto osare molto di più, ma per ora è lontanissima da modelli internazionali di successo come Dark o Twin Peaks, che invece la stessa strada l’hanno percorsa fino in fondo con coraggio.

13) Luna Park

Luna Park simona tabasco

E veniamo invece a una delle ultimissime novità di Netflix. Luna Park è uscita il 30 settembre sulla piattaforma ed è già stata vista da centinaia di migliaia di utenti, anche se il suo appeal si è probabilmente già esaurito. La storia è quella di due giovani ragazze: Nora, figlia di un giostraio, e Rosa, ragazza della borghesia benestante. I loro destini sono intrecciati e pian piano entrambe scopriranno fino a che punto. La serie punta sull’intrigo misterioso attorno al quale ruota la trama, ma la soluzione per lo spettatore è facile da intuire sin dai primissimi episodi.

Luna Park è una delle ultime produzioni italiane di Netflix, ma anche qui il risultato non è sbalorditivo.

Le sei puntate vorrebbero affrontare un casino di archi narrativi senza avere effettivamente il tempo di farlo. Troppi personaggi per pochi episodi. I toni potrebbero essere quelli di una soap opera adolescenziale, se non fosse che la serie ambisce a qualcosa di più. Ma il pubblico generalista non si è mostrato entusiasta più di tanto.

12) Guida astrologica per cuori infranti

guida astrologica - Netflix

Altra recente novità del catalogo è Guida astrologica per cuori infranti, di cui abbiamo già parlato in questo articolo. Si tratta di una serie che si divora in un solo boccone: episodi brevi, solo sei in totale, uno show perfetto per il binge watching. Guida astrologica per cuori infranti non fa l’errore di prendersi troppo sul serio e forse proprio per questo non scivola nel flop. È un prodotto con poche pretese, che guarda soprattutto a un certo pubblico femminile. È una commedia romantica, leggera e spensierata, in cui l’elemento originale è rappresentato dall’astrologia e dalle sue suggestioni, che indirizzeranno in un certo senso le scelte dei personaggi. Non è una serie indimenticabile, ma non nasce per esserlo e proprio per questo riesce ad attrarre il suo spettatore tipo e a coinvolgerlo nella visione breve, fugace e divertente.

11) Zero

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Grande attenzione c’era stata attorno a un altro titolo del 2021, tratto dal romanzo Non ho mai avuto la mia età di Antonio Dikele Distefano. Zero è la storia di Omar, un ragazzo di origini senegalesi che abita nella periferia di Milano. Introverso, silenzioso e timido, il protagonista riesce a trasformare il suo sentirsi invisibile in un vero e proprio potere, che lo renderà a suo modo speciale. L’invisibilità si manifesta quando Omar prova forti emozioni. La serie di concentra sul personaggio principale e attorno a lui interseca le storie di altri ragazzi che vivono nelle stesse condizioni. Il racconto della periferia, della diversità, dell’emarginazione è condito con qualche elemento sovrannaturale che desta curiosità ma non convince fino in fondo. Zero, al momento della sua uscita, è stata nella top 10 dei titoli più visti in Italia, ma nel complesso è una serie che poteva dare molto di più.

10) Summertime

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Una serie che ha riscosso discreto successo è invece Summertime, uscita per la prima volta nella primavera del 2020 e confermata subito per una seconda stagione, rilasciata dalla piattaforma a giugno 2021. Il target è adolescenziale, la storia è costruita per accaparrarsi quella specifica fetta di pubblico. Al centro ci sono i soliti intrecci tipici del teen drama: la storia d’amore, il valore dell’amicizia, i contrasti generazionali e così via. Il tutto sullo sfondo della riviera adriatica, meta prediletta delle estati di tanti giovanissimi in cerca di divertimento. Il tono leggero e spensierato di Summertime, rilasciata non a caso sempre alle soglie dell’estate, è uno dei motivi che spingono un pubblico composto prevalentemente da adolescenti ad avvicinarsi alla serie e a guardarla prima che arrivi la bella stagione. Anche qui siamo in presenza di un prodotto per niente sensazionale, ma che è riuscito a ottenere un discreto successo presso il pubblico di riferimento proprio grazie a Netflix. Che infatti ha commissionato la terza stagione.

9) First Team: Juventus

juventus

Di tutt’altro genere invece First Team: Juventus, il docu reality sul club bianconero approdato sulla piattaforma nel 2018. Si tratta della prima serie televisiva trasmessa on demand a livello mondiale sul mondo del calcio. La produzione in realtà non è esclusiva italiana, ma frutto di una collaborazione Usa-Italia. Gli episodi sono solo sei e si concentrano sulla stagione sportiva 2017/18, quando la guida tecnica del club era affidata a Massimiliano Allegri e la fascia da capitano era ancora sul braccio di Gianluigi Buffon. Il reality si focalizza sul percorso sportivo della squadra, scandito dagli ottimi risultati che la porteranno a vincere lo scudetto, ma anche sui profili dei singoli calciatori, sulle vecchie bandiere del club come Alessandro Del Piero e sul legame tra squadra, tifoseria e famiglia Agnelli.

La serie Netflix ha avuto più successo all’estero che in Italia e non è un caso: gli autori hanno pensato di sottoporre il prodotto al pubblico internazionale e non tanto a quello di casa.

L’attenzione ad alcuni particolari, le nozioni superflue per i tifosi bianconeri, puntavano ad offrire al club una vetrina per farsi conoscere all’estero. Il docu reality è stato diviso in due parti: tre episodi sono stati trasmessi prima, gli altri tre dopo alcuni mesi. Il calcio non ha ancora trovato un suo posto nel mondo delle serie tv e First Team: Juventus non ha contribuito più di tanto a cercargliene uno. Però il documentario è ben fatto e per il pubblico d’oltreoceano può essere appetibile. 

8) Fate: The Winx Saga

Fate: The Winx Saga

L’altra coproduzione presente sulla piattaforma è Fate: The Winx Saga, prodotta da Brian Young, Kris Thykier, Judy Couninhan, Joanne Lee e Cristiana Buzzelli. Si tratta di un prodotto italo-britannico, basato sul cartone animato Winx Club creato da Iginio Straffi. Un live action e un’avventura adolescenziale immersa nel mondo fantastico delle fate, che però non sono come esattamente uno se le aspetterebbe. Quando gli otto episodi della serie sono sbarcati su Netflix c’è stata immediatamente una grande risposta da parte dei fan. Il successo di Fate: The Winx Saga ha fatto sì che lo show venisse visto da milioni di persone sparse un po’ in tutto il mondo. Non è una serie qualitativamente ineccepibile, ma ha funzionato al punto che le pressioni dei fan hanno spinto il colosso dello streaming ad ordinare una seconda stagione, che arriverà a breve sulla piattaforma.

7) Baby

E se parliamo di serie qualitativamente non eccelse ma con un buon successo di pubblico, Baby è decisamente una di queste. Si tratta della terza produzione italiana di Netflix ed è riuscita ad attirare subito l’attenzione degli spettatori proprio perché è apparsa sulla piattaforma. La storia riprende dei fatti di cronaca e li inserisce all’interno di una cornice più ampia, nella quale si muovono giovani protagonisti alle prese con i problemi dell’adolescenza e della società moderna.

Baby ha avuto un enorme successo grazie a Netflix.

Il pubblico ha apprezzato molto le prime stagioni. Le tematiche trattate – dalla prostituzione minorile all’omosessualità, dalla violenza sessuale alle logiche devastanti della società moderna – hanno incuriosito un pubblico molto variegato, anche se poi con il passare delle stagioni questo si è andato via via definendo. In ogni caso, Baby è stata esportata in tanti Paesi stranieri ed è riuscita a far parlare molto di sé.

6) Vendetta: Guerra nell’antimafia

Netflix

Veniamo ora a un genere televisivo sul quale noi italiani sappiamo esprimere grandi potenzialità. La docuserie su Pino Maniaci e Silvana Saguto racconta uno spaccato triste del nostro Paese e lo fa con grande obiettività, senza influenzare lo spettatore ma mettendolo semplicemente dinanzi ai fatti reali, gli unici a potergli fornire gli strumenti per farsi un’opinione personale sulla questione. La storia è quella di una guerra interna all’antimafia, come la definisce il titolo stesso. Sui due fronti opposti, il giornalista di Telejato Pino Maniaci e il giudice di sorveglianza Silvana Saguto, due figure di spicco del mondo antimafia diventate però protagoniste di vicende torbide e ambigue. La docuserie prende spunto da una vicenda specifica per suggerire una riflessione più globale, senza però condizionare il punto di vista di chi guarda.

5) Skam Italia

Netflix

Skam Italia l’avevamo inserita anche nella classifica delle serie tv italiane più famose all’estero e non è un caso. La versione nostrana del franchise norvegese di Skam è riuscita ad attirare il pubblico internazionale grazie alla popolarità globale della serie, ma anche per le sue scenografie mozzafiato che hanno reso il gioiellino italiano ancora più spettacolare rispetto alle versioni di altri Paesi. Ma anche in Italia questo show ha saputo farsi largo tra la concorrenza e accaparrarsi una fetta consistente di pubblico.

Il suo debutto lo ha fatto su TimVision, ma dalla quarta stagione in poi la serie è finita su Netflix. Che ora si sta occupando della quinta.

L’essere un teen drama, non impedisce a Skam Italia di finire nella lista di titoli salvati anche di un pubblico più adulto, grazie alla buona qualità della serie in generale e al modo delicato e poco banale con cui vengono trattate tematiche importanti.

4) Generazione 56K

Netflix

Man mano che ci avviciniamo al podio, la qualità dei prodotti si alza notevolmente. Generazione 56k si colloca in una via di mezzo. La serie è stata ideata e diretta da Francesco Ebbasta e punta molto sull’effetto nostalgia, che qui non ha il sapore di qualcosa di scontato o patetico, ma riesce a toccare in qualche maniera le corde dello spettatore, facendogli rivivere momenti non così lontani nel tempo, ma che sembrano appartenere a un’era geologica differente. Lo show è stato realizzato in collaborazione con The Jackal e ci riporta nel cuore degli anni Novanta. L’effetto nostalgia funziona bene, perché chi ha vissuto quegli anni riesce a trovare un’identificazione immediata con i protagonisti e le loro storie. E il risultato è ottimo, malgrado qualche leggerezza prevedibile.

3) SanPa – Luci e tenebre di San Patrignano

SanPa Luci e tenebre di San Patrignano è una docuserie che ha fatto tanto parlare di sé e sulla quale è ancora aperto un dibattito. Netflix ha dato la possibilità a Gianluca Neri di raccontare una storia di ombre e sofferenze, attraverso testimonianze e immagini di repertorio. La cura dei dettagli, dei dialoghi, delle immagini ha fatto sì che la critica desse un parere favorevole pressoché unanime, anche se le tematiche trattate – la gestione della comunità di recupero di San Patrignano e la controversa figura di Vincenzo Muccioli – hanno scatenato polemiche che sono andate avanti per mesi. Segno che comunque la serie è riuscita ad arrivare dove voleva.

Si tratta della prima docuserie italiana prodotta da Netflix.

2) Suburra

La prima serie tv invece ad essere prodotta dalla piattaforma è stata Suburra, che fece il suo debutto nel 2017 con la prima stagione. Parliamo di una delle serie più viste in Italia e anche più amate all’estero. Il genere gangster-crime è un genere nel quale noi italiani sappiamo fare la nostra parte. Il successo di altri prodotti simili come Gomorra o Romanzo criminale ne è la prova. Suburra è ambientata a Roma e prova a mettere in luce tutte le infinite contraddizioni di una città in cui l’intreccio tra criminalità, politica e sfere alte del potere è sempre difficile da districare. La serie con Alessandro Borghi ha avuto grande successo anche oltre confine e qualche settimana fa, in questa classifica, l’avremmo inserita senza ombra di dubbio al primo posto.

1) Strappare lungo i bordi

Strappare lungo i bordi

Diciamo qualche settimana fa, perché invece il 17 novembre è arrivata su Netflix la creatura del fumettista Zerocalcare, alla sua primissima esperienza con una serie tv. Strappare lungo i bordi è finita subito nella Top10 della piattaforma e in Italia ha superato persino Squid Game nella classifica degli show più visti al loro debutto. Merito sicuramente del format breve ma intenso, con sei episodi da una ventina di minuti l’uno. Ma merito anche e soprattutto del talento del suo creatore, che è riuscito ancora una volta a trovare la via migliore per raccontare le ansie e le sofferenze di un’intera generazione. Il coinvolgimento emotivo degli spettatori è stato subito immediato. Strappare lungo i bordi è divertente e devastante allo stesso tempo e sa parlare di noi come poche altre serie tv sono in grado di fare. Si tratta decisamente della migliore serie italiana mai prodotta da Netflix fino ad oggi.

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