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Il ritorno di Mr. Robot è indecifrabile. Ed è bello per questo

Abbiamo atteso con trepidazione questo 13 luglio, da un lato eccitati, dall’altro timorosi. In questo lungo periodo di attesa per Mr. Robot ci siamo domandati chi avesse bussato alla porta di Elliot nell’episodio finale della prima stagione e se, dopo aver fatto un attento bilancio di quest’ultima, ci fosse effettivamente materiale sufficiente per creare una seconda stagione degna della prima. Dopo aver visto il pilot possiamo finalmente dire che, a discapito di qualsiasi pronostico fatalista, di materiale pare essercene eccome. Mr. Robot è tornato, e promette davvero molto bene.

mr robot

Ammetto di aver approcciato l’episodio con lo stesso timore con cui avrei infilato la mano nella bocca di un Rottweiler, ma è andata a finire che ho scoperto una miniera d’oro. La seconda stagione inizia con il botto e non disattende per niente le nostre – esigentissime, diciamolo – aspettative. Certo, ora dobbiamo vedere come si svilupperà, ma sappiamo come si dice: chi ben comincia…

Una cosa che mi ha un pochetto deluso (anche se no, non credo sia questa la parola più adatta) è che io proprio ci tenevo a vedere chi diamine ha bussato alla porta di Elliot, ma toccherà portarmi questo dubbio nella tomba o credere sia stata mia nonna con gli avanzi del pranzo domenicale.

Così, una delle questioni che avevamo preventivato ci sembra rivestire uno dei perni narrativi di questa seconda stagione: dove diamine è finito Tyrell? E questo è quanto già ci aspettavamo, ma non è finita qui. Insieme a personaggi già conosciuti che ritornano esattamente come li avevamo lasciati, o rischiano di andarsene (dalla propria posizione professionale o da questa Terra), compaiono parecchi nuovi tipi bizzarri (per ora solo accennati, giusto il tanto che basta per stuzzicarci) che non vediamo l’ora di conoscere meglio.

darlene

La seconda stagione di Mr. Robot pare fare leva su i punti di forza che resero la prima il capolavoro che conosciamo, sia per quanto riguarda il lato tecnico che per quello narrativo. La penna di Sam Esmail è una delle migliori che ci venga offerta dal panorama seriale contemporaneo. Così gli episodi pullulano di monologhi, dialoghi e scene che catturano la nostra attenzione e ci smuovono qualcosa dentro. Come un senso di ribellione, di ingiustizia, rendendoci empatici con questo protagonista che sembra non sapere nemmeno cosa sia, l’empatia. Ve ne dico una su mille delle perle contenute nel pilot, detta da Angela che, come sapete, ora lavora per la E Corp:

Un tipo si avvicina a una donna in un bar. Comincia a flirtare con lei, parla del più e del meno, ma la donna gli dice chiaro e tondo che non andrà a casa con lui. Il tipo le dice: “Se ti offrissi un milione di dollari, verresti a letto con me?”. La donna non ha mai avuto un milione di dollari. Si ferma e prende seriamente in considerazione l’offerta. Il tipo cambia idea e dice: “E se cambiassi la mia offerta e ti offrissi un dollaro?”. La donna inorridisce. “Che genere di donna pensi che sia?”. Il ragazzo dice: “L’abbiamo appena capito. Ora stiamo solo negoziando”.

Mi sto impegnando per non fare alcuno spoiler, ma davvero ritengo che Mr. Robot (compreso questo fantastico inizio di stagione), definito a puntino sotto ogni aspetto, tragga primariamente la sua forza dai diversi piani attraverso i quali può essere fruito. Per farla breve, ci sono diversi livelli di lettura che si possono dare di tale serie tv e la ‘storia’ affrontata in ognuno di questi è sempre ugualmente efficace.

Si può dare una lettura sociologica e in parte politica della società in cui viviamo e della schiavitù travestita di benessere alla quale siamo ‘costretti’. Questo tipo di lettura ci induce a fare alcune considerazioni sul mondo che stiamo costruendo e sul nostro ruolo di cittadini. D’altro canto, tuttavia, è possibile anche una lettura psicologica – anche in luce della psicosi del protagonista – che ci mette di fronte, sì a una diversità, ma anche a noi stessi, spaccando le ante degli armadi dove teniamo nascosti i nostri scheletri. Anche dal punto di vista meramente estetico questa serie è sorprendente. Efficacissimo l’uso fatto della colonna sonora, così capace di calarci continuamente da una dimensione all’altra.

Insomma, che dire… non vediamo l’ora che continui.

un saluto agli amici di Serie Tv, la nostra droga, Seriamente Tv!

Written by Elisa Belotti

Siamo qui per parlare di questo mondo e di mille altri, per ridere, riflettere e immaginare. “Sono un idiota, io sono un pazzo, lo so... ma sono stato una buona lettura, giusto?”, vorrei dirvi che è mia, ma mentirei: è di un tale Hunter S. Thompson. Sperando di poterla dire anche io, un giorno.

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