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Mr. Robot: perché non dobbiamo aspettarci una deriva sci-fi

Mr. Robot
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La terza stagione di Mr. Robot sta entusiasmando i fan con episodi in continuo crescendo e un racconto mai banale che ha la capacità di approfondire di volta in volta fondamentali temi esistenziali legati alla complessa personalità del suo protagonista. Ma a tenere banco a due episodi dalla fine della season è ancora la possibile deriva sci-fi che potrebbe assumere la Serie. La possibilità paventata di viaggi nel tempo e loop dimensionali sta dividendo i fan e accentuando le aspettative per la seconda parte di stagione. Da un lato c’è chi confida nella maestria di Sam Esmail sempre capace di sorprenderci in positivo con una narrazione intimistica e con straordinari virtuosismi registici (basti pensare all’episodio 3×05 girato in un ininterrotto piano sequenza di quaranta minuti). Dall’altro la preoccupazione che il finale di Mr. Robot possa compromettere il senso dell’intera Serie con una spiegazione fantascientifica.

Ma dobbiamo realmente aspettarci con ansiosa preoccupazione una svolta di questo tipo? Andiamo con ordine, partendo dalle motivazioni che hanno spinto a credere a questa possibilità.

Tutto nasce dall’apertura del primo episodio di questa terza stagione di Mr. Robot e dalle parole di un anonimo ingegnere in una centrale nucleare. “Noi percepiamo la realtà così com’è? […] Se chiudo gli occhi riesco a immaginare che tutto quello che percepiamo, tutto quello che vediamo, pensiamo e facciamo si sta verificando contemporaneamente in un altro universo parallelo. E quindi quante copie di noi stessi esistono? E se i nostri stati mentali fossero connessi tra di loro? Nel bene o nel male”. A seguire e a dar manforte alla teoria sci-fi nello stesso episodio giungono le parole di Whiterose che in risposta al suo assistente (“Ma lei non crede nelle coincidenze?”) afferma: “Esatto, non ci credo”.

E soprattutto quelle di Angela che, rivolgendosi a Elliot, allude alla possibilità di tornare indietro, prima che tutto accadesse, prima perfino della morte dei loro genitori. Senza dimenticare l’immagine di un acceleratore di particelle (tradizionalmente legato, nell’immaginario collettivo, alla possibilità di creare un buco nero) o un computer quantico.

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Gli assidui riferimenti al destino e al tempo creano continuità con le precedenti stagioni e alimentano le speculazioni. Nella 3×01 Whiterose afferma: “Il tempo ci ha portato il signor Alderson”, che fa da pendant con la sua catchy phrase “Io hackero il tempo”. Già nella 2×01 il leader della Dark Army aveva rivelato di essere “una donna che tiene al tempo e non crede al caso”. Lo stesso Tyrell nel finale di seconda stagione alludeva al fatto che “Dovremmo diventare degli dei, tu invece vuoi distruggere il nostro destino?”. Angela, nella 3×07, riavvolge continuamente le immagini televisive degli attentati compiuti dalla Dark Army e facendo un fermo immagine si rivolge a Darlene: “Visto? Sono tornati, stanno tutti bene […]. Staranno tutti bene, staranno tutti bene.”, riferendosi ai morti nel crollo dei palazzi.

Tutti questi riferimenti hanno dato il là a diverse teorie che hanno trovato terreno fertile su Reddit e che il nostro Antonio Casu ha avuto modo di sviluppare in alcuni illuminanti approfondimenti.

Tra le tante ipotesi verosimile appare quella di un “hackeraggio della realtà” con l’annessione del Congo, tanto voluta dalla Cina, funzionale a ottenere le materie prime per il completamento dell’acceleratore di particelle; e i potenziali viaggi nel tempo che permetterebbero di far tornare in vita i genitori di Angela ed Elliot nonché i morti negli attentati. Lo stesso Antonio Casu ha brillantemente sottolineato che l’impostazione sci-fi non sarebbe affatto estranea a Sam Esmail che l’ha già adottata nel film Comet.

L’immagine di Angela bambina nella 3×06 andrebbe in questa direzione: l’attrice che riveste il ruolo è la stessa che prende parte al kubrickiano interrogatorio di Angela nell’undicesimo episodio della seconda stagione. Insomma, alla luce di tutti questi riferimenti, non sembrerebbe proprio assurdo dare credito all’ipotesi sci-fi che circola ormai assiduamente in forum e pagine dedicate.Mr. Robot

A ben vedere però, è già l’episodio 3×07 che sembra andare in direzione opposta. Tra gli altri accadimenti infatti scopriamo che Whiterose ha plagiato Angela. Rivolgendosi al CEO della E-Corp, il leader cinese infatti confida: “Avevi un solo compito: manipolarla, controllarla. Non ci sei riuscito, quindi ho dovuto farlo io”. Nello stesso episodio, nuovo senso assume anche la devozione (fino al suicidio) degli uomini della Dark Army se facciamo fede alle parole del braccio destro di Whiterose: “Tutti noi crediamo in qualcos’altro: l’abnegazione. Se servi un potere superiore, nessuna azione è più onorevole del suicidio. Non c’è regalo più grande da offrire alla causa che tutto quanto”.

In una recentissima intervista, d’altronde, il creatore e regista di Mr. Robot, Sam Esmail, ha escluso l’eventualità della svolta fantascientifica lasciandosi andare anche a una beffarda risata.

Molto più sensato allora pensare che la realtà che ci viene presentata non sia altro che l’ennesima trasposizione immaginaria operata dalla mente di Elliot.

Si spiegherebbero così la possibilità di tornare indietro nel tempo, i riferimenti alla “carriola rossa” e il legame che sembra esserci tra il protagonista e Tyrell. Fin dal primo episodio di Mr. Robot l’incontro iniziale tra i due infatti era stato scandito da questa profonda connessione mentale, come ricorderanno i fan più devoti. Con un ennesimo virtuosismo, poi, la 3×08 è stata girata in Cinemascope, come fosse un film anni 50-60: che Esmail voglia così alludere al carattere fittizio di tutto il mondo tratteggiato nella Serie? Che Elliot abbia rifondato ogni aspetto del mondo per sfuggire alla realtà?

L’inter-connessione, il “destino” e il tempo di cui gli autori non smettono mai di far menzione potrebbero allora essere indizi di altro. Del relativismo della realtà che ci viene presentata. Di quanto tutto, in fondo, non sia che una grandiosa proiezione “matrixiana” condizionata dalla soggettività dell’individuo. Le “copie” di noi stessi, di cui parla l’ingegnere della 3×01, altro non sarebbero che le nostre infinite personalità che si accavallano ed entrano costantemente in lotta nella nostra intimità vivendo contemporaneamente (appunto, nel tempo) “realtà parallele” (ovvero visioni diverse della stessa realtà). Ricordate l’interferenza nell’episodio 3×06, proprio mentre Angela e Darlene sono una di fronte all’altra?Mr. Robot

Hackerare il tempo, poi, potrebbe significare anche e soprattutto farsi interprete e marionettista del presente.

È questo in fondo che fa Whiterose nella 3×03, episodio in cui risulta chiara la sua mano invisibile dietro l’elezione di Trump. Il leader della Dark Army sa quanto quel “buffone scollegato dalla realtà” sia controllabile. Perché “se si tirano le fila come si deve, una marionetta ballerà in qualunque modo tu voglia”. È forse allora in questa più profana interpretazione che possiamo trovare il senso della narrazione. Sorprenderebbe, infatti, e non poco, una deriva sci-fi in una Serie che ha fatto dell’acuta interpretazione sociale e intimistica della realtà e del mondo il proprio più profondo credo.

A sostegno di un finale psicologico ed esistenziale va anche un precedente interessante che varrà la pena menzionare. Stiamo parlando di Lost, Serie particolarmente amata da Sam Esmail. La sesta stagione della fortunata opera targata Damon Lindelof e Carlton Cuse aveva ruotato attorno alle teorie sulla misteriosa alt-reality (questo il nome che venne dato nei forum dedicati) che ampio spazio aveva in ogni episodio.

Il senso di questa “realtà parallela” era divenuta argomento di speculazioni sempre più ardimentose che non si facevano scrupolo di tirare in ballo la fisica quantistica e i viaggi nel tempo. Finché il risolutivo finale ha rivelato il vero volto che si nascondeva dietro l’apparente deriva sci-fi: un esito esistenziale e toccante che ancora a distanza di anni non smette di coinvolgere e commuovere i fan di tutto il mondo.

L’augurio è che anche Esmail possa regalarci una conclusione altrettanto significativa e carica di trasporto emotivo. Le premesse ci sono tutte. Non resta che attendere e confidare nella bravura di un regista che non ha mai smesso di sorprenderci e appassionarci di episodio in episodio.

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Written by Emanuele Di Eugenio

Esteta contemplativo (un modo elegante per dire nullafacente), vive immerso tra libri impolverati e consunti osservando il mondo da una finestra. Che sia quella dello schermo di una tv, di un pc o le pagine di un romanzo russo poco importa.

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