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Perché il finale di Merlin ha deluso (quasi) tutti

Era il lontano autunno del 2008, quando su Italia1 andava in onda la pubblicità di una nuova Serie TV dal titolo Merlin.

Come suggerito dal titolo, Merlin si curava di raccontare le gesta dei Cavalieri della Tavola Rotonda, del Mito della Spada della Roccia, e delle avventure di Re Artù e dello Stregone Merlino. Ma osservando lo spot del pilot per pochi minuti le sorprese erano dietro l’angolo.

La serie TV si presentava come alternativa: non classica come il classico Disney “La Spada della Roccia” ma bensì una storia rivisitata, riscritta, rivoluzionata.

Merlino più giovane di Re Artù? Possibile. La magia bandita da Camelot? Possibile. Lady Morgana sexy e gentile? Possibile.

Ciò che ha catalizzato il successo (iniziale) della Serie TV britannica fu proprio il suo modo di raccontare diversamente le vicende leggendarie di storie che tutti noi conoscevamo fin troppo bene. E la cosa ha funzionato per qualche anno, e qualche stagione.

Terminata la prima stagione, protagonista di un’ottima introduzione ed iniziale caratterizzazione dei personaggi, troviamo la seconda, forse la migliore qualitativamente parlando, che inizia a delineare la storia voluta dagli autori ed accresce il successo del prodotto.

Poi la terza stagione: episodi commoventi, ricchi di colpi di scena, trasformano Merlin in una di quelle Serie di cui non puoi fare a meno. Il tutto con un finale da capogiro con Excalibur, la famosa spada magica.

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Poi inizia il crollo: la quarta stagione, seppur discreta, delude le aspettative e la Serie TV non riesce nel salto di qualità: le vicende dei nostri eroi vanno avanti ma manca qualcosa. Un fan giunto a questo punto non può abbandonare una Serie che non ha potuto non amare durante la seconda e la terza stagione in particolare, ma i conti che dovrà fare con la quinta ed ultima stagione sono inaspettatamente spiacevoli.

L’ultima stagione di Merlin è una delle delusioni più grandi per un telefilm: un finale triste, ma soprattutto privo di adrenalina e cuore. Scialbo, tetro, ed indiscutibilmente mal fatto. I motivi sono molteplici ma non sono delle attenuanti.

Come ad esempio i periodi di crisi economica ed il budget ridotto sono elementi ricorrenti in Merlin che non ha mai potuto contare su grandi effetti speciali, tutt’altro – basti pensare che lo stesso Merlino, protagonista della serie, in 5 stagioni nonché 65 episodi cambia abito massimo 4 volte – e ciò sicuramente ha contribuito ad un finale poco vivo.

I nodi sciolti ma sciolti male. 5 stagioni a chiedersi come reagirà Artù una volta che scoprirà i poteri di Merlino, da sempre suo servo, ed eccolo scoprire tutto ad un passo dalla morte ma nonostante ciò non suscitare alcuna emozione, in quanto il destino di Merlino era quello di salvare il suo re (ed amico) come da sempre profetizzato dai personaggi del telefilm, finale che però non è d’accordo con il messaggio di speranza e promessa per Camelot che si respira all’interno del corso di tutta la serie.

Morti inutili e tutt’altro che epiche. Si sa, poi, che quando si parla di Cavalieri, Magia e simili, sia più che importanti rendere il tutto con una nota di epicità. Eppure i combattimenti (soprattutto quelli finali, con tanto di pseudo-guerra) non convincono affatto, e le morti di personaggi “storici” come Morgana, Galvano e lo stesso Artù, sono prive di grandi duelli, grandi discorsi, grandi pianti e cosa ancor più grave, grandi riconoscimenti.

I fan i Merlin dunque, hanno visto sgretolarsi come castelli di sabbia dinanzi alle onde il loro telefilm tanto amato per almeno 3 stagioni e mezzo. Se c’è una cosa che ogni telefilm dovrebbe fare, è quella di saper chiudere un cerchio quando questa vuole terminare, ma Merlin sicuramente non l’ha fatto.

Raffaele Cianni

Barry

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