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Come finisce Medium?

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Medium è una serie televisiva statunitense tra il poliziesco e il soprannaturale andata in onda dal 2005 al 2011. In Italia è stata trasmessa in anteprima su Rai 3 e poi mandata in replica su Rai 4 e Rai Premium. Questa serie tv ha dato grande notorietà all’attrice Patricia Arquette, oggi vincitrice di innumerevoli premi, tra cui due Golden Globe grazie ai sui ruoli in Boyhood e nella serie Escape at Dannemora. La Arquette aveva già avuto altre tre nomination ai Golden Globe per l’interpretazione di Allison Dubois, protagonista assoluta di Medium.

Medium è ispirata alla storia vera della sedicente medium americana Allison DuBois, autrice di libri e, a suo dire, consulente investigativa delle forze dell’ordine statunitensi. La vera medium ha lavorato anche come consulente per la serie tv di Glenn Gordon Caron.

La Allison Dubois della Arquette è una donna che vive a Phoenix con il marito Joe e le tre figlie Ariel, Bridget  e Marie. Sarebbe tutto normale, privo di qualsiasi attrattiva, se Allison non avesse poteri da medium, se non fosse in grado di parlare con i morti. La donna fa spesso sogni premonitori, che però vanno interpretati nel modo giusto per rivelare il loro reale significato. Grazie al suo dono, Allison può anticipare incidenti e omicidi: per questo la donna decide di parlare con il procuratore distrettuale e la polizia della sua città. La loro collaborazione potrebbe salvare molte vite, o almeno farla pagare ai veri colpevoli di efferati crimini.

Allison dà frequentemente prova delle sue capacità e diventa un elemento indispensabile per la lotta alla criminalità di Phoenix.

Con il tempo, la stima che il procuratore Devalos e il detective Scanlon provano per lei si trasforma in amicizia. Il lavoro della donna, però, non è un lavoro normale. La vita della medium è psicologicamente usurante non solo per lei ma anche per il marito, che spesso condivide i risvegli traumatici della donna. A volte i sogni provocano anche dei malesseri fisici a Allison, come quando si è risvegliata sorda a causa del sogno su una bambina (per l’appunto sorda) che era stata rapita.

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Niente, però, sembra dividere la famiglia Dubois: né l’affiorare dei poteri in Ariel e Bridget né i problemi economici che la tormentano di frequente. Joe e Allison sono una forza della natura e insieme prendono di petto qualsiasi difficoltà. Questa coppia è una delle più sottovalutate delle serie tv, perché nella loro anormale normalità rappresentano l’equilibrio a cui tutti dovrebbero aspirare: i compromessi e i sacrifici da fare per tenere unita una famiglia sono tanti, ma quando ci si ama tutto si affronta più facilmente.

Sì, perché in Medium non sono solo i fantasmi o gli assassini a rappresentare un pericolo. Alla fine della quinta stagione a Allison viene diagnosticato un tumore al cervello, che lei non farà operare subito per paura di perdere i poteri e non poter catturare due pericolosi criminali. A quel punto Joe lascia il lavoro per starle vicino.

Questa poteva essere la fine di Medium, perché la NBC aveva deciso di non rinnovare la serie per una sesta stagione. Dopo nemmeno ventiquattro ore la CBS, che ne deteneva i diritti, decise di rinnovarla per altre due stagioni mandandola in onda sul proprio canale. Abbiamo così il nostro finale definitivo, che a prima vista lascia destabilizzati (ci si chiede cosa stia succedendo), ma poi emoziona all’ennesima potenza.

L’ultimo episodio della serie, Fino alla fine dei tempi, si apre con Allison che parla al telefono con Joe mentre l’uomo è su un aereo di ritorno dalle Hawaii. Durante la conversazione l’aereo precipita e Joe muore. Allison non riesce ad accettare la realtà e, disperata, si chiede perché i suoi poteri non le abbiano dato la possibilità di evitare la tragedia. Poi la scena si sposta a sette anni dopo: Allison è viceprocuratore, Devalos è sindaco, Ariel è incinta, Bridget è al college e Marie ha quattordici anni. Le forze dell’ordine e la procura sono impegnate in un processo contro un malavitoso messicano, che fa uccidere il procuratore che non l’aveva fatto estradare e l’aveva condannato al duro carcere statunitense, lontano dalla corruzione messicana.

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Mentre è nell’aula del tribunale, Allison ha una visione di Joe, salvo dopo il disastro aereo. Lo rivede anche qualche ora dopo in sogno: Joe è in Messico, ma ha perso la memoria ed è stato assoldato proprio dal malavitoso messicano che stanno processando.

Allison allora mette a rischio tutto, patteggiando l’estradizione del criminale in Messico per arrivare a Joe, per riabbracciarlo. Proprio in quel momento si sveglia e pensa sia stato tutto un sogno. In realtà si tratta di una visione, causatagli proprio dal marito Joe. L’uomo conferma di essere morto e confessa di aver voluto mostrare alla donna che la vita può andare avanti anche senza di lui. Allison, diversamente da come ha fatto durante la visione, non deve cercare soluzioni impossibili, non deve immaginare che sia vivo da qualche parte. Deve solo accettare la realtà e continuare a vivere.

Allison si scioglie in un pianto inconsolabile senza avere nessuno accanto. Quarantuno anni dopo, una Allison vecchia e malata muore, circondata da foto della sua famiglia. In quel momento assistiamo all’incontro che sapevamo avrebbe avuto luogo: lo spirito della medium, tornata giovane, vede quello di Joe.

Il marito l’ha aspettata per tutto quel tempo. Allison gli chiede se può baciarlo e lui risponde: Fino alla fine dei tempi.

Medium si conclude con una carrellata su tutti gli amati personaggi, mostrati sulle scene del set mentre queste vengono smontate. Patricia Arquette, essendo la protagonista, è l’ultimo membro del cast a essere ripreso e a salutare definitivamente i suoi fedeli spettatori.

Ma è davvero l’ultimo saluto? Attenzione: Allison Dubois potrebbe apparirci in sogno quando meno ce lo aspettiamo!

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Written by Ilaria Iasio

Ventiseienne napoletana, laureata in Filologia Moderna, attualmente stagista entusiasta in una casa editrice. Amo la letteratura e le Serie Tv, che spesso e volentieri risucchiano il mio tempo libero e la mia vita sociale. Ho il difetto di analizzare eccessivamente tutto ciò che mi circonda, finendo col causarmi ogni volta un gran mal di testa. Inguaribile romantica e shipper indefessa.

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