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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →C’è un momento in ogni grande racconto corale, in cui i fili che sembravano slegati iniziano a stringersi in un unico nodo, e quel nodo fa paura proprio perché promette di stringersi ancora. È quello che si respira guardando il nuovo trailer di Avengers: Doomsday, presentato al pubblico durante il D23 di Anaheim insieme a un poster e a nuove sequenze che hanno mandato letteralmente in delirio la platea.
Non è solo l’attesa per un blockbuster, per quanto imponente possa essere un film che riunisce eroi provenienti da tre universi diversi. È qualcosa di più profondo, quasi viscerale: la sensazione di stare per assistere a uno dei più grandi momenti storici di una saga cominciata quasi vent’anni fa, nel 2008, quando un uomo con la barba e l’ironia tagliente di Robert Downey Jr. indossò per la prima volta un’armatura rossa e dorata e cambiò per sempre il modo di raccontare storie di supereroi al cinema.
Ora quello stesso attore torna, ma dall’altra parte dello specchio: non più Tony Stark. Ma Victor von Doom, il sovrano di Latveria, l’uomo dietro la maschera che promette di piegare ogni universo al proprio volere. Ed è proprio a partire da questo ritorno, da questa inversione di ruolo, che i fan di tutto il mondo hanno cominciato a scavare in ogni fotogramma del trailer, in ogni battuta pronunciata, alla ricerca di un significato più grande, di un disegno nascosto sotto la superficie spettacolare delle immagini.
Ed è tutto sacrosanto: perché il trailer di Avengers: Doomsday potrebbe nascondere già importanti risposte sul film più atteso dell’anno

A guardarlo bene, quel volto di Doom nascosto dietro l’armatura ha qualcosa di ambiguo, di volutamente non risolto. Ed è da questa ambiguità che nasce una delle ipotesi più discusse online: che il Dottor Doom mostrato nel trailer non sia semplicemente una variante malvagia di Tony Stark proveniente da un’altra dimensione, ma che il film stia in realtà nascondendo due versioni distinte dello stesso personaggio, capaci di muoversi su più piani temporali o dimensionali contemporaneamente, sfruttando proprio quella somiglianza con il volto di Tony per ingannare gli stessi Avengers.
È una teoria, sia chiaro, non una certezza confermata. Ma trova un aggancio in una delle frasi più citate del trailer, quella in cui Doom si rivolge agli eroi dicendo che tutti loro hanno vissuto vite rubate, e che ora è arrivato il momento di restituirle. Un’accusa che, se la teoria fosse fondata, suonerebbe come la sentenza di un giudice cosmico deciso a correggere un furto di esistenza compiuto proprio dai viaggi nel tempo dei protagonisti del franchise. Ed è qui che il discorso si allarga naturalmente al ritorno più commovente e insieme più spiazzante di questo nuovo capitolo: quello di Chris Evans nei panni di Steve Rogers, accompagnato sul palco del D23 anche da Hayley Atwell, tornata a vestire i panni di Peggy Carter.
I due attori hanno scherzato apertamente sul palco sul fatto che il pubblico ami più di ogni altra cosa un lieto fine, e che Steve fosse arrivato così vicino al proprio, alla fine di Endgame, prima di ammettere, con un sorriso amaro, che forse avrebbero dovuto aspettarselo: nulla, in queste storie, resta davvero concluso per sempre. Ed è proprio questo ritorno a generare un secondo filone di teorie tra i fan più attenti. Nel infatti, si vede Steve impugnare Mjölnir, dimostrandosi ancora una volta degno.
Eppure il suo atteggiamento sembra a tratti fuori fuoco, quasi disallineato rispetto al personaggio che tutti conoscono. Da qui due ipotesi contrapposte, entrambe non confermate ma alimentate da dettagli concreti del filmato: c’è chi immagina che questo Steve Rogers provenga da una realtà alternativa in cui è sempre stato, nei fumetti come nell’ipotesi dei fan, un agente segreto dell’Hydra, infiltrato tra gli eroi come pedina di Doom. E c’è chi, notando la comparsa di Loki in una scena ambientata in quella che sembra la casa di Steve e Peggy, ipotizza invece un depistaggio ordito dallo stesso Dio dell’inganno, magari camuffato sotto le sembianze del Capitano per gestire, nell’ombra, un piano di cui gli altri eroi non sanno nulla.

Sullo sfondo di queste due teorie resta un dato confermato dal trailer stesso, mostrato pubblicamente al D23. Sue Storm, interpretata da Vanessa Kirby, guarda Doom con un misto di rimpianto e terrore, e pronuncia parole destinate a restare impresse, ammettendo di aver sempre saputo che fosse perduto, ma di non aver mai davvero capito quanto fosse spezzato. È un dialogo che si intreccia poi con lo scontro durissimo tra Doom e Reed Richards. Un confronto che nel trailer sembra nascere proprio dalla rabbia per quelle “vite rubate” di cui Doom accusa gli eroi.
Ed è a partire da questa frase, insieme all’evidente distruzione mostrata nelle immagini, che molti fan hanno costruito una terza, affascinante teoria: che Doom provenga da un universo, probabilmente quello di origine dei Fantastici Quattro, la Terra numerata 828, la cui realtà sarebbe stata cancellata o gravemente compromessa proprio a causa delle incursioni provocate, negli anni, dai viaggi temporali e dalle alterazioni multiversali compiute dai protagonisti del franchise principale, da Steve rimasto nel passato alle manipolazioni di Strange, fino al ritorno in vita della figlia di Gorr per mano di Thor. Se questa lettura fosse corretta, la furia di Doom non sarebbe semplice sete di potere, ma una spietata richiesta di giustizia per un mondo intero sacrificato sull’altare delle scelte altrui.
E infine arriva l’immagine più imponente mostrata nel trailer. Doom che solleva un esercito di Sentinelle mentre pronuncia la frase ormai diventata virale, “l’inferno risponde a me, perché io sono Doom”, con al suo fianco figure storiche dell’universo mutante come Magneto. Un’immagine che, unita alla presenza confermata di eroi provenienti dai Fantastici Quattro, dagli Avengers e dagli X-Men, lascia intuire come Doom stia orchestrando il caos multiversale a proprio vantaggio, forse riprogrammando la tecnologia di mondi in cui i mutanti sono già stati sterminati o oppressi, in un disegno che sembra condurre dritto verso l’inevitabile epilogo di Avengers: Secret Wars.
Nessuna di queste letture ha chiaramente delle risposte. Restano delle ipotesi costruite con pazienza su ogni fotogramma, ogni battuta, ogni sguardo scambiato tra i personaggi. Ma è proprio in questa distanza tra ciò che il trailer mostra e ciò che lascia soltanto intuire che si nasconde la vera forza di Avengers: Doomsday. La promessa di un evento che non si limiterà a diventare uno dei più grandi eventi della saga, ma che sembra pronto a farlo restituendo, con dolore e con nostalgia, tutto ciò che in questi anni ci è sembrato di aver perduto per sempre.






