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Jack e Sawyer: amici e nemici

Acqua e fuoco, luce e ombra, ordine e caos: se parliamo di contrasti, non possiamo che citare Sawyer (AKA James Ford) e Jack Shephard, due tra i protagonisti più amati e complessi di Lost. Figure antitetiche che si ritrovano a essere più simili di quanto non vorrebbero mai ammettere agli altri e a loro stessi, anime perdute che nel confronto con l’altro riescono a trovare, loro malgrado, un proprio equilibrio. Quello tra questi due testardi eroi è infatti un rapporto complicato, fatto di diverbi e di contrasti ideologici ma anche di reciproco rispetto e di taciuto desiderio di intessere un legame: una relazione di odio e amore che si sviluppa, tra altri e bassi, tradimenti e riappacificazioni nel corso di tutte e sei le stagioni della fortunata serie ABC.

Seguono spoiler su tutte le stagioni di Lost!

Lo sappiamo bene: ancor prima che di parlare di misteri e della lotta per la propria sopravvivenza, Lost parla delle persone. Ce lo rivelano i numerosi e approfonditi flashback sul passato degli sventurati sopravvissuti, così come una narrazione incentrata sullo sviluppo di rapporti che si creano in condizioni estreme, in cui la vera natura delle persone ha modo mostrarsi per quella che è. Così, sulle prime battute Jack rivela la propria indole da leader apparentemente costretto ad assumere il ruolo dalle circostanze ma che in realtà pare aver atteso una simile responsabilità per tutta la vita, mentre Sawyer si mostra agli come una anarchico, un lupo consapevole che si sopravvive solo con la forza e a scapito degli altri.

È così che impariamo a conoscerli: il buono onorevole e l’egoista beffardo, veri aspetti della personalità dei due ma in realtà nient’altro che la superficie di una psiche ben più complessa. Nel corso della costruzione del loro rapporto durante tutte le stagioni di Lost e grazie a uno sguardo privilegiato sul loro passato, siamo infatti riusciti a ricostruire un ritratto delle personalità di Jack e Sawyer ben più complesso di quanto ci potessimo inizialmente aspettare.

Perché nel buio risiede anche una parte di luce, così come l’oscurità può essere trovata anche nelle anime all’apparenza più pure.

Jack Shephard

Sawyer è un antieroe moderno: un uomo astuto, brillante e capace di adattarsi alle varie situazioni, conscio che spesso è necessario sporcarsi le mani per ottenere ciò che si vuole: secondo una visione molto simile a quella del filosofo Hobbes, Sawyer predica la massima del “Homo homini lupus” (“Ogni uomo è un lupo per un altro uomo”) che allude allo teoria secondo cui in cui, allo stato naturale, gli uomini, spinti da un estremo egoismo, devono combattere tra loro per sopravvivere. Un cinismo accentuato dall’uomo per celare altri lati del suo essere: una personalità di buon cuore, compassionevole e a suo modo capace di dimostrare vero amore.

D’altra parte, abbiamo Jack, prototipo del perfetto eroe: un uomo dalla morale ferrea, la persona giusta al momento giusto, capace di prendere decisioni difficili per il gruppo e di dare anima e corpo per i suoi compagni, ma al contempo incapace di fidarsi completamente degli altri. Un individuo che, confidando troppo nelle proprie decisioni, finisce in più occasioni per danneggiare le stesse persone che cerca di proteggere.

Ma è questa divisione è davvero così netta?

Traumi, delusioni ma anche atti di grande generosità: ecco ciò che nel profondo caratterizza questi due straordinari eroi, che col passare del tempo iniziano a riconoscere di condividere ampi tratti della loro personalità! Grande testardaggine e determinazione, ma anche tanta generosità e passione. Una somiglianza che inconsciamente dà loro fastidio e che li spinge a scontrarsi anche quando non necessario. Perché Sawyer e Jack sono legati dal destino ancor prima di finire dell’Isola: accomunati da un conflitto irrisolto con la figura paterna e da un costante senso di mancata realizzazione che li porta a essere costantemente insoddisfatti.

Friends

Jack è definito come persona dal rapporto con suo padre Christian e da un costante senso di inadeguatezza che fin da bambino lo spingono a volersi costantemente migliorare, ma che ovviamente portano con loro ferite così profonde da condizionare notevolmente il modo rapportarsi in modo sano dell’uomo con gli altri. Sawyer, d’altro canto, traumatizzato dalla tragedia vissuta da bambino, diviene tanto ossessionato dal desiderio di vendetta da finire per allontanare da sé le persone a cui tiene. Due solitari che scelgono di seguire strade diverse, ma anche due uomini che in fondo sanno di essere uguali.

Rivali nel gioco e rivali in amore!

Non a caso i due hanno condiviso più volte l’interesse nei confronti di donne forti e risolute: l’attrazione per Ana Lucia (finita sul nascere per ovvi motivi), il grande e tormentato amore per Kate e quello nei confronti di Juliet, che porta prima Jack a maturare e che segna la definitiva trasformazione di Sawyer.

Lost

La lunga parentesi del triangolo amoroso tra la Austen, Shephard e Ford (che a prima vista potrebbe risultare un elemento aggiunto solo per creare suggestivo drama nella narrazione) non è però solo un futile riempitivo. La lotta per il cuore della donna traccia infatti un lungo percorso di crescita e di maturazione per i due personaggi, che anche grazie a questo sentimento sviluppano nuovi lati della loro personalità. Quello che infatti poteva risultare un classico e stucchevole triangolo tra la bella di turno, il tenebroso cattivo ragazzo e l’eroe dal cuore puro si trasforma infatti in un viaggio alla scoperta di sé stessi che conduce i due uomini laddove dovevano arrivare e che riesce a mostrare aspetti dei protagonisti che altrimenti avrebbero rischiato di non essere approfonditi a sufficienza.

Se infatti in Jack scopriamo le crepe che si celano dietro un’apparente perfezione, fatte di egoismo e di gelosie, in James scoviamo quel recondito senso di altruismo e di generosità che al momento giusto spingono l’uomo a dare il meglio di sé.

Lost
Scena tratta dal finale di Lost

Pur oscillando tra molte rivalità e incomprensioni, col tempo, Jack e Sawyer tuttavia riescono in parte a superare le loro divergenze, riconoscendosi vicendevolmente come pari. Seppur col suo solito sarcasmo, Sawyer non riesce mai a nascondere del tutto il rispetto e l’ammirazione provati nei confronti di Jack, che suo malgrado considera la persona di successo e di talento che lui non è mai riuscito a essere prima. Dal canto suo, Jack impara invece a riconoscere i meriti di Ford, soprattutto dopo il ritorno dei Sei sull’Isola.

Anche se nel nostro immaginario a prevalere sono le scene in cui i due hanno finito per scontrarsi, accapigliarsi e insultarsi, tuttavia per noi risulta davvero impossibile dimenticare i momenti più commoventi che li hanno visti come protagonisti. Non potremo mai scordarci il commovente dialogo che i due hanno nella 1×23, durante il quale James racconta a Jack del suo incontro con Christian a Sidney e del sentimento di rammarico che quest’ultimo aveva confessato di provare confronti del figlio. Mai dimenticheremo quando Ford dice a Shephard che lo considera “La cosa più vicina a un amico che ha al momento“. Tuttavia, a rimanerci maggiormente impresso per sempre sarà probabilmente l’abbraccio che i due si scambiano durante il finale di serie, in chiesa, a simboleggiare quella che, in fin dei conti, è stata una profonda e sincera amicizia che, anche se sottesa, ha tenuto insieme i due per tutto il corso di Lost.

E quindi, perché schierarsi? Perché parteggiare per l’uno o per l’altro? Jack e Sawyer sono facce diverse della stessa medaglia, forgiate dalle esperienze vissute nel passato, ma anche dalla reciproca influenza dell’uno sull’altro. Due personaggi incredibili che hanno fatto la storia della televisione e che anche a distanza di anni continuano a farci emozionare e a fornirci spunti di riflessione sempre nuovi.

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