3) Ana Lucia Cortez apre il podio dei peggiori personaggi Lost

Tempo di podio, e ad aprirlo un personaggio che nella maggior parte dei casi ha sempre messo d’accordo tutti. Introdotta alla fine della prima stagione come leader del gruppo dei sopravvissuti della sezione di coda dell’aereo, Ana Lucia Cortez ha avuto un impatto negativo sul pubblico di Lost. Il suo passato da poliziotta segnato da un trauma profondo l’aveva resa una donna dura, inflessibile, perennemente sulla difensiva e incline all’uso della forza. Se l’intento degli autori era quello di creare un alter ego femminile di Jack o Sawyer, il risultato è stato un personaggio dal carattere talmente spigoloso, autoritario e privo di empatia da risultare respingente per la maggior parte degli spettatori.
Le ragioni del forte astio nei suoi confronti risiedono soprattutto nella gestione della sua leadership, basata sulla paranoia e sulla dittatura militare. Il culmine arriva quando, accecata dalla paura nella giungla, spara e uccide Shannon, uno dei personaggi storici che stavano finalmente trovando una propria dimensione. Quell’incidente ha reso Ana Lucia quasi impossibile da digerire. Nonostante gli sforzi successivi di mostrare le sue fragilità interiori e il peso dei suoi sensi di colpa, la sensazione di fastidio costante che trasmetteva ogni volta che compariva sullo schermo è rimasta intatta fino alla sua tragica uscita di scena per mano di Michael.
2) Michael Dawson

E a un passo dalla prima posizione troviamo niente di meno che Michael Dawson, un personaggio tragico, la cui parabola è stata completamente divorata da un’unica, ossessiva e logorante motivazione: ritrovare suo figlio Walt. Se nelle prime battute dello show l’istinto paterno di Michael poteva generare empatia, ben presto il suo personaggio si è trasformato in un loop ripetitivo di urla, decisioni sconsiderate e un’aggressività ingiustificata verso chiunque provasse ad aiutarlo. La sua incapacità di collaborare e la sua totale mancanza di fiducia nel gruppo lo hanno reso rapidamente uno dei naufraghi più frustranti da seguire sullo schermo.
Il punto di non ritorno, che lo ha consacrato tra i personaggi peggiori e più detestati, arriva alla fine della seconda stagione. Pur di riavere suo figlio dalle mani degli Altri, Michael compie il tradimento supremo: uccide a sangue freddo Ana Lucia e la povera Libby, liberando Benjamin Linus e vendendo i suoi stessi amici. Questo atto di egoismo brutale ha distrutto qualsiasi possibilità di redenzione agli occhi del pubblico. Anche il suo successivo ritorno sulla nave cargo nella quarta stagione, nel disperato tentativo di sacrificarsi per salvare gli altri e ripulire la propria coscienza, non è bastato a cancellare il fastidio generato da anni di scelte scellerate e urla isteriche nella giungla.
1) Anthony Cooper, in assoluto uno dei peggiori personaggi di Lost

Se parliamo di pura, assoluta e imperdonabile mostruosità umana, il primo posto non può che spettare ad Anthony Cooper. Il padre di John Locke non è semplicemente il peggior personaggio di Lost, è una delle figure più malvagie e viscide mai apparse sul piccolo schermo. Cooper è un truffatore professionista, un sociopatico che non prova il minimo sentimento d’affetto per nessuno, men che meno per suo figlio, che vede esclusivamente come un oggetto da manipolare e sfruttare per il proprio tornaconto personale.
La lista delle sue nefandezze è un elenco di crudeltà psicologiche e fisiche che spezzano il cuore. Prima inganna Locke fingendo di voler recuperare un rapporto con lui solo per farsi donare un rene e salvarci la vita, abbandonandolo subito dopo l’operazione. Poi, anni dopo, quando John prova a fermare una delle sue ennesime truffe, Cooper non esita a spingerlo giù da una finestra dell’ottavo piano, causandogli la paralisi alle gambe e distruggendogli la vita per sempre. Non c’è mai un momento di pentimento, mai uno sguardo di scusa: Cooper prova solo un profondo disprezzo per la bontà d’animo di suo figlio. La sua fine nella terza stagione, sacrificato sull’Isola per mano di Sawyer (un’altra delle sue vittime del passato), è l’unica conclusione possibile per un uomo che ha incarnato il male assoluto senza alcuna sfumatura.





