4) Susan Lloyd-Porter

Susan Lloyd-Porter compare pochissimo in Lost, quasi esclusivamente nei flashback dedicati al passato di Michael, ma il suo impatto emotivo è stato talmente devastante da farla balzare di diritto tra i personaggi più disprezzati dell’intera serie, tanto da anticipare il podio. Susan è l’ex compagna di Michael e la madre di Walt. La sua colpa imperdonabile, che la rende una figura incredibilmente fredda ed egoista, è il modo sistematico, crudele e manipolatorio con cui ha privato Michael del suo diritto di fare il padre, sfruttando la propria posizione economica e lavorativa di avvocato in carriera.
Ogni sua azione è guidata da un egocentrismo spiazzante: prima porta Walt a Parigi allontanandolo dal padre, poi spinge Michael a rinunciare alla patria potestà per permettere al nuovo marito di adottare il bambino, usando il senso di colpa e il denaro come armi di ricatto. Susan tratta le persone e i legami affettivi come se fossero semplici pratiche burocratiche da sbrigare. La sua totale mancanza di empatia verso il dolore di un padre e i bisogni di un figlio l’ha resa un mostro di egoismo, una figura così fastidiosa che persino la sua morte improvvisa per sofferenza fisica non è riuscita a suscitare la minima compassione nel pubblico, lasciando solo una scia di rabbia per i danni emotivi causati a Michael e Walt.





