ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sul sesto episodio di Landman 2!!
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C’è stato un gran parlare nel sesto episodio di Landman 2 – la seconda stagione, più che sull’azione, sta puntando principalmente sulle parole -, ma la frase che più ci è rimasta impressa l’ha pronunciata TL rivolto a suo figlio: “Vivere di ricordi non è vivere. Costruiscine altri finché puoi“. Detto da un ottantenne che insegue arcobaleni e speranze sepolte nel passato, questo concetto ha un valore ancora maggiore. Allora proviamo a osservare la vita di Tommy Norris attraverso un insieme intricato di specchi (e forse anche lui sta facendo lo stesso). È pericoloso guardare la propria vita attraverso un sistema di specchi. Si riflettono tutte le decisioni sbagliate, torna indietro il riflesso dei propri errori, delle indecisioni, della mancanza di coraggio o dell’eccesso di spregiudicatezza.
Al caleidoscopio, i frammenti della vita di Tommy si moltiplicano e rimbalzano sugli spettri. È un uomo che sta a metà tra chi i ricordi deve ancora costruirli e chi ormai può abbandonarsi solo a quelli. A volte vive come se, per lui, l’esistenza fosse già sfumata e non gli restasse più un briciolo di voglia per starla a rievocare. Il sesto episodio di Landman 2, ad ogni modo, ha il personaggio di Billy Bob Thornton come grande traino. È il bagliore principale che si rifrange su tutte le pareti, accompagnando il suo riflesso con una serie indefinita di sfumature indistinte. Tommy Norris era partito dal vertice della piramide dei landmen. Sappiamo che, agli albori della fortuna di Monty Miller, anche lui aveva un posto a tavola.
Tommy aveva provato a mettersi in proprio, a gestirsi da solo la sua compagnia. Solo che la crisi del 2008 lo ha messo in ginocchio, consegnandolo alla schiera di quei disillusi che sono stati costretti a ricominciare da capo, alle dipendenze di qualcuno.
È in quel momento che Tommy Norris è diventato il landman per eccellenza di Monty Miller. Quello il momento esatto in cui ha rinunciato al proprio sogno per volare più basso, nella stratosfera delle cose realizzabili. Poi, un matrimonio in cui non ha creduto abbastanza, due figli adolescenti cresciuti con il minimo sforzo e un conto aperto con il proprio passato da sigillare in un contenitore ermetico della propria coscienza, evitando in qualsiasi modo di doverlo riaprire. È stata questa la traversata di Tommy Norris tra le lande desolate del Texas. Una traversata che, nel bene o nel male, sembra arrivata a un punto di svolta.
La morte di Monty ha cambiato le carte in tavola, sebbene la successione sia avvenuta nel modo più naturale possibile. Insieme al proprietario della M-Tex Oil è venuto meno anche il rapporto di fiducia che esisteva tra lui e Tommy. Alcune dinamiche erano cementificate, avevano superato anni e anni di collaudo e si erano automatizzate, il che rendeva le cose molto semplici sia a Tommy che a Monty. Con Cami qualcosa è inevitabilmente cambiato. La vedova di Monty ha vissuto sempre all’ombra del marito, ma ora è lei il boss. In un mondo dominato da tassi altissimi di testosterone, Cami non vuole farsi sopraffare. È sull’orlo del fallimento, tra casse vuote, cause legali e incidenti giornalieri (come quello del terzo episodio).
Ma il grande deus ex machina è un narcotrafficante elegante che vuole ripulire i propri soldi (e la propria immagine).
Tommy immaginava che rivelare a Cami la vera identità di Danny Morrell avrebbe sterilizzato i suoi tentativi di imbarcarlo tra i finanziatori della compagnia. La donna invece, contrariamente alle aspettative, non ha mostrato alcun rimorso di coscienza. Qualsiasi cosa va bene per rifinanziare la compagnia del suo defunto marito, persino i soldi sporchi di un narcotrafficante omicida. Tommy Norris è sballottato in un mondo che va incontro a stravolgimenti irreversibili. Quella del landman vecchio stampo è una figura che sta pian piano scomparendo, soppiantata da tipologie ibride di addetti ai lavori, abituati a maneggiare moneta virtuale e a scommettere per il puro gusto di farlo.
È scompraso il tipo di landman più autentico rappresentato da TL, che infatti sembra un omone goffo paracadutato da un altro pianeta quando si presenta alla fiera di Forth Worth. In questo sesto episodio di Landman 2, Taylor Sheridan fa la sua incursione in un mondo che volge al cambiamento. Lavoratori che saranno sostituiti dalle macchine, produzione che va incontro a un’evoluzione sempre più irrimediabile, tutto il discorso sulle rinnovabili e così via. Sheridan non vuole solo raccontare la storia di un landman. Vuole sbirciare dentro i meccanismi di un territorio che conosce molto bene e che prova a mostrarci attraverso gli occhi di chi lo batte tutti i giorni.
I personaggi di Dale, Boss e i loro ragazzi sarebbero delle figure insignificanti per la trama se non fosse per la loro natura di testimoni diretti di quel mondo.
Un mondo difficile per chi lo vive dal gradino più basso della scala e pieno di viscidi serpenti per chi invece lavora ai piani alti. C’è spesso questa compresenza di vecchio e nuovo negli episodi di Landman. Il vecchio coincide con una tradizione che resiste al cambiamento, il nuovo veste in giacca e cravatta ed è un’entità più sfuggente, in alcuni casi subdola. Come la piccola cupola sotto la quale gestisce i suoi traffici Gallino, un uomo che vorrebbe piegare i tempi ai suoi desideri. Il personaggio di Andy Garcia ha praticamente convinto Cami della convenienza della sua proposta (e persino a noi spettatori non sembra una scelta così infelice).
L’unico che sembrava non voler scendere a patti con il diavolo era Tommy, che però alla fine ha sottoscritto l’accordo di Cami per una ragione fondamentale: la compagnia non è la sua. Tommy è il presidente della M-Tex, ma – come lei spesso gli ricorda – ad avere ancora in mano le redini è proprio Cami. Che, a quanto pare, non sa più se le convenga fidarsi di Tommy. Gallino ha avuto davvero la funzione di diavolo tentatore in questa seconda stagione di Landman. Gli è bastato poco per portare la vedova Miller dalla sua parte e pare proprio che, per il momento, sia lui il solo vincitore di questa stagione.
Landman 2×06 ha poi seguito l’evolversi degli altri filoni narrativi.
Era abbastanza chiaro che Rebecca Falcone avrebbe incontrato il suo compagno di una notte in questi nuovi episodi di Landman 2. E – guarda caso – eccolo spuntare nei panni di un geologo che deve fornire alla compagnia il suo parere tecnico sulla fattibilità della costruzione della piattaforma offshore. Una trama forse un po’ troppo prevedibile che giustifica il minutaggio di Kayla Wallace. Le storyline degli altri personaggi viaggiano molto a rilento, come è ormai chiaro arrivati al sesto episodio della seconda stagione. Cooper ha fatto una buona impressione sul padre di Ariana nell’episodio della settimana scorsa e, in questo Landman 2×06, convince anche la suocera delle sue buone intenzioni.
Il destino di Cooper in Landman 2 poteva essere più avventuroso, invece per ora le sue intere giornate sono occupate da un unico obiettivo: sposare Ariana (che, all’inizio della stagione, lo aveva praticamente lasciato). Casa Norris invece continua a essere un luogo affollato e chiassoso. TL è lo spettatore di un mondo del quale non si sente più parte, mentre Angela tiene la vita ben stretta per le pa*le (cit). Ci siamo abituati alla sua esuberanza e siamo rassegnati al fatto che dal suo personaggio non verranno mai risvolti decisivi per la trama, ma solo una serie di idee divertenti che danno un po’ di brio in più alla storia. Lo dicevamo nella recensione della settimana scorsa e siamo qui a confermarlo ancora una volta: non sta succedendo granché in questa seconda stagione di Landman.
Anche in questo episodio, a parte l’accordo siglato con Gallino, non ci sono stati importanti risvolti nella trama.
Tutto è fluito in maniera molto lenta e distesa, privilegiando le parole e lo studio dei personaggi piuttosto che l’evoluzione della storia (lo abbiamo detto: la serie vira sempre più verso il dramma famigliare). Non è necessariamente un male se questo significa vedere interagire molto di più sullo schermo Sam Elliot e Billy Bob Thornton. I due stanno condividendo molte più scene insieme e Sheridan sa come caricare di pathos anche questi momenti un po’ più “morti“ dal punto di vista del racconto. Non è rimasto un granché da qui alla fine della seconda stagione di Landman 2 e ci lasciamo fondamentalmente con un solo dubbio da qui alla settimana prossima: Cami non si fida più del suo landman? Se così fosse, qualcosa sta veramente cambiando nel mondo sottosopra di Tommy Norris.











