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Barney Stinson è, razionalmente parlando, un personaggio terribile

How I Met Your Mother è forse l’ultima, in ordine di tempo, di quelle serie tv comedy che consideriamo capisaldi del genere e che continueremo a vedere e rivedere senza tregua. Gran parte di questo merito è dovuta a uno dei personaggi seriali più iconici di questo millennio: il leggen… non ti muovere … dario Barney Stinson.

I tormentoni, le follie, le grandi passioni, lo stile di vita sempre sopra le righe, il completo come una seconda pelle, la continua ricerca di donne e nuove sfide: anche – ma forse soprattutto – grazie all’interpretazione magistrale di Neil Patrick Harris, Barney Stinson si è marchiato a fuoco nell’anima di ogni series addicted che si rispetti.

Eppure… a ben guardare la serie, c’è qualcosa di strano in tutto questo.

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Barney Stinson è, razionalmente parlando, un personaggio terribile. Senza entrare ancora nei suoi comportamenti e nelle sue opinioni, rispetto agli altri protagonisti di How I Met Your Mother, la sua evoluzione è ciclica. Pur maturando, cioè, e facendoci scoprire pezzi importanti del suo passato, lui torna sempre al punto di partenza. Prendete come esempio la puntata della trilogia (la 7×20): mentre Ted e Marshall fanno grandi sogni, triennio per triennio, Barney mostra di non aver mai voluto per sé null’altro che la sua “leggendaria” quotidianità. E tutto questo pur avendo incontrato e amato persone che lo hanno messo di fronte a ciò che è davvero: un uomo segnato – sin da piccolo e forse per sempre – dalla sindrome dell’abbandono. Che a questo status ha reagito a modo suo, diventando ciò che non vuole più smettere di essere.

Un uomo che abbandona prima di abbandonare, e che si è creato un’armatura di bugie (tra storie sorprendenti e non solo) per non scoprirsi mai davvero. Un uomo che, soprattutto nelle prime stagioni, mette il soddisfacimento dei suoi bisogni e il suo egocentrismo prima di tutto. Nella 3×08 (la mitica puntata “Allarme guastafeste“) e nella 7×06 i suoi difetti ci vengono elencati e noi spettatori non possiamo che concordare. Barney Stinson è così, non è mai cambiato, e non ha la minima voglia di cambiare.

Prova ne sono le tattiche del famoso playbook che, per quanto diverse e sorprendenti, partono tutte o quasi dallo stesso canovaccio, che possiamo riassumere in quattro fasi:

  • Fase 1 – Il grande potere: Barney imbastisce una storia (o più precisamente una bugia colossale) per presentarsi alla malcapitata di turno. Nessuna autorità sfugge alle sue creazioni: medico, soldato, astronauta, affetto da malattia rara, poliziotto, giudice, taumaturgo (“venire a letto con me ti farà guarire dalla cecità”), sommozzatore, più nel complesso un personaggio che reca un beneficio, alla comunità o semplicemente alla ragazza da conquistare (come le tecniche del “Non berlo” e del “Lui non verrà mai!” nella 5×08);
  • Fase 2 – La grande responsabilità: il ruolo che si è scelto concede a Barney pochissimo tempo per essere “disponibile”. Che è esattamente ciò che lui vuole. Se è astronauta, per esempio, avrà presto una missione importantissima da affrontare;
  • Fase 3 – La grande conquista: Barney colpisce e affonda nelle sue lenzuola di seta con la sua nuova preda. Abbiamo testimonianze contraddittorie sulle sue abilità amatorie: interessante notare che la donna che le ha testate di più, cioè Robin, non ne sia estasiata. Il vero fascino di Barney è nel personaggio che crea, a quanto pare, ben più che nelle sue mutande;
  • Fase 4 – Il grande addio: all’inizio ci pensa la casa stessa del nostro personaggio, tempio pagano (anzi, “fortezza”, omaggiando Superman nella 8×19) dell’essere single, a far sloggiare la donna conquistata. Andando avanti, un cellulare usa e getta da cambiare periodicamente si rivela una soluzione azzeccata.

Non citate in quest’elenco sono le conquiste da “sfida accettata”, per loro natura impossibili da catalogare data la loro estemporaneità.

E questo tipo di conquista, nata per colmare la mancanza di affetto e di amore che Barney ha subito prima da suo padre e poi da Shannon, diventa per lui un bisogno insopprimibile, che lo porta a scappare da ogni relazione seria. Ogni sentimento di Barney, anche il più sincero, alla lunga deve cedere alla sua natura, quella del bugiardo, del predatore, dell’esteta egocentrico.

Perché, semplicemente, Barney Stinson è il modo in cui conquista le donne e in tutta How I Met Your Mother non fa altro che ripetercelo. Costantemente.

Forse la più sincera dichiarazione su se stesso (non a caso si era creato un contesto in cui essere perfettamente a suo agio, cioè giudice in una gara di strip club che se lo contendevano), Barney la fa nella 8×07 di How I Met Your Mother.

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Non è semplicemente una frase, è un’ammissione di impenitente colpevolezza e consapevolezza. Perché fatta dopo la rottura con Queen e dopo il suo più difficile periodo da single. Barney non può e non vuole essere altro che questo, il culto della sua lussuria e della sua smania di egocentrismo. Non solo: poco dopo, con Robin, dice di essere sempre stato bravissimo a fingere di amare.

A proposito di Robin: perché Robin è diversa dalle altre? Semplicemente perché è come lui: entrambi si vogliono appena capiscono di non potersi avere salvo poi, appena tornati insieme, capire di essere incompatibili. Perché hanno scelto di avere due vite che sono un casino, e due casini insieme non durano. Ce lo mostrano Marshall e Lily: il rapporto che dura è quello in cui uno dei due sa fare un passo indietro e mettere da parte l’orgoglio. Il fatto che quello dei due sia sempre Marshall conta relativamente.

Ma torniamo a Barney: nell’ottava stagione capiamo che lui non è mai cambiato. Un po’ più vecchio (anche se Neil Patrick Harris sembra un eterno ragazzo, assurdo!), sì, un po’ più ammaccato e lento nel riprendersi, ma sempre lui. Un personaggio che non riesce ad andare avanti, pur avendo tutte le occasioni per farlo. Ma non è completamente una sua scelta: Barney non supera mai quella terribile paura di essere abbandonato e non si rende conto della gravità del suo problema.

E il colpo più duro, sotto la cintura, glielo dà il Ted narratore del 2030 quando, nella 7×01, nel flashforward più importante di tutta la serie, ci mostra un Barney che non si vuole sposare con Robin. Pareggiato, esattamente una stagione dopo, da una Robin che non si vuole sposare con Barney. In pratica tutto ciò che vediamo nelle ultime stagioni tra i due (e ci sono momenti bellissimi, come quello della “proposta finale” nelle puntate 8×11 e 8×12, capolavoro della manipolazione di Barney) è una bomba che non esploderà mai, sminata fin dal principio dall’unica persona che poteva rovinarci la sorpresa.

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E no, non c’è da credere che cambierà molto con la scoperta di avere (e trovare) una figlia. Sia chiaro, nessuno ha il benché minimo dubbio sul fatto che l’amore di Barney per la creatura sia meraviglioso e sincero. Ma quella paura non smetterà di perseguitarlo e un giorno quella bambina avrà bisogno di una madre… e noi abbiamo imparato quanto siano attraenti i padri single che vanno a passeggio con i figli in carrozzina, vero? Serve inoltre che vi dica la parola “frateggino” (8×04)?

Quindi no, la storia di Barney non è finita probabilmente. A ben pensarci, in fondo, non è mai iniziata davvero. Eppure il nostro donnaiolo preferito ha vinto. E sapete perché? Perché mentre passava nove stagioni a conquistare e far conquistare ogni essere di sesso femminile calcasse la serie, ha ottenuto la sua più grande vittoria:

Barney Stinson ha conquistato noi! Noi che ci siamo irrimediabilmente innamorati di uno dei personaggi peggiori di tutta la serialità.

Potremmo passare giornate intere a fare la lista dei suoi difetti, ma se guardiamo e riguardiamo ancora How I Met Your Mother, beh, lo facciamo soprattutto per lui, ed è inutile negarlo.

Potremmo dirci che il merito va a Neil Patrick Harris, e sarebbe giusto. Potremmo dirci che Claudio Moneta ha fatto un lavoro gigantesco col doppiaggio italiano (Barney ubriaco che diventa bambino parla come Spongebob, fatevi due domande) affermando recentemente tra l’altro che questo incarico è stato uno dei più soddisfacenti della sua carriera.

Ma sarebbe tutto un palliativo per non ammettere l’unica verità. Barney Stinson ci ha fatto cadere ai suoi piedi, e lo porteremo nel nostro cuore per sempre. Passeranno altri personaggi, certo, verranno altre serie tv, ovvio, ma tra tutti i nostri amori conserveremo un solo “ti amo” sincero. E lui ci ignorerà, e noi non smetteremo di amarlo. Insomma, una scena che dovremmo tutti ricordare piuttosto bene…

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Scritto da Modestino Picariello

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Ah, di tanto in tanto analizzo serie con lo sguardo del lettore appassionato di classici: potrete non essere d'accordo con me, ma nessuno vi darà qualcosa di vagamente simile

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