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Olivia Cooke, la Regina

Quando aveva saputo che il sesto episodio di House of The Dragon avrebbe portato con sé il parziale cambio nel cast della serie, il pubblico era parso piuttosto titubante: la paura di perdere la magia che le due principali interpreti avevano creato nel corso della prima metà della stagione era tanta. Tuttavia, sono bastate poche scene a far volatizzare del tutto tali timori: le nuove attrici dei personaggi di Rhaenhyra e Alicent, rispettivamente Emma e D’Arcy e Olivia Cooke si sono infatti dimostrate più che all’altezza dei ruoli affidatili e hanno sin da subito conquistato i cuori dei fan della serie.

Anche se la protagonista morale di House of The Dragon è la Regina Nera di Emma D’Arcy, oggi vogliamo però concentrarci sulla performance della Regina Verde di Olivia Cooke, che in poche puntate ha potuto estasiarci con una performance intensa ed estremamente convincente, capace di rendere credibile e apprezzabile un personaggio complesso come quello di Alicent.

Una giovanissima Olivia Cooke (640×360)

Olivia Cooke, classe 1993, di anni non ne ha nemmeno trenta, ma nella sua interpretazione all’interno del prequel di Games of Thrones dimostra una maturità tale da riuscire non solo a reggere il confronto con attori con maggior esperienza, ma a emergere spesso come protagonista assoluta delle scene in cui compare. Con ciò non vogliamo assolutamente dire che l’attrice sia alle prime armi: Olivia Cooke si era infatti già fatta notare per aver partecipato ad alcune pellicole horror come Le origini del male e Oujia poi Quel fantastico peggior anno della mia vita, pellicola in cui interpreta una giovane donna, Rachel che combatte contro l’avanzare della leucemia. Per questo ruolo, l’attrice aveva tra l’altro deciso di rasarsi del tutto i capelli, segnale della sua grande serietà nel volersi calare al meglio in un personaggio di tale portata.

Per la Cooke, inoltre, grande successo è arrivato anche grazie alla serie tv Bates Motel, fino alla consacrazione definitiva grazie all’acclamato blockbuster Ready Player One del regista Steven Spielberg, in cui interpretava la co-protagonista della pellicola Samantha Cook aka Art3mis. Nonostante le precedenti interpretazioni, tuttavia, è proprio con House of The Dragon che la donna ha spiccato il volo una volta per tutte: sono bastati infatti solo una manciata di episodi per far sì che tutto il mondo ne apprezzasse enormemente le meravigliosi doti attoriali.

L’interpretazione di Olivia Cooke nei panni di Alicent Hightower è stata infatti davvero intensa e viscerale, credibile in ogni diversa fase affrontata dal suo personaggio: dall’iniziale remissiva calma e pacatezza fino agli scatti di rabbia più estremi e alla grande dignità dimostrate più avanti nel tempo. Capace di comunicare tanto con le parole, quanto con il linguaggio del corpo e con lo sguardo intenso, Olivia Cooke non solo ha retto il confronto con la brava e giovane Emily Carey, che aveva ben tratteggiato i tormenti interni al personaggio così come il suo lato fanciullesco, ma è anche riuscita a risultare pienamente convincente nel portare su schermo lo sviluppo psicologico della Regina Verde. Ciò ha dell’incredibile se pensiamo che gli stessi autori della serie hanno scoraggiato uno scambio di opinioni sul personaggio da parte delle due attrici, dato che volevano a tutti i costi evitare che Olivia Cooke si sentisse costretta a imitare Emily Carey e che non riuscisse a dare il proprio personale tocco al personaggio.

Mani tenute spesso sul grembo e che spesso si torcono su se stesse a manifestarne il disagio, occhi profondi che talvolta si fanno lucidi nel ripensare ai propri doveri, ma capaci anche di celare rancore e frustrazione, parole calme e posate che spesso diventano rabbiose e disperate. Piccoli tocchi personali che significano tanto e che solo una grande attrice è in grado di portare avanti. Nonostante la sua giovane età, infatti, l’attrice è riuscita a trovare grande credibilità nel ruolo di una regina dedita al dovere e al proprio contegno così come di una madre disposta a tutto per difendere la propria famiglia e il suo onore.

Olivia Cooke
House of The Dragon (640×360)

Grazie alla particolare vena teatrale (quasi shakespeariana) che i dialoghi della serie fantasy-politica trasudano, la donna è infatti ben riuscita a trasmettere al pubblico la complessa gamma di sentimenti, talvolta contrastanti, insisti nel personaggio avendo successo nel vincere il cuore del pubblico. La chimica che l’attrice instaura con tutti i suoi colleghi è davvero incredibile: che si tratti degli scambi con il Viserys di Paddy Considine, delle battute con l’eterna nemica-amica Rhaenyra di Emma D’Acry o delle ambigue scene con l’inquietante personaggio di Larys Strong (Matthew Needham), la talentuosa attrice ne esce sempre in grande stile, riuscendo a dare il meglio di sé e regalando performance realmente sentite e autentiche.

Se il personaggio di Alicent Hightower ha continuato a essere enormemente apprezzato dallo spettatore nonostante le controverse scelte che la donna si ritrova suo malgrado a compiere è infatti proprio grazie all’estremo carisma di Oliva Cooke, capace di rendere al meglio i punti di forza e le fragilità della Regina che pertanto risulta umana e credibile nelle sue azioni. Suoi sono infatti alcuni tra i monologhi più belli di tutta la prima stagione di House of The Dragon, come quello legato al ruolo delle donne all’interno dei giochi di potere che espone alla cugina acquisita Rhaenys Targaryen o l’intenso scambio con la nuora dopo il tragico incidente capitato al secondogenito Aemond davanti agli occhi esterrefatti dell’intera a corte riunita ad Altamarea. Capace di risultare una regina acuta e scaltra, sia saggia Olivia Cooke riesce a distanziarsi completamente dalle altre attrici che in Game of Thrones avevano ricoperto il ruolo di regina, come Lena Headey ed Emilia Clarke, trovando così modo di emergere senza appoggiarsi al passato.

Olivia Cooke
Alicent Hightower (640×360)

In grado di variare notevolmente il repertorio di emozioni portate in scena, Olivia Cooke risulta credibile sia nei momenti più rilassati che in quelli più concitati, dimostrando un incredibile controllo e di aver anche compreso fino in fondo il proprio personaggio, conferendogli un’aura di eleganza e contegno che non viene mai meno, nemmeno quando la donna sembra perdere le staffe, perfetta in tutte le sue tante imperfezioni, forte nelle sue tante fragilità.

In attesa dell’arrivo della seconda stagione della serie, prevista non prima del 2024, non ci stupiremmo di certo nel vedere questa talentuosa interprete nominata premi attoriali come gli Emmy Awards o i Golden Globes, così come non ci sorprenderebbe se dovesse uscirne vincitrice. Quel che però è certo è che la carriera di Olivia Cooke è ancora solo agli inizi e che di fronte a lei si aprono le porte di un radioso e brillante futuro. E noi le auguriamo solo il meglio.