ATTENZIONE! La recensione contiene SPOILER del quinto episodio di Heated Rivalry.
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Con il quinto episodio (disponibile sul catalogo HBO Max), intitolato I’ll Believe in Anything, Heated Rivalry raggiunge probabilmente l’apice della stagione. Non tanto per l’intensità romantica — che la serie ha dimostrato di saper gestire fin dal primo episodio (qui la nostra recensione) — ma per la capacità di trasformare una storia privata in un gesto pubblico che risuona ben oltre i confini della trama.
La puntata si apre con una rottura necessaria. Shane decide di mettere fine alla sua relazione pubblica con Rose, un passaggio che la serie gestisce con una delicatezza sorprendente: invece di trasformarla in antagonista, il racconto le concede uno spazio di empatia e lucidità. Il quinto episodio della stagione della serie continua a svilupparsi poi su due livelli paralleli. Da un lato continua a sviluppare la relazione centrale tra Shane e Ilya, ancora sospesa tra attrazione, segretezza e paura delle conseguenze. Dall’altro introduce una svolta decisiva nella storyline di Scott e Kip, che diventa il cuore emotivo dell’episodio e lo specchio che riflette tutte le speranze mai dichiarate dei protagonisti.
Fin dall’inizio Heated Rivalry ha costruito la propria identità attorno a una tensione precisa: quella tra il mondo rigidamente codificato dello sport professionistico e la complessità della vita privata dei suoi personaggi. L’hockey, con la sua cultura di squadra, la fisicità aggressiva e un ambiente spesso poco aperto alla diversità, diventa il contesto perfetto per raccontare una storia di identità e visibilità. Questo episodio rende quel conflitto più esplicito che mai. Per gran parte della stagione i personaggi hanno vissuto in uno spazio intermedio. Relazioni clandestine, sentimenti non dichiarati, conversazioni interrotte prima che diventino troppo esplicite, che mettano in gioco troppo cuore.
Il quinto episodio di Heated Rivalry invece si chiede cosa succede quando qualcuno decide di rompere quel meccanismo.

Scott e Kip
Se Shane e Ilya rappresentano la tensione romantica principale di Heated Rivalry, Scott e Kip incarnano qualcosa di diverso. Una possibile versione futura di quella relazione, ma anche un’alternativa narrativa.
Nel corso della stagione la loro storia è stata raccontata in modo più frammentario, ma in questo episodio diventa improvvisamente centrale. Scott è un giocatore affermato, rispettato nel suo ambiente, e proprio per questo il suo conflitto è ancora più delicato. Dichiararsi pubblicamente significherebbe mettere in discussione una carriera costruita in anni di sacrifici.
Dopo anni passati a nascondere la propria relazione per paura delle conseguenze nel mondo dell’hockey professionistico, Scott compie quindi una scelta radicale. Dopo aver vinto il campionato con la sua squadra, invece di celebrare solo con i compagni, chiama Kip dagli spalti e lo invita sul ghiaccio. Davanti a migliaia di persone — e alle telecamere — lo bacia apertamente, diventando il primo giocatore professionista dichiaratamente gay nel mondo della lega della serie.
La scena funziona perché non viene trattata come un momento spettacolare o provocatorio, ma come un gesto prezioso e caro. Scott lo fa perché capisce che la vittoria non ha senso se non può condividerla con la persona che ama. Ibacio tra Scott e Kip non è solo una conclusione per la loro storia: diventa un catalizzatore per tutto il resto della serie. Shane e Ilya assistono alla scena in televisione, e per la prima volta intravedono la possibilità concreta di una vita diversa. Una vita in cui non devono nascondersi.
Shane e Ilya
La relazione tra Shane e Ilya è sempre stata definita da un equilibrio fragile. I due si desiderano, ma il loro rapporto è intrappolato tra paura, segretezza e differenze personali. Shane sta ancora cercando di capire come conciliare la propria identità con l’ambiente competitivo in cui vive. Ilya, dal canto suo, porta con sé un bagaglio emotivo ancora più complicato. Il peso delle aspettative familiari, la recente perdita del padre e la difficoltà di permettersi una vulnerabilità reale.
Per questo motivo la confessione di Ilya in questo episodio è uno dei momenti più interessanti della prima stagione di Heated Rivalry. A un certo punto Ilya dice a Shane che lo ama. Ma lo fa in russo. È una scelta che dice molto sul personaggio. Da un lato il personaggio riesce finalmente a pronunciare quelle parole. Dall’altro si protegge dal rischio che Shane possa davvero capirle. È una dichiarazione sincera e allo stesso tempo, paradossalmente, un ultimo strenuo baluardo di difesa. L’ennesimo muro che Ilya ha deciso di ereggere per proteggere il proprio cuore, senza capire che così facendo si sta solo autopunendo.
Quando però Ilya vede Scott baciare Kip davanti a tutti, qualcosa cambia. Quella scena dimostra che un’altra strada è possibile. Vivere apertamente, senza nascondersi. La paura non svanisce di colpo, ma dimostra che qualcuno ha già fatto il primo passo. Il finale dell’episodio non punta su un colpo di scena, ma su una decisione semplice che segna un cambiamento profondo.
Dopo aver visto il gesto di Scott, Ilya chiama Shane. La conversazione è breve. Gli dice soltanto che passerà l’estate con lui al cottage. È una frase ordinaria, ma nel contesto della loro relazione assume un significato enorme. Per la prima volta Ilya smette di cercare una via di fuga e sceglie invece di restare.
Heated Rivalry non presenta questa decisione come una soluzione definitiva. Le difficoltà non sono sparite e il futuro resta incerto.

I’ll Believe in Anything funziona perché riesce a unire due dimensioni fondamentali della serie. Fino a questo punto Heated Rivalry ha raccontato soprattutto la paura. Paura di essere scoperti, paura di perdere tutto, paura di non essere accettati. Questo episodio introduce invece un nuovo tema: il coraggio.
Anche la regia sembra consapevole di essere arrivata a un punto di svolta. Dove i primi episodi insistevano sulla passione e sull’attrazione fisica, il quinto preferisce soffermarsi su gesti minimi. Il modo in cui Shane resta accanto a Ilya dopo la morte del padre oppure l’ansia di Ilya quando Shane viene portato via dal ghiaccio dopo un infortunio. È in questi dettagli che la serie ridefinisce il significato di “intimità”, spostandolo dal spazio fisico a quello dell’interiorità.
Il gesto di Scott e Kip non è solo la catarsi necessaria per affacciarci al finale di stagione. È un momento che cambia l’equilibrio narrativo della serie e dimostra quanto il mondo di Heated Rivalry sia pronto a evolversi. Il gesto di Scott non risolve automaticamente i problemi del mondo dello sport o quelli dei protagonisti. Ma dimostra che il cambiamento può iniziare dalla scelta libera e consapevole di un singolo individuo. Non è ancora una rivoluzione, ma è il primo passo verso un cambiamento reale. E per due uomini che hanno costruito la loro vita sul silenzio e sulla paura, anche un singolo gesto può diventare enorme.






