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Che la Bibbia non sia una lettura frivola né tantomeno una favola della buonanotte penso sia abbastanza evidente anche a chi non crede per niente in Paradiso, Inferno e co. Soprattutto se si fa riferimento al caro Antico Testamento, è praticamente un catalogo di apocalissi ante litteram. Dio ogni tanto decideva che era ora di premere il tasto “reset” e ricominciare tutto da capo. Quando l’umanità supera una certa soglia di follia, eccolo che manda un’alluvione globale.
Noè costruisce la famosa arca, mentre tutti gli altri imparano a nuotare. Poi abbiamo Sodoma e Gomorra. Due città famose per il “turismo del peccato”. Dio decide che è tempo di fuoco, zolfo e arrivederci. L’unico warning? “Non guardare indietro”. La moglie di Lot lo fa e si trasforma in una saliera umana. Con la Torre di Babele l’umanità prova a costruire un grattacielo fino al cielo. Dio dice: “Ragazzi, anche no.” Risultato: lingue confuse, progetto immobiliare abbandonato, primi litigi da “non sei tu, sono io”.
Con le 10 piaghe d’Egitto, si superano nuovamente: dalla trasformazione dell’acqua in sangue, alle cavallette, alle rane ovunque, fino alla morte dei primogeniti. Insomma, nell’Antico Testamento, l’umanità impara spesso con le maniere forti fino a quella Apocalisse che, francamente, rappresenta il climax di un libro da (non) leggere in spiaggia.
Ecco, sulla premessa di quell’Antico Testamento così violento, feroce e crudele si basa d’altronde la serie tv animata Hazbin Hotel.
Hazbin Hotel sbarca nel 2024 sul catalogo Prime Video con una prima stagione che non viene forse subito capita (intanto è arrivato già il rinnovo per la terza e la quarta). Un po’ in sordina, un po’ inaspettata ed erroneamente percepita come la risposta di Amazon al successo netflixiano di Rick & Morty. A farci incappare nel preconcetto è quella scurrilità e volgarità che ha, d’altronde, decretato il successo proprio della serie tv animata di Adult Swim. Eppure qui tocca cospargersi il capo di cenere, per rimanere in ambito biblico. Perché non solo Hazbin Hotel utilizza la formula musical che la contraddistingue dalle colleghe animate per adulti (ecco 6 motivi che hanno incantato il mondo), ma perché si fonda su una struttura e una lore molto più precisa e stabile.
“Un caleidoscopio di personaggi bizzarri e scene sanguinolente, il tutto accompagnato da siparietti musicali orecchiabili”. Così avevamo definito la serie tv nella recensione alla prima stagione e continua certamente a essere così anche in questo secondo giro di giostra. Personaggi, animazione e numeri musicali continuano, infatti, a rappresentare gli assi vincenti di Hazbin Hotel, che in questo inizio di seconda stagione sembra voler imboccare una strada più matura. Perché dietro la facciata coloratissima ed esagerata, Hazbin Hotel è profondamente una storia di redenzione e di pregiudizi. Prima di addentrarci in questi primi due sostanziosi episodi, facciamo un piccolo riassunto per riprendere le fila del racconto.

La lotta per il potere al centro della seconda stagione di Hazbin Hotel
L’Inferno è presentato come un luogo di sovrappopolazione di anime dannate, soggetto a un “Exterminio” annuale da parte del Cielo per contenere numeri e caos. Attraverso la voce narrante di Charlie veniamo a conoscenza dell’origine di questa frattura, dei principali personaggi coinvolti e del suo desiderio di porre fine allo sterminio. Come? Dimostrando che anche un’anima dannata può redimersi e meritare una seconda occasione. Per riuscire nel suo intento, la principessa Charlie Morningstar, figlia di Lucifero e Lilith, decide di aprire un hotel dove accogliere i dannati che aspirano alla redenzione. Inutile dire che il suo progetto non è ben visto dalla comunità infernale e largamente osteggiato dagli angeli, in particolare da Adamo e dal suo braccio destro Lute, capo delle schiere di esorcisti che ogni anno compiono lo sterminio.
La prima stagione fa quindi da base portante della vicenda. Ci vengono presentati i protagonisti, le loro motivazioni, le relazioni gli uni con gli altri. Non mancano quesiti per il futuro, segreti da disvelare e tanti easter egg per chi di teologia ne mastica parecchio. Con la data dello sterminio anticipata di sei mesi, Charlie inizia una corsa contro il tempo per dimostrare le sue ragioni in Paradiso e salvare i suoi amici.
Nell’ultimo episodio della stagione, l’Hazbin Hotel diventa teatro per il primo vero scontro tra Inferno e Paradiso. Gli esorcisti non trovano dei dannati passivi, facilmente sterminabili, ma degli avversari preparati, guidati e pronti all’offensiva. Proprio durante questo scontro, Adamo muore e, insieme al provvidenziale aiuto del padre Lucifero, Charlie ricostruisce da zero il suo hotel. Ma il colpo di scena che ribalta ogni convinzione è l’arrivo di Sir Pentious in Cielo, segno che la redenzione è davvero possibile.
Con nuove minacce all’orizzonte e la guerra che incombe, vediamo già diversa carne rosolare sul fuoco. Ciò che non ci saremmo aspettati è un’asticella piazzata così in alto già dai primi due nuovi episodi.
A un mese dalla battaglia, Charlie e il suo hotel stanno ricevendo numerose attenzioni non gradite. Una frotta di giornalisti e curiosi bivacca incessantemente all’Hazbin, ma per le ragioni sbagliate. Lungi, infatti, dall’essere interessati alla redenzione promessa dalla principessa, semmai i demoni sono ancora più assetati di sangue e violenza alla notizia che gli angeli possono essere uccisi. Della situazione vuole approfittarne soprattutto Vox, demone della televisione e big villain della stagione. Insieme a Velvette e Valentino formano una sorta di trinità profana la cui ambizione, adesso, è ascendere come divinità in Cielo. Per riuscirci, le tre V vogliono cavalcare l’onda della fama di Charlie e usarla a proprio vantaggio.
Se il primo episodio ci riporta tra le viscere infuocate dell’Inferno, il secondo ci spinge tra i cieli zuccherati del Paradiso.
Qui un redento Sir Pentious soffre la lontananza dai suoi amici mentre Emily cerca di vendergli il Paradiso tra pangolini, gelati e decisamente troppi oggetti coccolosi. Sera si trova in una situazione di precario equilibrio, scissa dal senso di colpa e dalla responsabilità nei confronti dei beati. D’altro canto chi non prova alcun senso di colpa è Lute, in piena modalità berserk che parla con i morti e medita vendetta. Insomma, anche il Paradiso non se la passa bene e le diverse fazioni rischiano di compromette l’equilibrio dell’universo intero. Soprattutto adesso che, come è evidente a tutti, l’esperimento dell’Hazbin Hotel funziona davvero e la redenzione è possibile.

Redenzione e propaganda.
In questi primi due episodi della seconda stagione un elemento risulta assolutamente chiaro: adesso si fa sul serio. E non stiamo parlando solo a livello narrativo, ma è davvero evidente come Prime Video abbia deciso di investire economicamente nel prodotto. Estetica e animazione subiscono un’impennata qualitativa che ben si accompagna a quello che si mostra sempre di più come un fantasmagorico show di Broadway versione cartoon. Dal punto di vista del racconto, invece, la faccenda si fa sempre più politica. Nella prima stagione lo avevamo intuito, stavolta è lampante che né l’Inferno né tantomeno il Paradiso concepiscano zone di grigio.
Quello stesso grigio di cui, al contrario, Charlie e i suoi amici si fanno promotori, dimostrando che nessuno è totalmente bianco o nero, ma la somma di tante sfumature diverse. Le tematiche diventano più profonde ed è evidente dalla messa in scena canora dove tutti gli attori coinvolti in queste prime battute parlano di colpe, rimpianti, ambizione e follia. Assistiamo persino al primo vero flashback di un personaggio, sperando che non sia l’ultimo, sottolineando l’importanza che verrà riservata alla psiche dei personaggi in questa seconda stagione. Il perdono non è garantito e assume significati diversi a seconda di chi lo contempla. Un momento prima è propaganda per accalappiare quante più anime possibili, un momento dopo è l’accorata preghiera di un serafino che prega per la propria anima immortale.
I primi due episodi, dunque, riprendono le fila della storia, mostrando quali siano le reazioni, sia all’Inferno che in Cielo, dopo la battaglia. Sono due facce della stessa medaglia che mettono in luce l’imperfezione del sistema e i burattinai dietro le quinte pronti ad approfittarne. Hazbin Hotel è davvero tornata in maniera trionfale spingendoci a far ciò che riesce meglio a un avido spettatore: speculare.







