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Sandra Oh: «Con Grey’s Anatomy è finita, ora c’è un’altra nel mio cuore»

Grey's Anatomy - Sandra Oh

Grey’s Anatomy sta ancora cavalcando l’onda del successo e non sembra essere intenzionata a fermarsi, ma Sandra Oh non si è pentita di aver lasciato il suo personaggio.

serie tv grey's anatomy

InStyle ha deciso di dedicare la copertina ed un servizio fotografico a Sandra Oh per la sua vittoria non di un Golden Globe per Killing Eve che l’ha resa la prima donna asiatica a vincere un premio come protagonista in un drama.

Durante l’intervista la Oh ha voluto ricordare con affetto il suo ruolo in Grey’s Anatomy e il personaggio di Cristina Yang per averla resa l’attrice che è oggi.

sandra oh

Sandra Oh è molto felice che Grey’s Anatomy stiamo ancora andando benissimo, ma la sua avventura nei panni di Cristina Yang è finita senza remore da parte sua. Infatti dichiara:

È straordinario quanto le persone amino Grey’s e amino ancora il personaggio. Lo apprezzo. E immagino che lo show continui la sua relazione con il personaggio, ma io non lo faccio. Ho lasciato e ho lavorato molto duramente per andare avanti. È come una bella relazione, ma devi essere abbastanza maturo per dire “Baby, ti amo. Mi sono divertito, e ora sto andando avanti. Abbiamo avuto 10 anni fantastici, ma ora resterò single per un po’. E poi, ora ho trovato una nuova relazione”.

Il suo personaggio in Grey’s Anatomy non ha fatto altro che prepararla a quello che Sandra considera “il ruolo che stava aspettando da sempre”, leggi qui le sue dichiarazioni in merito.

Ecco la sua reazione al copione di Killing Eve:

L’ho letta e ho detto: “Facciamo un incontro su Skype per vedere se possiamo innamorarci. Per vedere se voglio sposare te”. E poi è successo.

Nel 2004 Sandra si era presentata ai casting di Grey’s Anatomy per il ruolo di Miranda Bailey, ma poi ha deciso di scegliere il ruolo di Cristina Yang.

L’attrice dichiara:

A un certo punto ho deciso che volevo solo interpretare personaggi che fossero centrali nella storia, quindi mi sarei concentrata su quello. Quando ho fatto un provino per Grey’s Anatomy, è stata una grande svolta per me. Sono andata per il personaggio della dottoressa Bailey, che è interpretata dalla fenomenale Chandra Wilson, ma all’epoca non mi sembrava quello giusto. Così ho pensato di chiedere quello che volevo veramente. Ho chiesto loro: “Cos’altro è disponibile?”. Era il personaggio di Cristina, che era chiaramente l’antagonista, e ricordo di aver pensato che fosse la parte migliore per me.

Sandra Oh paragona il suo rapporto lavorativo in Grey’s Anatomy a una relazione di coppia sia per il suo inizio che per la fine.

L’inizio della relazione tra l’attrice e la serie si è svolto come i primi appuntamenti in cui uno dei due si sbilancia verso l’altro, ma poi d’un tratto si fa desiderare. Questa è la descrizione dell’attrice:

Così ho incontrato Shonda, Betsy [Beers, produttrice] e Peter Horton, che dirigeva il pilot. Quando devi iniziare le prove, ti fanno firmare il contratto prima che tu possa entrare. Avevo dimenticato il mio telefono, quindi mentre stavo facendo le prove, il direttore del casting mi si avvicinò e disse: “È la tua manager sul mio telefono”. E io pensai: “Ok”. E poi ho parlato con la mia manager, e lei ha detto: “Lascia! Non firmeranno il tuo accordo. Esci”. E io l’ho fatto. Era un vero esercizio per imparare a dire di no. Ho lasciato, e poi mi hanno chiamato. Gli affari sono come gli appuntamenti, quindi in quel momento stavamo sc****do. Questo è stato sicuramente un punto di svolta.

Sandra Oh ha provato sulla sua pelle il classico proverbio “chiusa una porta si apre un portone”, Killing Eve è il ruolo che le ha permesso di vincere un Golden Globe e l’ha definitivamente distaccata dalla Critina Yang per cui tutti la ricordavano!

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Written by Francesca Bulgarini

Mi piace viaggiare e scoprire il mondo, sono curiosa da sempre e conoscere persone e culture diverse mi affascina. Spulcio qualsiasi informazione arricchisca la mia memoria.
Vivo in un mondo quadrato e faccio un lavoro preciso.
Film e serie tv sono sempre state indispensabili per poter “viaggiare” ovunque e colorare fuori dalle linee della realtà passando direttamente, in un attimo, all’immaginazione.

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