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Il caustico e iperrealistico mondo di Girls

Girls

A chi non ha mai visto Girls, nel timore che si trattasse di una serie tv per “ragazze”, dico che non potreste essere più lontani dalla realtà.

La serie tv creata da Lena Dunham e Judd Apatow (qui potete trovare una bella analisi dell’amore in Love) è andata in onda per ben sei stagioni e in molti l’hanno paragonata alla versione meno glamour di Sex and the City. Questo perché, come nel cult anni ’90, anche questa serie tv ruota attorno a quattro amiche e alla loro vita a New York. Eppure, tra i due show esiste davvero un abisso perché Girls non racconta solo la vita delle quattro protagoniste ma la vita in generale. Le salite e le discese e poi di nuovo le discese e le salite di quell’altalena, tutt’altro che meravigliosa, che è la vita. Senza fronzoli od orpelli ma solo la cruda verità.

Hannah, Jessa, Marnie e Shoshanna sono quattro ragazze sui vent’anni, completamente diverse l’una dall’altra ma accomunate da una stessa incertezza. Si trovano tutte in quel momento della vita in cui cercano di capire chi sono e quale è il loro posto nel mondo e lo fanno nel modo più crudo e veritiero possibile. Non sono le ragazze da sogno che siamo magari abituati a vedere ma sono persone incasinate, a volte detestabili, e che fanno una marea di sbagli.

Mr Robot

Hannah, la protagonista, è una narcisista, cerca continuamente attenzioni e vive una relazione instabile con Adam. Hannah non sa cosa vuole dalla vita, è piena di sogni ma non ha un solo obiettivo concreto e quando viene messa di fronte alla realtà dei fatti volge lo sguardo dall’altro lato. Marnie, la sua migliore amica, è una ricca e viziata, abituata a manipolare gli uomini ma incapace di venire a patti con se stessa. Jessa è invece la ribelle del gruppo, uno spirito libero privo di legami che vive alla giornata e senza alcun desiderio di impegnarsi. Infine c’è Shoshanna, cugina di Jessa, l’unica che mantiene una certa bontà di spirito, nonostante i diversi cambiamenti interiori nel corso delle stagioni. I personaggi di Girls sono volutamente detestabili però presentano anche diversi lati positivi che ci hanno fatto innamorare.

E questo perché, come capita nella vita reale, nessuno è completamente bianco o nero ma una tavolozza piena di colori mischiati assieme.

Nella New York che non dorme mai, Hannah e le sue amiche intraprendono percorsi diversi, a volte speculari e a volte no. Crescono, cambiano, apprendono qualcosa di più sul mondo e su se stesse e non è detto che, alla fine del viaggio, si ritroveranno unite come all’inizio. Senza fare spoiler, il finale di Girls è assolutamente coerente con la serie tv. Non aspettatevi chissà quale colpo di scena o finale spumeggiante, la conclusione di questo percorso rimane assolutamente realistica e cruda. In qualche modo è questo a renderla ancora più indimenticabile.

Girls

Uno dei punti di forza della serie tv è il modo in cui vengono trattati determinati argomenti, anche quelli tabù. Sesso, amore, amicizia e aspirazioni, sono questi i grandi pilastri su cui poggia Girls. Non sempre però l’amicizia è destinata a durare, possono avvenire torti irreparabili o può succedere che l’orgoglio ci si metta di mezzo. Insomma, la serie tv colpisce duro lasciandoci doloranti a terra. Fa malissimo perché sembra quasi che stia parlando direttamente a noi.

Nelle imperfette protagoniste troviamo un po’ di noi stessi, è facile empatizzare, riconoscere i medesimi errori e le medesime conquiste. Non riusciamo a rimanere indifferenti, nel bene o male ci lasciamo trascinare nelle incasinate vite delle quattro ragazze. Gli incontri che le protagoniste fanno e i diversi uomini che entrano nella loro vita rappresentano ognuno un tassello importante che completa il quadro. Sono tutti frangenti che determinano la loro trasformazione e, soprattutto, la loro crescita personale.

Anche l’amore come l’amicizia in Girls è privo di cliché. Niente nella serie andrà come immaginate, fidatevi.

Girls

A questo punto non possiamo certo dimenticare di menzionare gli uomini: Desi, Charlie, Ray, Elijah ma soprattutto Adam. Il personaggio che ha lanciato la carriera di Adam Driver, il “primo uomo”, come viene a volte chiamato nella serie tv, è molto complesso e sfaccettato. Non siamo di fronte al classico personaggio maschile, bello e tormentato magari. Adam non ha nulla di Mr. Big o Chuck Bass o altri tipi del genere, è una persona infantile, impulsiva e insicura che non sa esprimere le proprie emozioni.

Un piccolo SPOILER per chi ha visto la serie: la coppia Jessa-Adam ha molto più senso rispetto a quella formata da Hannah e Adam perché nasce in maniera sincera e porta a un miglioramento dei personaggi (la relazione tra Hannah e Adam, invece, era tossica e faceva uscire il lato peggiore di entrambi). FINE SPOILER.

Girls non si propone mai come un mondo immaginario, rimane fermamente ancorata alla realtà attingendo dall’esperienza di persone comuni. Un piccolo gioiellino in apparenza scarno ma che nasconde una grande lezione di vita.

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Scritto da Serena Faro

Ho attraversato gli oceani del tempo a bordo del TARDIS, ho viaggiato in macchina con Sam e Dean a caccia di mostri, sono arrivata tardi ad un matrimonio a Westeros (meno male) così mi sono diretta a Storybrooke per poi salpare con il capitano Flint. Ho visitato la Londra dei "penny dreadfuls" e la New York dei "mad men". Mi sono ritrovata su un'isola un po' particolare, in attesa di una nuova avventura.

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