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Non si può non voler bene a Phoebe Buffay

Era il 22 settembre del 1994 quando la NBC trasmise il primo episodio di quella che diventerà una tra le più iconiche serie televisive americane, vincitrice di settantasette premi su oltre duecento candidature, tra cui sei Emmy Awards. Stiamo parlando, ovviamente di Friends, lo show televisivo creato da Marta Kauffam e David Crane. che racconta le vicende di sei amici newyorchesi alle prese con gli anni più belli e complicati della loro vita.
Di Friends si è detto e scritto di tutto. Ogni frame è stato analizzato al microscopio. Ogni gesto è stato interpretato. Ogni battuta è stata studiata e sviscerata.
Di Joey Tribbiani, Phoebe Buffay, Rachel Green, Chandler Bing, Monica e Ross Geller sappiamo praticamente vita, morte e miracoli. Eppure, nonostante la mole di parole pubblicate, di loro non siamo mai stanchi. Anzi, quando compare un articolo su qualche social non ci pensiamo due volte a cliccarci sopra e ritrovare, per esempio, la piacevole ambientazione del Central Perk riunendoci a loro, un po’ come se facessimo parte anche noi del simpatico sestetto.

Wait! Does he eat chalk? Just ‘cause I don’t want her to go through what I went through with Carl! Brrr! ” “Aspetta! Mangia il gesso? Non voglio che passi quello che ho passato io con Carl! Brrr! “. Così si presenta Phoebe Buffay al pubblico. Chiedendo a Monica se il tizio con cui esce, per caso, mangi il gesso. Apparentemente una domanda senza senso. Chi mangia il gesso? A parte Carl, ovviamente.
In questa battuta, pronunciata nel primo episodio, è racchiuso tutto il personaggio di Phoebe. Nei primi minuti andati in onda in quel settembre del 1994 ci vengono presentati tutti e sei i personaggi. Ma solo Phoebe è incisivo e già definito chiaramente per quello che è e sarà. Certo, nel corso delle dieci stagioni Phoebe Buffay cambierà come cambieranno tutti gli altri personaggi. Ma in quella prima battuta c’è tutto il personaggio interpretato da Lisa Kudrow, un personaggio al quale non si può non voler bene.

Per Lisa Kudrow Phoebe è stato il personaggio della vita, quello che l’ha consacrata come importante attrice cambiandole letteralmente la carriera. Personaggio che le ha fatto ottenere due Screen Actors Guild Awards, un Emmy Awards, un Satellite Awards e una nomination ai Golden Globe. In una intervista l’attrice ha affermato: “a Phoebe, e naturalmente a Friends, devo tutto. Sebbene fosse un set divertente e per questo poco faticoso rispetto ad altri, interpretare questo personaggio mi ha permesso di acquisire il mestiere. L’intensità con la quale lavoravamo divertendoci al tempo stesso ha fatto sì che imparassi come ci si deve muovere, cosa dire e come dirlo. Insomma, grazie Phoebe sono cresciuta professionalmente molto in fretta“.

Phoebe Buffay
Lisa Kudrow (640×360)

Quando Friends è finito una parte di me è morta. L’idea di non poter più rivedere i miei compagni con la stessa frequenza mi ha atterrita, avevo paura. Mi ci è voluto del tempo per riuscire ad accettare l’idea che non sarei stata più Phoebe, in quel contesto. Ho amato quel personaggio. Anzi, lo amo tutt’ora!“. Sentimenti comuni a tutti i fan dello show. Alzi la mano chi non ha sentito, infatti, un vuoto profondo all’ultima puntata. Alzi la mano chi non ha provato un vago senso di abbandono che studi recenti hanno paragonato addirittura al lutto.
Ma col tempo, fortunatamente come sempre accade, restano i ricordi, quelli belli. E il momento dei ringraziamenti. Perché a Lisa Kudrow saremo sempre, eternamente, grati per averci regalato uno dei più bei personaggi femminili della televisione degli ultimi trent’anni.

Phoebe Buffay, del sestetto, è considerata quella più fuori… dal comune. Gli sguardi che attira su di sé quando se ne esce con una delle sue stranezze sono, senza equivoco, giudicanti. E non sempre positivamente. Uno strizzacervelli andrebbe a nozze con la sua storia passata ricavando una spiegazione logica per ogni suo comportamento bizzarro. Dimostrando solamente che di tutti e sei è quella costruita con maggiore cura, rendendola il personaggio migliore, senza ombra di dubbio. Perché Phoebe, attraverso le molteplici e complesse sfaccettature del suo carattere, riesce a stare una spanna sopra gli altri affrontando la vita con una serenità e inclinazione alla positività incredibilmente encomiabili. Ne derivano il suo buon cuore e la sua ingenuità nei confronti del lato oscuro del mondo che la rendono unica nell’approcciarsi alla vita e le forniscono una chiave di lettura dell’umanità e dei suoi amici diversa dalla norma tale da renderla, paradossalmente, la più matura, la più generosa e, in maniera chiara e netta, il perno sul quale ruotano le avventure/disavventure del gruppo.

Nonostante, o forse grazie, chi lo sa, a una vita che dire travagliata è poco Phoebe riesce a trovare sempre il lato positivo in ogni cosa. Nella puntata in cui nasce Ben, per esempio, Ross e Susan, la compagna di Carol, stanno litigando. Phoebe fa notare che il bambino, non ancora nato, sia già il più fortunato del mondo dato che le persone che lo cresceranno stanno discutendo su chi gli vorrà più bene.
La sua capacità di leggere un momento di crisi in maniera positiva le permette di essere una buona spalla su cui contare in caso di necessità. Motivo per il quale tutti e cinque i suoi amici hanno chiesto il suo aiuto nei momenti di sconforto ottenendo sempre una spinta positiva per oltrepassare l’ostacolo che li affliggeva.
La sua positività, poi, le permette di non giudicare il quintetto con il quale si accompagna, cosa non da poco. La sospensione di giudizio verso Monica, Chandler, Ross, Joey e Rachel è tale da permetterle di non avere reminiscenze di eventuali torti subiti in passato facendo di lei l’unica a non rinfacciare praticamente mai niente a nessuno.

Al tempo stesso nutre una profonda lealtà nei confronti di ciascun singolo membro della compagnia e la sua dedizione e amicizia per ognuno di loro la porta spesso a compiere gesti importanti, persino estremi. La sua vita di strada le permette di difendere se stessa e Monica, per esempio, quando si fa pagare il dovuto dopo che l’amica si era sobbarcata un catering. Roba da niente in confronto al mettere al mondo i figli del fratello e della compagna. Un gesto incredibile, che le cambia la vita mettendo, per esempio, a dura prova il suo essere vegetariana.
Eppure non ci pensa più di tanto. E non perché sia strana o sciocca o infantile, per usare tre termini con i quali i detrattori la dipingono. No. Phoebe lo fa per aiutare, dimostrandosi estremamente generosa, e per un senso della famiglia che dentro di lei è incredibilmente forte e pregnante.

Phoebe Buffay
Phoebe Buffay (640×360)

La sua generosità la porta a essere schietta e sincera pretendendo nei limiti del possibile di essere ricambiata dai suoi amici. Le sue parole rischiano sovente di venire fraintese dai compagni. Una difficoltà alla quale non c’è apparente rimedio se non il comprendere che la coscienza di Phoebe è quella di una bambina priva di filtri. Questo però non significa che lei si senta in dovere di dire qualsiasi cosa le passi per la mente, anzi. Nelle sue parole, infatti non c’è mai cattiveria. Proprio come il bambino della fiaba de I vestiti nuovi dell’Imperatore, Phoebe racconta dal suo punto di vista ciò che vede senza curarsi dell’apparenza e dell’etichetta formale che hanno, invece, Monica o Rachel.

La sua sincerità la porta a essere se stessa. in ogni occasione, nel bene e nel male. Phoebe non fa del male a nessuno ma le sue idee, a volte, vengono derise o sminuite. L’intento del quintetto non è certamente quello di farle del male ma semplicemente provare ad aiutarla ad adattarsi meglio alla vita. Peccato che Phoebe non ne abbia bisogno dimostrando, invece, compassione verso chi è troppo inquadrato per scoprire nuove possibilità o anche solo accettare che esistano punti di vista diversi dal proprio.
Certo, parliamo degli anni Novanta. Oggi un atteggiamento di sufficienza come quello di Ross nel cercare di convincerla a tutti costi che il gatto che ha trovato non sia la reincarnazione della madre verrebbe visto diversamente. Oggi, dopo aver accusato il paleontologo di tante cose, si punterebbe più su un vivi e lascia vivere. Del resto Phoebe Buffay non fa male a nessuno, a parte quando canta, ama gli animali e le piante proponendosi come salvatrice delle cause deboli se non addirittura perse.

Dieci anni dopo, il 6 maggio del 2004, la NBC trasmise l’ultimo episodio. Lisa Kudrow pronunciò la sua ultima battuta: “So, I guess this is it” tradotta in italiano con un semplice “Allora finisce qui“. Un laconico addio, per quella che del gruppo di amici del Central Perk era la più rumorosa e piena di vita. Phoebe è cresciuta, il suo volto è decisamente segnato dal tempo. La sua bellezza esteriore è cambiata diventando più matura. Da ragazza è diventata donna e la sua ultima battuta pone fine, come dovrebbe, allo show.
Nei 236 episodi intercorsi l’abbiamo giornalmente accompagnata nel suo percorso verso una imperfetta perfezione che ce l’ha fatta amare, puntata dopo puntata, sempre di più.
Perché non si può non volerle bene. Non con tutte le risate che ci ha fatto fare. Non con il suo modo di essere ci ha fatto riflettere.
Non con tutto quello che ha fatto per noi senza nulla pretendere in cambio, come fossimo suoi amici. Perché Phoebe Buffay è quell’amica della tutti avremmo bisogno di avere.