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7 Serie Tv in cui mi rifugio sempre nelle giornate più difficili

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Ci sono due tipi di pessime giornate: la prima è quella che parte bene, ma ben presto capisci di essere al centro di una congiura universale, in cui tutti si sono messi d’accordo per renderti la giornata un inferno. La seconda, invece, è quella che parte già con il mignolo del piede che sbatte sullo spigolo del comodino e, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, la giornata potrà solo peggiorare. In ciascun caso comunque il risultato non cambia, il divano del salotto appare come un vero e proprio miraggio e un episodio di Friends un traguardo irraggiungibile.

Sì perché le giornate come queste si risolvono solo piazzandosi comodi e prendendo in mano il telecomando, con la certezza che Netflix sia il tuo unico, vero amico. C’è solo un’ultima insidia da riuscire a superare: cosa guardare? Nelle giornate in cui l’umore è davvero nero è facile capire che la scelta migliore sarebbe sicuramente una sitcom e non il Settimo Sigillo. Tuttavia ho capito che, pur essendo davvero contraria al rewatch in generale, è meglio non lasciarsi sedurre dalla possibilità di guardare qualcosa di nuovo, ma è più saggio ripiegare su poche e solide certezze.

Anni in compagnia di una pessima gestione dello stress, mi hanno insegnato che però, nel mio caso, alcune serie funzionano meglio di altre quando si tratta di tirarsi un po’ su il morale. E se appare abbastanza ovvio che Friends sia più rassicurante di Black Mirror, la mia lunga esperienza in giornate di m***a mi ha portato ha selezionare anche qualche serie magari meno convenzionale.

Ecco quindi le 7 serie tv in cui mi rifugio sempre nelle giornate difficili.

1 Friends

Chiunque sia appassionato di serie tv, ha visto almeno un episodio di Friends. Io sono sicuramente una grande fan di Chandler e ho perso il conto della quantità di volte che mi sono rivista per intero le dieci stagioni della serie ambientata a New York. Se dovessi spiegare cos’è la comfort zone mi basterebbe una parola soltanto: Friends. Con gli anni devo dire che ho affinato la tecnica e so andarmi a cercare le puntate che preferisco a colpo sicuro, per esempio quelle a tema natalizio sotto Natale. Ma se la giornata è stata davvero nera, la mia scelta ricadrà sicuramente sulla puntata in cui Rachel e Ross si lasciano. Un po’ perché è un episodio doppio e quindi dura di più, un po’ perché la situazione è familiare e drammatica, emotivamente carica, ma anche comica. Insomma un miscuglio di emozioni che un po’ assomigliano a quelle che sento io nelle brutte giornate. Friends aiuta a mettere un po’ le cose nella giusta prospettiva, nei vari episodi non succedono cose davvero preoccupanti o spiacevoli, ma vengono comunque sempre affrontate con una certa dose di positività. Una giornata pessima, spesso deriva dall’essermi presa un po’ troppo sul serio. Friends mi ricorda come si fa un po’ di sana autoironia.

2 Dr. House

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Gli anni dell’università mi hanno insegnato principalmente tre cose: la pasta con il tonno è un primo più che dignitoso, non è vero che Bologna ha portici ovunque (sopratutto quando piove), l’ansia mi provoca non pochi problemi di insonnia. Su quest’ultimo punto, devo dire, che mi ci sono applicata parecchio e sono arrivata ad una soluzione discretamente funzionante. La mia personale ricetta medica contro l’insonnia prevedeva tre diversi passaggi. Primo: mettersi il pigiama e trovare una posizione quanto più possibile orizzontale, ma che allo stesso tempo mi risultasse comoda per guardare lo schermo. Secondo: sono necessari buio pesto e silenzio assoluto, ma vivendo con altre tre ragazze capaci di parlare pure nel sonno, ho imparato presto ad accontentarmi solo del buio. Terzo, minimo due puntate di Dr. House. Garantisco che funziona. Non potevo addormentarmi senza Gregory e ho visto e rivisto tutte le puntate un numero esorbitante di volte in quegli anni. Fa eccezione quella in cui House opera una donna incinta e si vede la minuscola mano del bambino stringere un dito del cinico dottore, che quasi si commuove. Se stava per farlo lui, figuriamoci come stavo messa io e quindi quell’episodio lo saltavo sempre. Non so cosa fosse, probabilmente il fatto che fossero autoconclusive o che mi dovessi un po’ concentrare per seguire tutti quei nomi assurdi, o ancora che lui fosse effettivamente, dannatamente divertente. Sta di fatto che ho dormito discretamente bene per diverso tempo, o per lo meno, finché l’ansia non si è trasformata in ipocondria.

3 Queer Eye

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Se tutti noi fossimo come Karamo, Jonathan, Bob, Mark e Tan il mondo sarebbe un posto migliore. Niente mi fa credere ancora nell’umanità come questi Fab Five. Se la giornata è una di quelle da congiura universale, una buona dose di Queer Eye mi dà ancora speranza nel futuro. Lo svolgimento di ciascuna puntata è molto semplice: i 5 ragazzi, che sono ovviamente bellissimi, simpaticissimi ed espertissimi ciascuno nel proprio campo (la moda, la cucina, il design ecc) vengono chiamati per risolvere la vita ad un povero sventurato, bisognoso di aiuto. Ovviamente i cinque ragazzi hanno avuto delle vite difficili, ognuna a modo suo e quindi fanno dell’accettazione di se stessi e dell’inclusione, una vera e propria filosofia di vita. Sapere che ci sono persone belle come loro capaci di migliorare la vita agli altri già è un pensiero che mi rende un po’ più felice. Sapere che anche la peggiore delle cause perse ha in realtà una riserva inesauribile di risorse dentro di sè, mi fa stare bene. I prima e dopo che si tratti di look, tagli di capelli o ristrutturazione di stanze, li trovo oltremodo soddisfacenti da guardare. Queer Eye, per me, è semplicemente una indiscutibile fonte di ottimismo e speranza. Non credo servano altri motivi per trovarle un posto in questo elenco.

4 Peaky Blinders

A me di Peaky Blinders piace tutto: è bella l’ambientazione, i costumi, l’epoca, le musiche e personalmente ho anche un certo occhio di riguardo per Tom Hardy. La storia parla di questi tre fratelli che vanno ben oltre il limite del legale e mettono su un impero fra scommesse clandestine, distillati di contrabbando e qualche altro piccolo affare losco. Le storie di gangster mi sono sempre piaciute e questa è a mio parere una delle migliori serie sul tema. Probabilmente non è rassicurante in senso stretto, perché i fratelli Shelby hanno una certa esperienza in violenza, tradimenti e sparatorie. Ma questa è la mia serie preferita, immagino che ciascuno di noi ne abbia una. Se la vostra giornata non è stata delle migliori, vi consiglio di guardare qualche episodio della vostra serie tv preferita. Anche se l’avete già vista, anche se sapete già come va a finire, anche se impegnativa, penso che guardare una cosa che vi piace proprio tanto possa rimettervi un pochino in asse con il resto del mondo. É un po’ come quando da piccoli volevate ascoltare sempre la stessa storia prima di addormentarvi, ci regala un senso di familiarità e sicurezza che ci fa stare bene. La conosciamo bene e sappiamo già che ci piace, niente può andare storto.

5 Modern Family

Modern Family

Modern Family ha il potere di raddrizzare qualsiasi giornata storta. Si dice che la tecnica del mockumentary (il finto documentario) con cui è stata girata, sia la vera chiave di questo successo, durato ben 11 anni. Ma in aggiunta a questo abbiamo un cast brillante, dei dialoghi divertenti, una caratterizzazione dei personaggi quasi geniale. Dimmi quale famiglia scegli e ti dirò chi sei, neanche fosse un test della personalità che ti permete di conoscere un po’ meglio chi ti sta di fronte. La mia famiglia preferita è quella formata da Mitchell e Cam, perché sono onesti, divertenti e fieri di quello che sono, ma se il tuo personaggio preferito è Phil so già che avrai un senso dell’umorismo totalmente assurdo e probabilmente andremmo d’accordo. In questa serie posso buttarmi ad occhi chiusi che tanto cado in piedi. Gli episodi sono autoconclusivi e avendola già vista tutta una volta, faccio partire episodi perfettamente a caso che va sempre bene. Qualche volta, quando la noia è totale e mi metto a fare zapping fra i vari canali, mi capita di fermarmi su Modern Family anche se l’episodio è già iniziato da un pezzo. Soltanto dieci minuti di questa serie sono sufficienti per farmi ritornare il buon umore. É divertente perché originale e vivace, non superficiale, ma comunque leggera. Inoltre, pur essendo una sit-com non ci sono le interruzioni di quelle odiosissime risate registrate che, se non sono in giornata, mi danno ai nervi.

6 Facciamo ordine con Marie Kondo

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Marie Kondo è assolutamente deliziosa. Dal libro alla serie, questa piccola giapponese ha insegnato a dei caotici occidentali come riorganizzare i loro spazi e di conseguenza tutta la loro vita. Il metodo è semplice: tieni tutto quello che ti dà gioia e butta il resto senza pietà. Alcune cose possono apparirci strane: probabilmente nessuno di noi si è mai soffermato a ringraziare un oggetto per esserci servito, non ci sfiora neanche per sbaglio l’idea di buttare via i libri e sicuramente non costruiamo origami con le magliette da mettere nell’armadio. Ma Marie è giapponese e si muove come una farfalla delicata in mezzo al caos. Ammiro moltissimo la sua capacità di rimanere assolutamente impassibile di fronte ai peggiori scenari e vorrei rubarle quella strana aura luminosa che la circonda. In ogni puntata Marie mostra come sia necessario tirare fuori tutti gli oggetti che si possiedono, selezionare ciò che si vuole tenere e trovargli il posto adatto. È un’operazione semplice dai benefici garantiti. Guardarla mi ha insegnato a metterla in atto e anche se non sono mai stata un’accumulatrice seriale ho scoperto che l’ordine fisico coincide veramente con l’ordine mentale. Nelle brutte giornate mi sono ritrovata più di una volta a guardare una puntata e contemporaneamente svuotare selvaggiamente un cassetto per poi rimetterci dentro le cose in ordine. L’operazione regala una certa armonia, soprattutto se come me, siete degli autentici maniaci del controllo.

7 Sex and the City

Per finire in bellezza questo elenco così lunatico ed emotivo, non potevo non citare Sex and the City. Nel mondo reale spesso sono gli amici a tirarci su e proprio come accade in Friends, anche in questa serie sono sempre loro la nostra ancora di salvezza. Niente regala più leggerezza di quattro chiacchiere fra amiche, se poi il tutto è ambientato in una New York super glamour ancora meglio. Anche in questo caso è possibile spaziare tranquillamente fra un episodio e l’altro, i temi trattati sono sempre i più vari e i vestiti comunque bellissimi. Ogni ragazza del pianeta si è rivista almeno una volta in Carrie Bradshaw o ha saputo riconoscere qualche sua amica nel carattere di Samantha, Miranda o Charlotte. Da non sottovalutare anche il fatto che non sono poi molte le serie che parlano di donne adulte e in qualche occasione sono sicura che molte di noi abbiano anche imparato qualcosa di nuovo. Io lo trovo sempre rilassante perché è il giusto mix fra sentimentalismo, frivolezza e intelligenza e poi mi piace crogiolarmi un pochino nel pensiero che con un solo articolo a settimana io possa permettermi un paio di Manolo, del valore di una rata del mutuo.

Le mie serie paracadute sono finite, ma mi permetto giusto un ultimo consiglio. Una giornata storta può capitare a chiunque, ma devo ammettere che più di una volta, davanti a qualche situazione potenzialmente esplosiva, io non abbia pensato a Friends, ma a Mickey Milcovich e a come reagirebbe al mio posto. Ci tengo a sottolineare che va solo pensato.

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Scritto da Valentina Castro

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