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Ma Forever l’ho vista solo io?

Forever

Forever – distribuita su Amazon Prime Video nel 2018 – è una miniserie composta da una sola stagione da otto episodi ideata da Alan Yang e Matt Hubbard. La storia ruota attorno a una coppia di sposati (Oscar e June) che – da qualche tempo – inizia ad accusare il peso dell’abitudine: ogni anno le stesse vacanze, ogni giorno le stesse parole, gli stessi argomenti, le solite cose da fare. Quando June proporrà di fare una vacanza diversa dal solito, la coppia si ritroverà a vivere in una nuova dimensione che metterà in luce tutti i problemi che spesso hanno solo ignorato facendo finta che andasse tutto bene.

Questa miniserie è un gioiellino prezioso all’interno del catalogo di Amazon Prime, ma nessuno ne parla mai. Rimane in silenzio e sembra essere solo nascosta.

Non capisco: l’ho vista solo io?

Forever

Forever racconta il flusso di eventi che si susseguono uno dopo l’altro quando in un matrimonio arriva l’abitudine e cerca di rovinare qualsiasi cosa creata fino a quel momento. June e Oscar si amano ancora, ma non sanno più come si faccia a dimostrarlo: l’amore è diventato un sentimento normale che semplicemente vive con loro, a cui non danno più peso trattandolo come qualcosa di cui si accetta l’esistenza ma non si guarda più. Un quadro bellissimo in una casa che, non appena comprato, non fai altro che guardare ma a cui progressivamente ti abitui finendo per non dargli più la giusta attenzione, sai che è lì e non è necessario far altro. Questa è la storia di Forever. Questi sono Oscar e June.

La serie mischia momenti di estrema leggerezza a momenti decisamente più profondi: tutto nasconde un messaggio, un perché, ma questo non ha mai un valore estremamente netto e drammatico. Ogni evento è un passo decisivo verso la fine del matrimonio e sembra voler insediare al telespettatore la certezza che nulla avrà un lieto fine, che sta solo assistendo al lento decadimento di un rapporto che sta per giungere al termine, proprio per questo il finale della serie è andato oltre ogni nostra previsione. Perché Forever non è una storia triste, è una storia normale ambientata in un posto dove regna la pace e grazie a questa si riesce a trovare una spiegazione a qualsiasi dubbio, si riescono a fare cose che – in un mondo fatto di rumori – non si possono fare. Questo succede ai protagonisti: andando in questa nuova dimensione scoprono una seconda possibilità per se stessi e per il loro matrimonio.

Non vi diremo in che universo si troveranno – non vogliamo rovinarvi la sorpresa – ma vogliamo raccontarvi con cosa avranno a che fare.

Si troveranno a tu per tu con il tempo, degno nemico del matrimonio e del loro rapporto. È con il passare delle ore, dei giorni e degli anni che si crea quella sensazione di abitudine a cui non si ci può sottrarre, e che fa parte di ogni interazione. Ma Forever – con un viaggio che sembra breve – riesce a far comprendere quanto in realtà questa condizione riesca a essere non solo negativa, e quanto nell’effettivo essa riesca a essere una fortuna. Riuscire a raggiungere questo campo minato vuol dire mettere in conto una realtà che spesso si sottovaluta e che in verità – in fondo – significa solo essere riusciti a creare qualcosa di duraturo nel tempo, di aver superato le parti critiche e non avere mai abbandonato il rapporto. La serie riesce a spiegare che questa sfumatura non è altro che una condizione da accettare non passivamente, ma con estremo orgoglio.

Forever

Nella loro nuova dimensione Oscar e June si relazioneranno a nuove persone, scopriranno nuove realtà e riusciranno a trovare in ogni loro nuovo rapporto qualcosa da trarre per loro stessi, scoprendosi volenterosi di non aver bisogno di altra persona accanto nel loro matrimonio se non quella che già hanno.

Ma i viaggi introspettivi che faranno saranno decisamente opposti, proprio come sono loro.

Oscar e June sono una coppia fatta di differenze che vive ogni cosa in maniera diversa. Da una parte abbiamo lei: la parte che entra in crisi di fronte all’abitudine e che cerca di scappare davanti a essa, e da un’altra lui, quella che fa finta di niente accettando passivamente gli eventi. Lei razionale e vogliosa di avventure, lui abitudinario e sognatore ma non troppo da vivere senza il freno a mano. Proprio con queste differenze fanno uscire il meglio e il peggio dall’altro mettendo alla prova costantemente la propria pazienza, la propria essenza.

Forever racconta un decadimento che assume la forma e la sostanza di una rivoluzione. Narra le vicende di qualcosa che è già stato e che è, ma non sa se sarà ancora. Guardandola penserete tutto il tempo a un solo possibile finale, ma questa non è una serie tv banale e non ha bisogno di urlare con drammaticità per arrivare al telespettatore. Si ciba di cose quotidiane e mette in scena momenti estremamente normali che faranno spazio a dubbi, incomprensioni e poi – solo con il tempo – ai sentimenti. L’amore è una condizione necessaria nel rapporto, ma Forever racconta la storia di un sentimento sussurrato che sceglie di far urlare solo le fragilità mettendo a dura prova i protagonisti.

L’introspezione è il punto cardine di tutta la serie: i protagonisti avranno bisogno di guardarsi dentro per capire se il rapporto che hanno costruito vada bene, se riesca ancora ad attarsi alla loro anima. Proprio su questa base, Forever parla di tutti e lo fa senza esporsi troppo di fronte alla teatralità riuscendo a rendere anche il surreale vicino al telespettatore. Una serie, questa, che è nascosta nel catalogo Prime Video già da più di due anni ma sembra non aver mai fatto rumore nonostante la critica più che positiva: su Rotten Tomatoes è riuscita a raggiungere il 93% di indice di gradimento, su Metacritic, invece, un punteggio di 79 su 100.

Tutto quello che vi abbiamo raccontato è supportato da un cast piccolo: le fila saranno quasi interamente rette dalla coppia protagonista, a eccezione di qualche personaggio. Non è una serie corale o estremamente dinamica, ha un obiettivo individuale e lo raggiunge con dedizione concentrandosi solo su quello è essenziale ai fini della trama regalandoci una conclusione che non lascia domande.

Cosa ne dite, le darete una possibilità?

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Written by Annalisa Gabriele

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