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For Life – La Recensione di un legal drama esploso con due anni di ritardo

Attenzione! Il seguente articolo contiene spoiler su For Life

For Life è una serie televisiva statunitense, la cui prima stagione è stata rilasciata a febbraio 2020. In Italia, tuttavia, è stata soltanto recentemente trasmessa su Rai 4 e poi inserita nel catalogo di Netflix, consacrandosi definitivamente come una delle scoperte più sorprendenti degli ultimi mesi. La trama di For Life, che è sostanzialmente un legal drama che si svolge completamente dietro le sbarre, è a dir poco singolare e ciò che ci tiene ancor di più con gli occhi incollati allo schermo è senza ombra di dubbio l’idea che le vicende accadute ad Aaron Wallace, protagonista della serie, siano liberamente ispirate alla storia vera di Isaac Wright Jr. Ma andiamo per gradi.

For Life ci racconta di Aaron, un imprenditore di discoteche che è sposato con Marie e ha una figlia di nome Jasmine. Sin dalle prime scene scopriamo che l’uomo è condannato ingiustamente all’ergastolo per spaccio di sostanze stupefacenti ma che, dal primo momento in cui ha messo piede in carcere, non si è mai dato per vinto e ha sempre cercato un modo per ribaltare la sua spiacevole situazione. Dopo aver provato la strada “classica” tramite gli avvocati e dopo aver rifiutato un patteggiamento che lo avrebbe visto libero dopo 20 anni, tuttavia, Aaron decide che c’è soltanto un modo per uscire dalla prigione: difendere sé stesso davanti al giudice e alla giuria. In qualche anno, dunque, studia per diventare avvocato e riesce a sostenere – sempre in carcere – anche l’esame per l’abilitazione, avendo successo in tutto. In For Life, dunque, lo vediamo difendere anche i suoi compagni detenuti oltre a cercare costantemente un modo per dimostrare la propria innocenza e tornare dalla sua famiglia.

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La serie è resa piacevole e interessante sia dalla trama che mischia diversi generi (legal, crime, prison drama) che dagli attori che prestano il volto ai personaggi principali. In For Life ritroviamo infatti, tra gli altri, Nicholas Pinnock (Aaron Wallace), Joy Bryant (Marie Wallace), Indira Warma (Safiya Masry), Glenn Flesher (Frank Foster), Tyla Harris (Jasmine Wallace), Boris McGiver (Glen Maskins) e Dorian Crossmond Missick (Jamal Bishop). La struttura di For Life è sostanzialmente tradizionale: troviamo infatti un “eroe”, l’avvocato detenuto Wallace, i suoi comprimari positivi, ossia il suo amico Jamal e la direttrice del carcere che cerca sempre di dargli una mano, e un antagonista, ossia Maskins. La trama segue sia una struttura orizzontale, che riguarda ovviamente il tentativo di Wallace di trovare delle prove che lo scagionino e che lo facciano ritornare dalla propria famiglia, sia una trama verticale che riguarda i singoli casi affrontati puntata per puntata, in cui l’avvocato cerca di difendere gli altri detenuti.

Il voler rappresentare in ogni episodio – o quasi – un caso differente, inoltre, non fa che conferire realismo alla serie. Wallace, infatti, si ritrova spesso a scontrarsi con le varie e innumerevoli limitazioni legate al carcere e For Life non fa che denunciare un sistema carcerario che presenta molte falle che sembrano essere insormontabili. Nella maggior parte dei casi, infatti, proprio quando il protagonista sembra raggiungere un successo, si ritrova inevitabilmente a dover fare dei passi indietro: esattamente come può accadere nella nostra vita quotidiana. Un’altra denuncia è senza ombra di dubbio quella delle varie discriminazioni razziali che gli uomini di colore non benestanti sono ancora costretti a subire. In un momento in particolare di For Life, infatti, vediamo Aaron Wallace parlare faccia a faccia con uno dei suoi accusatori chiedendogli se il proprio epilogo sarebbe stato il medesimo se non fosse stato un uomo di colore. Insomma, la serie in questione pone sicuramente le basi per essere una vera e propria denuncia sociale contro il sistema carcerario statunitense e contro il razzismo costantemente imperante.

La serie, tuttavia, non è soltanto la storia di Aaron. Ciò che rende il tutto più interessante è sicuramente il voler analizzare nel dettaglio anche la vita di Marie e di Jasmine, rispettivamente la moglie e la figlia del protagonista. Le due, infatti, nonostante siano apparentemente andate avanti con la propria vita, continuano in realtà a vivere in funzione di Aaron, aspettando il momento in cui lui tornerà finalmente a casa con loro. Se infatti Marie sembra voler mettere un punto al loro matrimonio, chiedendo il divorzio e iniziando una relazione con il migliore amico di Aaron, Darius, in realtà è sempre pronta a sostenerlo. Ciò che rende palese che i suoi tentativi di “andare avanti” siano sostanzialmente vani, sono sicuramente i momenti in cui la donna si ritrova a dover rischiare di incorrere lei stessa in problemi di natura legale, pur di aiutarlo come meglio può. Grazie a questo focus sulla vita di Marie e di Jasmine, dunque, For Life intende darci un punto di vista anche di ciò che accade a coloro che sono fuori dal carcere, ma che hanno qualcuno di caro rinchiuso. Uno degli episodi più interessanti in questo senso è sicuramente l’episodio dedicato a Marie, il quarto, che ci mostra tutto ciò che accade da un’altra prospettiva e ci aiuta a immedesimarci nella donna.

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Possiamo concludere affermando che For Life è sicuramente un buon tentativo di dare una nuova vita al legal drama, offrendoci dei nuovi punti di vista sicuramente atipici. A rendere il tutto ancora più interessante è stata sicuramente l’interpretazione degli attori che hanno prestato il volto ai protagonisti, che sono stati sempre convincenti e mai scontati.

Adesso, non ci resta che attendere per sapere come continuerà la storia dell’avvocato detenuto Aaron Wallace. Negli Stati Uniti la seconda stagione della serie ha già debuttato a novembre del 2020, ma sembra che noi dovremo aspettare ancora un po’ per vedere come si evolverà la trama. Dato il grande successo che For Life ha ottenuto, soprattutto dopo essere stata rilasciata da Netflix, confidiamo però che non dovremo aspettare molto a lungo.

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