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First Team: Juventus – La recensione dei primi tre episodi

First Team: Juventus

Uno dei punti di forza di Netflix è senza dubbio la capacità di ampliare la propria offerta con una gamma sempre più vasta di prodotti differenti, capaci di attirare ogni categoria di utente. Nello specifico, First Team: Juventus è una novità quasi assoluta per il colosso dello streaming. Parliamo infatti della sua prima docu-serie originale interamente dedicata ad una squadra di calcio, la Juventus ovviamente. Una possibilità unica per i tifosi bianconeri di seguire il dietro le quinte della propria squadra del cuore. Sono stati oltre quattro i mesi di riprese, condensati nei primi tre episodi rilasciati lo scorso 16 febbraio (la seconda parte uscirà in estate).

First Team: Juventus, in altre parole, racconta la stagione della Vecchia Signora spiandola dal buco della serratura.

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Vengono passati in rassegna i principali momenti dell’annata in corso, a partire dal rituale vernissage di Villar Perosa fino alla festa di Natale dei bianconeri. Ad accompagnare le immagini esclusive, una voce narrante francamente poco comunicativa, vero e proprio anello debole della Serie (decisamente meglio la controparte inglese di quella italiana). Il racconto, ciononostante, risulta avvincente e ricco di spunti interessanti. Merito di un ottimo montaggio, di un sapiente uso dello slow motion nelle riprese dal campo e di una fotografia da prodotto di alto livello.

La narrazione è intervallata da aneddoti e contributi esclusivi dei protagonisti, nuovi e del passato.

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Sono tanti i giocatori coinvolti, da Gianluigi Buffon a Giorgio Chiellini, da Douglas Costa a Federico Bernardeschi. Non mancheranno anche pillole del mister Massimiliano Allegri e di leggende bianconere come Pavel Nedved, Moreno Torricelli e ovviamente Alessandro Del Piero.

First Team: Juventus offre i momenti migliori quando si sofferma sul lato più intimo dei calciatori bianconeri.

Al di là della semplice curiosità di vedere Gonzalo Higuain intento a sistemare la propria barba la sera prima di una partita, è un Pipita inedito quello che ci viene mostrato. Sciolto, rilassato e decisamente meno ingessato del solito di fronte alle telecamere. Fa piacere vederlo col sorriso discutere liberamente della sua famiglia e del significato dei propri tatuaggi.

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Lo show ci presenta anche il Miralem Pjanic papà dello splendido piccolo Edin, seguendolo all’uscita di scuola e mentre gioca a pallone in casa. Si entra nella nuova casa torinese di Federico Bernardeschi, in un tour delle varie stanze, accompagnati dal padrone di casa.

Insomma, senza indulgere troppo nella facile retorica, First Team: Juventus riesce a cogliere il lato più umano dei bianconeri. Sotto la lente d’ingrandimento viene passata la loro routine fuori dal campo, tra impegni con gli sponsor e doveri familiari. La quotidianità per un calciatore non è fatta solo di allenamenti e partite domenicali. Pubblicità, interviste, shooting fotografici ed autografi da firmare sono una componente molto più presente e stressante di quanto possa apparire dall’esterno.

Non mancano certo le immagini dei gol, e le riprese esclusive dal campo dei match finora disputati. Anche se, essendo il loro ricordo ancora fresco, questo è forse l’aspetto che ai tifosi bianconeri potrà interessare di meno. Di contro, le chicche per gli appassionati sono tante. Dal discorso di inizio stagione del Presidente Andrea Agnelli alla squadra a Villar Perosa, ai tanti frame delle indicazioni di Mister Allegri in allenamento.

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I primi tre episodi di First Team: Juventus sono quindi un’immersione nella juventinità e in tutto ciò che rappresenta vestire i colori bianconeri.

È Claudio Marchisio quello che più di tutti, raccontando la propria storia, si fa portavoce dello stile e del modo di essere propri della squadra più vincente della Serie A. Viene anche riservato il giusto spazio alle figure più in ombra del mondo Juve. Magazzinieri, giardinieri e preparatori atletici che, lavorando dietro le quinte, contribuiscono ai successi della squadra torinese.

Per la società di Corso Galileo Ferraris, First Team: Juventus è un biglietto da visita di assoluta qualità che, grazie a Netflix, è stato distribuito agli oltre 104 milioni di iscritti in 190 paesi. Uno spot che pare pensato soprattutto per chi vorrà avvicinarsi per la prima volta al mondo Juve, più che ai tifosi della prima ora.

Non ci resta che attendere la fine della stagione per vedere se la Serie si concluderà con o senza lieto fine. Di certo sarà la prima, e forse unica volta, in cui nessuno rinuncerà a spoilerarsi il finale prima del rilascio della seconda parte.

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Written by Andrea Scoppetta

Di solito quando scrivo non faccio che usare parole come pasghetti e mopodori, faccio continui riferimenti minacciosi e immotivati all'ONU e alla fine non faccio che ripetere vaffaflanders e altre cose che non posso dire.
Anche simpaticamente.

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