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Perché le polemiche sulla mancata candidatura di Margot Robbie agli Oscar 2024 sono sterili

Nella giornata del 23 gennaio 2023 sono state rese note le candidature per gli Oscar 2024. Oppenheimer, considerato già come un papabile vincitore, ha incassato ben 13 nomination, seguito poi da Poor Things (11) e Killers of the Flower Moon (10). Come successo durante i Golden Globe, qualcuno si è detto deluso dal destino di Barbie che, candidata tra le tante cose anche nella categoria Miglior Film, non ha visto il talento di Margot Robbie premiato dalle scelte dell’Academy. Non appena le candidature sono state rese note, molti utenti si sono detti davvero arrabbiati per il mancato riconoscimento nei confronti dell’attrice, concentrandosi però sulla parte sbagliata del problema. Sappiamo che stiamo per esplorare un argomento estremamente divisivo, ma alcuni particolari – secondo noi – andrebbero considerati e analizzati da più punti di vista, e non solo da quello scelto e sottolineato da una parte di pubblico. Il problema in questo caso, se vogliamo trovarne uno, è il mancato riconoscimento nei confronti di Margot Robbie. Di quello, ovviamente, se ne può parlare. Una grande attrice, un grande lavoro dietro, un’ottima performance: porsi degli interrogativi è lecito, ma nelle ultime ore troppe sterili polemiche hanno avvolto i social, dando vita a una discussione probabilmente priva di basi solide.

Margot Robbie non è stata candidata agli Oscar 2024: ma in questo, esattamente, che cosa c’entra il messaggio morale del film Barbie?

Margot Robbie in Barbie (640×360)

Gli Oscar 2024 hanno escluso Margot Robbie dalla corsa verso l’ambita statuetta. Secondo molti utenti, questa sarebbe la conferma che l’Academy non abbia in alcun modo compreso il messaggio del film. Sempre secondo quanto riportato sui social, se questo fosse avvenuto l’attrice avrebbe ottenuto una candidatura. A questo punto è lecito chiedersi: che cosa c’entra il messaggio morale di un film, con il potenziale Oscar di un’attrice? Le due cose non vanno di pari passo, anche se tante volte è facile confonderle. Barbie racconta un importante spaccato di realtà, ma questo non ha nulla a che vedere con il lavoro svolto da Margot Robbie. La sua mancata candidatura ha a che fare con altre ragioni legate a delle scelte artistiche che l’Academy ha dovuto compiere. Se le vittorie andassero di pari passo con i bei messaggi dei film, probabilmente la maggior parte delle pellicole, degli attori e delle attrici concorrerebbe per gli Oscar, ma così non è. Che questa mancata candidatura non abbia in alcun modo a che vedere con la mancata comprensione del messaggio dietro Barbie è chiaro anche grazie a numerosi altri fattori. Per prima cosa, la pellicola è stata candidata nella categoria Miglior Film, l’Oscar più importante di tutti. Questo spiega bene che, nonostante le polemiche, in realtà il film è stato più che apprezzato dall’Academy nella sua natura e nella sua sostanza. Se questo non fosse accaduto, Barbie non avrebbe mai gareggiato per raggiungere un premio così importante.

La candidatura ottenuta invece da Emma Stone per Poor Things spiega ancora una volta che non c’è alcuna volontà da parte dell’Academy di togliere valore a determinati e importantissimi messaggi. La nuova pellicola di Lanthimos si concentra in modo ancor più sostanzioso sulla tematica, elemento che ci porta a comprendere immediatamente quanto detto sopra. Margot Robbie non ha ottenuto la candidatura perché considerata immeritevole della candidatura stessa, nonostante la sua splendida performance; Emma Stone perché considerata meritevole. In nessuno dei due casi il femminismo ha motivo di essere messo al centro della discussione. La Stone non ha ottenuto la candidatura perché Lanthimos ha deciso di buttare un occhio su tematiche così importanti, e allo stesso modo la Robbie non ha perso la sua possibilità per via del messaggio di fondo legato alla pellicola di cui è stata protagonista.

Sempre secondo molti utenti, la candidatura di Ryan Gosling avallerebbe il messaggio del film di Barbie. Se ricordate bene, in realtà, la performance dell’attore era stata considerata da Oscar ancor prima della sua distribuzione. Gosling ha convinto la critica fin dalla prima visione grazie a una prova attoriale che ha messo in risalto alcune sue caratteristiche che, fino a questo momento, erano passate in secondo piano rispetto ad altre sue doti più rinomate. La prova straordinaria dell’attore ha stupito e sbalordito l’Academy che ha deciso di premiarlo con una candidatura. Anche in questo caso stiamo parlando di interpretazione, e non di vittorie servite su un piatto d’argento in base al genere di appartenenza.

Barbie
Ryan Gosling in Barbie (640×360)

Tra le tante cose che fanno capire quanto queste ultime polemiche siano sterili, c’è poi la candidatura di America Ferrera, forse il personaggio più femminista dell’intera pellicola. Con un monologo che racconta il sistema patriarcale e la condizione femminile nell’era odierna, l’attrice ha dato vita a uno dei momenti più intensi di Barbie. Il messaggio di fondo del film è perfettamente evidenziato dalle sue parole in quel monologo ormai celeberrimo. Se le polemiche attuali fossero fondate, la Ferrera non avrebbe ricevuto alcuna candidatura. Comprendiamo che in questo momento storico ogni cosa possa essere vista con vago sospetto, ma non possiamo trasformare la mancata candidatura di Margot Robbie in una questione che trascende il semplice giudizio artistico. Non è questo il caso, non è questo il problema. Il contenuto di un film e l’interpretazione di un’attrice o di un attore, lo ripetiamo, non sono cose che vanno di pari passo. Non si può davvero pensare che l’Academy abbia scelto di escludere la Robbie per prendere una posizione contro il messaggio del film perché questo sarebbe inesatto, e tale inesattezza è supportata dai numerosi fattori citati.

In conclusione, è importante anche ridimensionare il peso di Barbie nell’universo cinematografico. Nonostante il suo importante messaggio e l’originalità della sua storia, non stiamo parlando di un capolavoro intoccabile del cinema e neanche della migliore interpretazione della Robbie. Con ben otto candidature, la pellicola ha ottenuto comunque numerosi e meritati riconoscimenti: concentrarsi su una categoria per parlare di femminismo svilisce il significato di quest’ultimo, le battaglie importanti che vengono portate avanti da anni. Stiamo parlando di cinema, di arte, di bellezza e interpretazioni. Non c’è nessun messaggio anti-femminista nell’esclusione di Margot Robbie dalla corsa verso gli Oscar. Avete per caso visto Leonardo Di Caprio tra i candidati? No, eppure i suoi sono gli occhi di Killers of the Flower Moon. Ma per quanto siano stati forti e decisi, non sono bastati per concedergli l’opportunità di diventare il miglior attore protagonista degli Oscar 2024, a differenza della sua collega donna Lily Gladstone già considerata come papabile vincitrice. Lo stesso destino è toccato a Margot Robbie, ma senza alcuna dietrologia: polemizzare non è sempre necessario, e magari un giorno lo capiremo.

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