4) Memento, uno dei Migliori Film di Christopher Nolan

Prima che il nome di Christopher Nolan diventasse sinonimo di kolossal ambiziosi e budget miliardari, c’è stato un piccolo film indipendente capace di ridefinire cosa significasse raccontare una storia al cinema attraverso la struttura stessa della narrazione. Memento segue Leonard Shelby, un uomo incapace di formare nuovi ricordi a causa di un trauma cranico subito durante l’aggressione in cui ha perso la moglie, costretto a ricostruire ogni giorno da zero la propria identità attraverso fotografie, appunti e tatuaggi permanenti impressi direttamente sul proprio corpo, unico modo per non dimenticare gli indizi raccolti nella caccia all’assassino della moglie.
Il colpo di genio della sceneggiatura sta nella scelta di raccontare la storia a ritroso attraverso n una struttura che alterna sequenze a colori mostrate in ordine cronologico inverso a sequenze in bianco e nero mostrate invece in ordine cronologico diretto. Un’operazione ingegnosa che costringe lo spettatore a vivere la stessa confusione. La stessa impossibilità di fidarsi delle proprie certezze. Una condizione che affligge quotidianamente il protagonista.
Ogni scena si apre già a conoscenza di ciò che accadrà subito dopo, senza però sapere cosa l’abbia effettivamente causata, un meccanismo capace di generare una tensione costante e di rendere ogni rivelazione doppiamente destabilizzante. Memento pone domande scomode sull’identità, sulla memoria come costruzione più che come registrazione oggettiva della realtà. E su quanto siamo disposti a mentire a noi stessi pur di dare un senso al nostro dolore. È il film che ha rivelato al mondo il talento di Nolan, dimostrando che l’ambizione narrativa più radicale non richiede necessariamente budget enormi, solo un’idea abbastanza coraggiosa da essere portata fino in fondo.
3) The Prestige

E ad aprire il podio arriva uno dei migliori film di Christopher Nolan di sempre. Una pellicola straordinaria, con attori ancora una volta di altissimo livello che ci portano questa volta all’interno di un mondo totalmente nuovo. La rivalità tra due maghi vittoriani, disposti a tutto pur di superarsi a vicenda, diventa nelle mani di Nolan una riflessione durissima sull’ossessione, sul sacrificio e sul prezzo nascosto dietro ogni grande illusione. Robert Angier e Alfred Borden cominciano come colleghi e amici prima che una tragedia sul palco trasformi il loro rapporto in una guerra silenziosa e sempre più spietata, ciascuno intenzionato a rubare all’altro il segreto del proprio numero più straordinario.
The Prestige costruisce la propria struttura attorno ai tre atti classici di ogni trucco di magia: la promessa, la svolta e infine il prestigio. Quel momento finale in cui l’illusione si compie davanti agli occhi increduli del pubblico. E Nolan usa questa cornice narrativa per costruire un intreccio temporale complesso, fatto di diari letti e riletti, flashback che si sovrappongono e verità che si rivelano solo negli ultimi minuti. Quello che rende The Prestige un’opera memorabile è proprio la capacità di ingannare lo spettatore con la stessa abilità con cui i suoi protagonisti ingannano il pubblico sul palco, disseminando indizi visibili che solo una seconda visione permette di cogliere pienamente. Ciliegina sulla torta, il finale. Un epilogo capace di ribaltare completamente la comprensione di tutto ciò che si è visto fino a quel momento, resta uno dei colpi di scena meglio costruiti dell’intera filmografia di Nolan.
The Prestige parla di ossessione professionale portata all’estremo, mostrando quanto il desiderio di essere il migliore possa corrompere ogni altra dimensione della propria esistenza, restituendo un racconto tanto affascinante quanto inquietante sulla natura umana.




