5) Django Unchained, uno dei Migliori film da vedere su Netflix di Tarantino

Spazio nuovamente al Re Quentin Tarantino con Django Unchained, un’altra delle opere che costituiscono il revisionismo storico del regista. A C’era una volta a… Hollywood e Bastardi senza gloria si aggiunge infatti anche Django Unchained, uno dei capolavori più imponenti mai portati sul grande schermo dal regista, che in questo film è più Tarantino che mai. Attraverso questa narrazione, Tarantino rilegge e reinterpreta il genere western con una chiave ironica e pungente che denuncia il razzismo istituzionalizzato del Sud americano.
A incollarci allo schermo, come sempre, è il personaggio di Leonardo DiCaprio, ma a conquistarci completamente in questa pellicola è anche Django, che nel corso della narrazione si trasforma radicalmente, passando da schiavo del proprio destino a eroe: un eroe che finalmente prende pieno controllo della sua vita, conquistando la tanto agognata libertà e dignità. Candidato a 5 Premi Oscar, Django Unchained trionfa nelle categorie Miglior Attore non Protagonista e Miglior Sceneggiatura Originale, ottenendo così immediato consenso dalla critica grazie a dialoghi brillanti, citazioni cinematografiche presenti ma mai invadenti – come quella alla pellicola originale del 1966 – e a un genere rivisitato attraverso una chiave persino pop, che rende Django Unchained uno dei film più attuali e iconici dei nostri tempi.
6) Zodiac, uno dei migliori film da vedere tratti da una storia vera

E tra i film da vedere almeno una volta nella vita su Netflix c’è anche Zodiac, uno dei thriller investigativi più meticolosi e disturbanti. Basato su eventi realmente accaduti, il film segue la caccia durata anni al serial killer noto come Zodiac, responsabile di una serie di omicidi nella zona di San Francisco tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, un assassino mai identificato con certezza che si divertiva a comunicare con la stampa attraverso lettere criptate e messaggi in codice, alimentando un terrore collettivo capace di attraversare un’intera generazione. David Fincher – prima di Mindhunter – costruisce la narrazione seguendo tre uomini ossessionati dal caso in modi diversi.
Quello che rende Zodiac diverso da tanti altri thriller sui serial killer è proprio il rifiuto di offrire una risoluzione catartica: il film non celebra la cattura del colpevole, perché quella cattura non è mai realmente avvenuta, e proprio questa assenza di chiusura diventa il vero cuore tematico dell’opera, capace di raccontare l’ossessione umana per la verità anche quando quella verità resta irrimediabilmente fuori portata. Fincher ricostruisce con precisione quasi documentaristica l’atmosfera di paranoia collettiva che attraversò la California in quegli anni, restituendo ogni dettaglio investigativo con un rigore capace di trasformare anche le scene più statiche, fatte di archivi, telefonate e documenti, in momenti di tensione insostenibile.
Zodiac dimostra come il vero orrore non stia sempre nella violenza esplicita, ma nell’incertezza permanente. In quella domanda senza risposta che continua a tormentare chiunque abbia dedicato la propria vita a inseguirla.




