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10 motivi per amare Luca, il nuovo film della Disney a tinte italiane

Luca è il nuovo piccolo capolavoro della Disney firmato dal regista ligure Enrico Casarosa, sbarcato sulla piattaforma streaming Disney+ lo scorso 18 giugno. Un gioiellino di italianità capace di scaldare i cuori con le bellezze del nostro Paese, i colori vivaci di una piccola cittadina in riva al mare e un’irresistibile atmosfera estiva. In fondo al mare, Luca vive una vita che ormai sente non essere più abbastanza per lui e, per questo, sogna di potersi avventurare nella realtà in superficie per scoprire ciò che ancora ignora. Per la sua famiglia, scegliere di abbandonare il fondale marino è sinonimo di disgrazia e guai, ma alla curiosità – si sa- è difficile resistere. Soprattutto se hai qualcuno disposto a farti conoscere quanto possa essere meraviglioso fare nuove e inimmaginabili esperienze. Luca conosce Alberto e dopo il loro incontro nulla sarà più lo stesso, per entrambi. Il mondo li chiama e loro, come ammaliati dal canto delle sirene, rispondono entusiasti. Portorosso, un piccolo borgo della Liguria, diventerà per loro un magico posto di sensazionali “prime volte”, scoperte , profonde ed indissolubili amicizie. Luca è un film d’animazione capace di far riflettere su diverse tematiche estremamente attuali e, al tempo stesso, un po’ senza tempo. Un’amicizia, i primi e ingenui desideri e l’idea di poter conquistare tutto ciò che si desidera. Proprio per questo, sia i più piccoli che i più grandi potranno godersi questa vivace storia che oscilla tra mare e terra, tra chimere e disillusioni.

Ecco quindi almeno 10 motivi per amare Luca.

1) La bellezza del paesaggio

Luca è un “film cartolina“, con i suoi bellissimi scorci di paesaggio ligure che, fin dai primi istanti, rapiscono con la loro meraviglia. Il villaggio fittizio di Portorosso si ispira a Vernazza, una delle città costiere delle Cinque Terre caratterizzate da edifici multicolori posti in cima a scogliere e promontori che si specchiano nelle acque cristalline del mare. Poter ammirare la bellezza di questi borghi marittimi in un nuovo capolavoro Pixar è motivo di grande orgoglio. Una tale meraviglia tutta nostrana viene esaltata dal film, il quale durante tutta la storia si serve delle esplorazioni, in lungo e in largo, dei protagonisti che scovano i punti più suggestivi del posto. Insomma, un’idea per uno scenario sensazionale a portata di mano da poter visitare anche durante quest’estate!

2) Le colonna sonora tutta italiana e un po’ retrò

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Se con l’ambientazione di Luca, l’Italia si era già conquistata un posto da assoluta e indiscussa protagonista, la colonna sonora ha contribuito a colorare Luca ancora più intensamente con la tradizione del nostro Paese. Sono state scelte alcune delle canzoni più evocative della storia della musica italiana anni ’50 e ’60 che hanno arricchito l’atmosfera, saturandola di euforia e nostalgia. Tra queste, ad esempio, abbiamo ascoltato Il gatto e la volpe di Edoardo Bennato, Andavo a cento all’ora di Gianni Morandi, Tintarella di luna di Mina e molte altre. Un vero e proprio viaggio nel tempo con la mente e tra i ricordi che rendono l’esperienza di visione, soprattutto dei più grandi, più evocativa e appassionata.

3) Il sogno della Vespa

La Vespa, lo scooter più famoso della storia. Non è sicuramente nuovo al mondo del cinema, certo, ma l’ostinata ingenuità con cui Luca e Alberto vogliono averne una ci ha sciolto il cuore. I due amici sognano, infatti, di poter viaggiare e arrivare ovunque in sella a questo fantasmagorico bolide per vivere avventure in ogni parte del mondo. Tentano addirittura di costruirne una che possa eguagliare, nel più sgangherato dei modi, quella originale. Il tutto con scarsi ed esilaranti risultati. Infatti, non appena scoprono di avere una piccola speranza di poterla ottenere, non ci sarà più ostacolo che potrà fermarli. Il sogno della Vespa diventa un’indiscussa priorità.

4) Giulia (o Vomitulia)

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I suoi capelli scarlatto sono l’espressione della sua esuberante e incontenibile personalità. Giulia fa la sua prima apparizione già tirando fuori il suo carattere ostinato e impavido, anche di fronte al perfido Ercole Visconti che si prende gioco di lei soprannominandola Vomitulia. Da anni, la piccoletta tenta di vincere la Portorosso Cup (ne parleremo dopo) con scarsi risultati, interrompendo la competizione in una pozza di vomito. Giulia, però, figlia di un umile pescatore, sa non perdersi d’animo e con la sua trascinante energia riuscirà a instaurare un rapporto speciale con Luca e Alberto. I tre, il trio degli sfigati, si riveleranno una squadra inaspettatamente ricca di risorse mentre il loro legame diventerà sempre più stretto, intenso e sincero.

5) I gesti e i modi di fare che solo gli Italiani hanno

Tra un “Santa Mozzarella” e un’eccessiva tendenza a gesticolare, l’Italia ancora una volta la fa da padrone in Luca.
I personaggi muovono le mani, si atteggiano come mai prima d’ora avevamo visto in un film d’animazione distribuito a livello internazionale. Confondere i modi di fare, i gesti, le inflessioni della voce è pressoché impossibile. La riconoscibilità del nostro Paese è garantita dal sapore macchiettistico che alcune sequenze assumono e in cui non possiamo evitare di rivedere un po’ di noi.

6) Portorosso Cup

Una delle gare più assurde e imprevedibili di sempre: una nuotata in mare, un piatto di pasta fresca da trangugiare e infine una pedalata in salita e una in discesa fino al traguardo, tutto nel minor tempo possibile. La Portorosso Cup è meravigliosa proprio per quel pizzico di follia che la caratterizza. In palio un premio in denaro che si trasforma in una concreta possibilità di acquistare la tanto desiderata Vespa e poter iniziare una nuova vita altrove. Ercole Visconti è il nemico che, ogni anno, si finge ancora adolescente per poter gareggiare. Si burla delle regole pur di vincere e, per questo, bisogna sconfiggerlo affinché il regime del terrore possa finalmente giungere alla sua fine.

7) “Silenzio Bruno!”

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Se c’è una frase che dopo Luca avrete voglia di usare costantemente nelle vostre giornate e come mantra per la vita sarà proprio questa: Silenzio Bruno! è la frase che Alberto insegna a Luca per esorcizzare la paura e che permetterà ad entrambi finalmente di lasciarsi andare sconfiggendo i propri limiti e affrontando i propri terrori.
Il Bruno è quel qualcosa o qualcuno che abita la nostra mente, si impossessa del nostro corpo e ci impedisce di vivere all’insegna della libertà. Se gli dessimo ascolto, forse non riusciremmo a spingerci un po’ più in là, proprio dove ci stanno aspettando emozionanti novità. Perciò Luca ci insegna a mettere a tacere il nostro Bruno e gliene saremo per sempre grati.

8) La cura dei particolari

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Luca è un piccolo esemplare di perfezione nella cura dei suoi dettagli e particolari, a partire dalla sua sceneggiatura fino ad arrivare alle scelte della grafica in cui nulla è trascurato o lasciato all’immaginazione.

Il mondo di Luca somiglia a quello reale, dai colori delle case del paesaggio (che riprendono quelli reali) agli abiti dei protagonisti, dal mondo sottomarino in cui vediamo Luca muoversi prima di scegliere la vita in superficie ai diversi formati di pasta fresca che Alberto deve imparare a mangiare nel minor tempo possibile per la competizione. Luca è un piacere per gli occhi perché possiede la cura che viene riservata dai registi ai loro film fatti di realtà e che poche volte riscontriamo invece in un film d’animazione.

9) L’amicizia tra Luca e Alberto

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Il sentimento protagonista di tutto il film è l’amicizia, un profondo e indissolubile legame destinato a rafforzarsi attraverso le numerose peripezie vissute insieme. Luca e Alberto iniziano una nuova vita insieme, decidono di accettare di conoscere soltanto l’uno la vera e profonda essenza dell’altro e di custodire quel segreto ad ogni costo, pur di darsi una seconda possibilità nel mondo degli umani. I loro temperamenti completamente opposti – Luca è un timido sognatore mentre Alberto è un avventuroso senza timori – si rivelano complementari. È un’amicizia che aiuta a superare gli ostacoli, quelli della diversità e della paura di non essere accettati, di non potersi mostrare per ciò che si è davvero. Luca e Alberto si conoscono, condividono il loro intimo segreto e non perdono occasione per scoprirsi e coprirsi e a vicenda, per esserci l’uno per l’altro e sacrificarsi per adempiere alla promessa che si sono fatti: essere liberi di conoscere il mondo intero ma di farlo insieme.

10) Il messaggio che ci lascia

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Individuare una tematica emergente nella storia di Luca è complicato se non impossibile. Le prospettive da cui il racconto potrebbe essere guardato e analizzato sono molteplici, così come gli spunti di riflessione che è in grado di fornire. Senza dubbio, Luca è un film che parla di diversità e di accettazione. È anche un percorso di formazione: non solo Luca lo affronta in prima persona ma tutti quelli attorno a lui lo realizzano con lui. Luca è la storia di come ciascuno di noi tenti di trasformarsi perché convinto di non poter essere amato per ciò che è nel profondo. È una storia fatta di leggerezza eppure quando giunge al termine lascia un piccolo grande macigno sul petto. Trovare qualcuno disposto a lasciarci liberi significa trovare un amore puro, disinteressato, di qualsiasi specie sia. Significa aver trovato finalmente che non ha paura del nostro essere “diversi” ma ha visto in quella singolarità ciò che potrà spingerlo ad amarci ancora più profondamente.

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