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Il Lato Positivo: accettare il crollo per ricostruire sé stessi

Il lato positivo

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Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler sul film Il lato positivo.

Pat (Bradley Cooper) può finalmente abbandonare la clinica in cui è rimasto per otto mesi dopo aver aggredito l’amante della moglie. Ed esce con una diagnosi di disturbo bipolare e un nuovo mantra. Excelsior. Più in alto. Del resto a volte per risalire è necessario toccare il fondo. Scontrarsi con la realtà più brutale. Fare scelte sbagliate. Commettere un errore, o una serie di errori. Crollare.

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E Pat è decisamente crollato.

La sua intera vita è andata in frantumi quando ha trovato sua moglie nella doccia di casa sua insieme al suo collega, con la canzone My Cherie Amour di Stevie Wonder, quella del suo matrimonio, in sottofondo. E quando è stato addirittura cacciato da casa sua dall’amante della moglie. Che come se non bastasse è un professore di ruolo, mentre lui è solo un ex supplente di storia, licenziato dopo lo scandalo. In realtà, la prima avvisaglia era stata un’accusa infondata alla moglie e al collega per furto di denaro al liceo e complotto ai suoi danni. Ma non era vero, era solo una fissazione. My Cherie Amour diventa la scintilla che lo fa scattare, anche se talvolta suona solo nella sua testa come un terribile promemoria. 

Tiffany (Jennifer Lawrence) è una giovane vedova che è caduta in depressione dopo la morte del marito poliziotto. La donna ha cercato di colmare il vuoto e la solitudine andando a letto con tutti i colleghi dell’ufficio, facendosi licenziare per il suo comportamento inappropriato. Ora però ha smesso, anche se non rifiuta più quella parte di lei. 

L’incontro tra Pat e Tiffany sembra frutto del destino. Arriva nel momento giusto.

Tiffany è la persona di cui Pat ha estremamente bisogno, anche se ancora non lo sa. L’uomo, infatti, è motivato a fare meglio dal desiderio di riconquistare l’ex moglie, convinto che il rapporto possa essere ricucito. Tiffany, a differenza di Pat, non ha nessuno a cui ritornare. Il taglio con la sua vita passata è stato più netto, ma non per questo meno doloroso e facile. Solo che noi e Pat la conosciamo in un momento in cui è già più avanti nel suo percorso di accettazione. Non del tutto guarita, tanto che porta ancora la fede al dito, ma nemmeno così coinvolta come Pat. Tiffany è dunque l’unica persona che può davvero aiutarlo dopo il crollo. Che può veramente capirlo.

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Il legame tra Pat e Tiffany si crea quando i due iniziano a confrontarsi sugli psicofarmaci che hanno preso. Al di là delle cure psichiatriche, inizia a emergere la sensazione che una parte fondamentale della guarigione sia il sentirsi compresi. Nelle loro possibilità, i familiari e gli amici di Tiffany e Pat fanno ciò che possono per aiutarli, ma a loro manca l’esperienza diretta. E dopo ogni ricaduta c’è sempre una nota di biasimo nelle loro voci. Dovrebbero accontentarsi di non poter capire fino in fondo, ma è difficile quando vedi qualcuno che ami in difficoltà e non puoi fare nulla per aiutarlo.

Il biasimo deriva anche dall’impotenza. Ma per Pat e Tiffany dovrebbe essere diverso, è diverso, perché loro ci sono passati. Per questo Tiffany è particolarmente addolorata quando si sente giudicata da Pat per il suo comportamento passato. Perché pensava che tra tutti proprio lui si sarebbe astenuto dal dare un giudizio. 

Pat e Tiffany decidono quindi di unire le forze.

Jennifer Lawrence e Bradley Cooper sono i protagonisti del film Il Lato Positivo
Credits: The Weinstein Company

La ragazza accetta di fare da tramite tra l’uomo e Nikki, consegnandole le sue lettere, ma in cambio chiede a Pat un bizzarro favore: farle da partner in una gara di ballo. L’uomo accetta, dimostrando di essere davvero disposto a cambiare, e incredibilmente inizia a crearsi una nuova routine, incentrata proprio sulle prove con Tiffany. Mentre il legame tra i due si fa sempre più stretto, l’intesa cresce. Sono ormai amici per la pelle.

Il Lato Positivo (disponibile su Prime Video) riesce a rappresentare la malattia e la sofferenza in maniera realistica, senza sconfinare nel buonismo, né nell’esagerazione. Come un qualcosa che potrebbe riguardare ognuno di noi. Paradossalmente, nella loro apparente follia, Pat e Tiffany sono senza filtri, e sono gli unici in grado di smascherare e mettere in luce le ipocrisie di chi li circonda. A ben guardare, infatti, tutti i personaggi in questo film devono fare i conti con i propri spettri. Non lo è il padre di Pat, un uomo estremamente superstizioso e a tratti impulsivo che, perso il lavoro, decide di mettersi a fare un lavoro rischioso come l’allibratore.

Non lo è la relazione tra l’amico storico di Pat, Ronnie, e sua moglie Veronica. I due sono coinvolti in un rapporto chiaramente malsano, e Ronnie stesso afferma che, quando si sente stressato, si chiude in garage e colpisce un muro. Un comportamento tutt’altro che costruttivo, insomma. Il film, dunque, ci spinge a chiederci cosa manchi a Ronnie per diventare come Pat, cosa distingua veramente Ronnie e Victoria da Pat e Nikki.  

E soprattutto: qual è il confine tra malattia e sanità mentale? La risposta de Il Lato Positivo è molto realistica.

Altrettanto realisticamente esso riesce a mostrare un percorso di guarigione e ricostruzione della propria vita che non è istantaneo e lineare, ma è fatto anche di ricadute e sensi di colpa. Non è radicale, ma parte da un obiettivo molto pratico, circoscritto: la gara di ballo, appunto. Proprio questo proposito apparentemente così poco significativo rappresenta per Pat e Tiffany la salvezza. In un mondo che procede a una velocità disarmante, solo concentrandosi su un piccolo traguardo si inizia a prestare attenzione alle cose davvero essenziali, a tagliare il superfluo. A ritrovare delle emozioni e delle sensazioni che credevamo perse per sempre.

Dal patto tra Pat e Tiffany, alla doppia scommessa nel finale, tutto in realtà ne Il lato positivo è una sorta di scommessa. La scommessa di chi non ha più nulla da perdere. Ma proprio per questo ha tutto da guadagnare.

Il lieto fine non è frutto del destino, ma un risultato che arriva con il tempo, solo quando si capisce che vale la pena investire su sé stessi. E un’altra lezione da non sottovalutare, in una realtà che chiede sempre di dimostrare qualcosa, è che quello che per qualcuno è un misero cinque, per qualcun altro è il risultato migliore che si possa ottenere in quel determinato momento della propria vita, e va bene così. “Prenderò tutta questa negatività e la userò come carburante per trovare il lato positivo! È questo che farò! Non è una st******a…Ci vuole impegno!” , dice Pat all’inizio del film.

Solo che non è detto che il lieto fine sia quello che ci eravamo immaginati all’inizio del percorso de Il Lato Positivo. Pat è spinto a migliorare sé stesso dal desiderio riconquistare Nikki: il suo presunto amore, in realtà quasi un’ossessione, per l’ex moglie è ciò che lo spinge a ricostruire la propria vita dopo che questa è andata in pezzi. Intuisce solo in parte, però, che il vero obiettivo da raggiungere non è riconquistare Nikki, ma acquisire una nuova consapevolezza. Il Lato Positivo del titolo italiano è il fine, non il mezzo necessario per raggiungere altro.  

La sfida per Pat sta nel rendersi conto che il suo lieto fine non consiste nel ricostruire la vita che aveva prima del crollo, ma nel concedersi la possibilità di crearne una nuova, in questo caso insieme a Tiffany, che si rende conto di amare. E nel capire che il vero significato di Excelsior non sta nel cambiare radicalmente ogni parte di sé, ma nell’imparare a conoscersi, a migliorarsi, ad accettarsi.

Il Lato Positivo ci insegna che solo accettando sé stessi, i propri sbagli, i propri errori e i propri crolli, solo smettendo di giudicare quelli degli altri e accettandoli, anche senza capirli del tutto, si può iniziare a guarire e a ricostruirsi.

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