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5 film horror che hanno cambiato per sempre il cinema horror

Chris è il protagonista di Scappa - Get Out

2) Halloween (1978)

Jamie Lee Curtis è la prima final girl della storia
Credits: IMDB

Non aprite quella porta di Tobe Hooper aveva portato sullo schermo un tipo di violenza più sporca, brutale e vicina all’incubo reale, trasformando l’orrore in un’esperienza fisica e disturbante.

Ma è con John Carpenter che il cinema horror trova una nuova grammatica della paura. Uscito nel 1978 con un budget ridotto e ambizioni apparentemente limitate, Halloween – La notte delle streghe inventa un modello narrativo destinato a dominare il genere per decenni.

Il film di Carpenter segna infatti la nascita dello slasher moderno, ma la sua importanza va ben oltre la semplice introduzione di un killer mascherato. La vera rivoluzione di Halloween è il modo in cui costruisce la tensione. Il terrore non nasce da ciò che viene mostrato, ma dalla sensazione costante che qualcosa stia osservando. La notte di Halloween del 1963, il giovane Michael Myers uccide la sorella maggiore Judith e viene internato in un ospedale psichiatrico. Quindici anni dopo riesce a fuggire e torna nella tranquilla cittadina di Haddonfield, dove inizia a perseguitare un gruppo di adolescenti, in particolare Laurie Strode, interpretata da Jamie Lee Curtis.

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Michael Myers non parla, non comunica, non possiede una motivazione facilmente comprensibile. Il dottor Loomis lo descrive come un essere privo di umanità, una presenza capace solo di incarnare il male. A differenza di molti antagonisti successivi, Michael Myers non cerca vendetta, non ha un passato tragico che giustifica le sue azioni e non possiede una personalità riconoscibile. È una forza che arriva dall’esterno, una minaccia che può comparire in qualsiasi momento. La sua maschera bianca e inespressiva diventa uno dei simboli più potenti della storia dell’horror. Un volto vuoto che permette allo spettatore di proiettare su di esso la propria paura.

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