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10 film horror per gli amanti del puro e semplice jumpscare

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Con il passare degli anni, il genere horror ha assunto caratteristiche sempre più variegate. Se pensiamo a La notte dei morti viventi, cult di Romero del 1968, ci rendiamo conto di quanto ormai l’orrore puro e semplice sia andato a farsi sostituire da prodotti che affrontano tematiche più diversificate. Prendiamo ad esempio i capolavori di Jordan Peele, quali Get Out o Noi: film di denuncia, prodotti che attraverso profonde metafore trattano di temi fortemente cari ai giorni nostri. Si tratta di un’altro tipo di paura, un terrore viscerale che proviamo quando ci imbattiamo in qualcosa che riconosciamo come terribilmente realistico. Oggi, invece, ci troviamo a parlare di quei film che, rimboccandosi le maniche, riescono a centrare l’obiettivo primo del genere horror: spaventare. Dobbiamo ammetterlo: ogni tanto abbiamo bisogno di sederci davanti alla televisione e immergerci in atmosfere cupe, trame spaventose e colpi di scena che ci fanno letteralmente saltare in aria dalla paura. Vediamo insieme i 10 film horror per gli amanti del puro e semplice jumpscare.

1) Lights Out

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Quanti di noi da piccoli avevano paura del buio? Beh, potete stare tranquilli: dopo la visione di questo film, avrete voglia di tenere le luci accese per almeno una settimana. Adattamento di un cortometraggio del 2013 e diretto dallo stesso regista David Sandberg, Lights Out porta in scena una storia abbastanza banale e riesce a renderla terrificante grazie ad un semplice elemento: l’oscurità. Una famiglia tormentata da demoni interiori si ritrova ad avere a che fare con un’entità che si manifesta solo al buio e, quando torna la luce, scompare. Il film gioca tutto il tempo con questa dualità e lo fa molto bene: ci ritroviamo sul bordo della poltrona con le mani sugli occhi e un’improvviso desiderio di accendere tutte le lampade del salotto. Jumpscare semplici ma assicurati, grazie a qualcosa di molto semplice: la paura di trovarci davanti qualcosa che prima non c’era.

2) The Visit

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Non me ne vogliano gli amanti di Shyamalan per non aver preso in considerazione i grandi capolavori del regista indiano (quali Il sesto senso e Signs): nonostante gli evidenti scivoloni degli ultimi anni, ho voluto includere in questa lista uno dei prodotti a mio parere più incisivi di tutta la sua filmografia, in grado di farci rabbrividire fino alle ossa. Girato in stile falso documentario, The Visit racconta la storia di Rebecca e Tyler, due ragazzini mandati dalla madre a passare una settimana di vacanza dai nonni. Nonni che i bambini non hanno mai visto, dati i cattivi rapporti tra questi e la madre. Nonni apparentemente adorabili ma che, fin da subito, si rivelano alquanto strani. Al fine di evitare spoiler mi limiterò a dire questo: i colpi di scena sono assicurati e il film è in grado di trasmettere una profonda angoscia allo spettatore. I jumpscare sono pochi ma decisamente incisivi e inaspettati. Nonna, che bocca grande che hai…

3) Paranormal Activity

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Bisogna fare una premessa: non ho inserito un film specifico della saga di Paranormal Activity perché non trovo alcuna differenza tra l’uno e gli altri. D’altra parte non state leggendo una classifica sui migliori film horror degli ultimi dieci anni, di conseguenza posso permettermi di parlare di questa saga. Il livello del prodotto in sé non è alto, né per quanto riguarda la regia ne parlando della recitazione, ma una cosa la si può dire: Paranormal Activity è un film horror che ti fa sobbalzare. Sarà per l’atmosfera, sarà perché lo spettatore guarda l’intero film dalle telecamere di casa dei protagonisti (e non c’è niente di più angosciante dell’osservare qualcuno attraverso uno schermo). Sarà perché il film è costruito in ogni suo aspetto per tenerci sulle spine, una cosa possiamo dirla: Paranormal Activity fa paura nel senso più semplice del termine.

4) Creep

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Legandoci al film precedente, citiamo un nome apparentemente poco conosciuto nel mondo del cinema, quello di Patrick Brice. Quest’ultimo, produttore di Paranormal Activity, nel 2014 dirige Creep, horror girato con la tecnica del found footage. Il film vede come protagonista lo stesso Brice nei panni di un videografo: egli viene ingaggiato da un uomo di nome Josef, malato di cancro terminale, il quale vuole essere ripreso nella sua vita quotidiana per un weekend per poter poi regalare il video al figlio che non potrà mai conoscere. Sembrerà un ossimoro, ma ci tengo a sottolinearlo: il film è esilarante. Lo spettatore si ritrova più volte a ridere durante la visione, fino a quando non succede qualcosa di talmente tanto agghiacciante da lasciarlo interdetto. Creep è un capolavoro profondamente disturbante di follia, jumpscare e angoscia. Soprattutto fa il suo dovere dall’inizio alla fine, spingendoci a rivalutare ancora una volta quel tipo un po’ inquietante del nostro quartiere che ci sorride da lontano e che ci spinge a cambiare strada quando lo incrociamo.

5) Scream

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Parliamo di un film horror cult a tutti gli effetti: la pellicola del 1996 diretta da Wes Craven e la famosa maschera di Ghostface sono entrati nell’immaginario collettivo, venendo poi riproposte in tutte le salse in diverse pellicole successive (la scena d’apertura di Scary Movie, per dirne una). Capace di mescolare l’orrore alla satira, Scream riunisce elementi tipici del genere horror a momenti di puro divertimento e punta tutto su un elemento vincente: l’imprevedibilità della prevedibilità. Lo spettatore si convince ogni volta di potersi aspettare un jumpscare che, invece, arriva quasi sempre in modo inaspettato, facendogli fare un bel salto sulla sedia. Merita la visione anche solo per l’opportunità di paragonarlo alle varie parodie fatte nel corso degli anni. Ricordiamocelo sempre: se inseguiti da un killer assetato di sangue, è consigliabile afferrare una banana per difendersi.

6) L’evocazione – The Conjuring

James Wan è una garanzia (quasi sempre) quando si parla di horror. Uscito nel 2013 e accolto positivamente dalla critica, The Conjuring si basa sulle storie della coppia di ricercatori Ed e Lorraine Warren e si guadagna a pieno merito il titolo di horror che fa paura (tra l’altro ispirato a una storia vera, pensa un po’). Il film nella sua interezza, dalla storia angosciante alla regia costruita per terrorizzare lo spettatore, sembra fatto ad hoc con un obiettivo preciso: disturbare. E’ interessante notare che per buona parte della visione tutto ciò che dovrebbe far paura viene solo percepito e, raramente, visto in modo diretto. Detto questo: giochiamo a battimani?

7) Insidious

Torna James Wan, torna Patrick Wilson (qui sicuramente più disturbante), tornano i bambini, tornano le presenze demoniache. Uscito nel 2010 e appartenente ad una saga più ampia, Insidious sembra apparentemente riproporre tutti i cliché propri del genere: il trasferimento in una nuova abitazione, il bambino posseduto, una famiglia che nasconde un segreto. Eppure il film riesce dove tanti hanno fallito e scombina più di una volta le carte, a partire dai jumpscare presenti: dal baby monitor che riproduce suoni anomali alle inquietanti fotografie che, se osservate bene, nascondono qualcosa di spaventoso, la componente più horror del film è ben riuscita. La trama, partita come banale, prende svolte inaspettate e più volte nel corso di film ci troviamo sorpresi e, soprattutto, turbati.

8) Sinister

Nel 2021 uno studio scientifico ha classificato Sinister al secondo posto tra i film più spaventosi di tutti i tempi, prendendo in esame la rilevazione del battito cardiaco e l’impatto che i jumpscare hanno sugli spettatori. Un motivo ci sarà. Scritta e diretta da Scott Derrickson, questa perla che è Sinister racconta la storia di Ellison Oswalt, un giornalista di cronaca nera: l’uomo decide di trasferirsi in una nuova casa, con moglie e figli annessi, teatro di un terribile omicidio avvenuto qualche anno prima e sul quale vorrebbe scrivere. Allegro, no? Beh, sia chiaro fin da subito: in Sinister non c’è niente di allegro, spensierato o felice. Non vi capiterà mai di incontrare quelle parentesi di ilarità che ci fanno tirare il fiato per qualche secondo: solo 105 minuti di puro terrore, ansia, morbosità e talvolta tristezza. Una passeggiata della salute, insomma.

9) The Woman in Black

Ci troviamo finalmente davanti ad un adattamento cinematografico: in questo caso si tratta del romanzo gotico “La donna in nero”, scritto da Susan Hill e pubblicato nel 1983. Nell’Inghilterra d’inizio novecento, un avvocato da poco rimasto vedovo (interpretato da un cupissimo Daniel Radcliffe) si trova costretto a lasciare il figlio piccolo e recarsi in un paesino sperduto per occuparsi dell’eredità della defunta Alice Drablow, proprietaria di una dimora su un’isola raggiungibile (che comodo pretesto di trama, aggiungerei) solo quando cala la marea. A essere gotico non è solo il romanzo, ma il film stesso in ogni sua componente: ogni cosa è cupa, buia, triste e vagamente inquietante. Senza entrare nel merito della qualità del prodotto, possiamo sicuramente dire che The Woman in Black fa paura forse più per la cornice a cui si appoggia che per la trama o per un utilizzo sapiente dei jumpscare (che sono comunque incisivi, quando usati bene). Consigliato a tutti gli appassionati del tetro. E di Daniel, ovviamente.

10) The Babadook

Chiudiamo questa lista nel migliore dei modi e parliamo di Babadook, uscito nel 2014 e diretto dall’australiana Jennifer Kent. Ambientato nella città di Adelaide, il film ha come protagonista Amelia, vedova e madre di un figlio di sei anni, Sam. Il bambino è a dir poco problematico e ossessionato dalla paura che “i mostri” perseguitino lui e la madre, con la quale ha un legame molto stretto. Quando si parla di capolavori firmati da registe donne, non si può non parlare di Babadook: forse il film non fa paura nel senso più stretto del termine, ma riesce a strisciare sotto pelle e ad angosciare chi lo guarda dall’inizio alla fine. Trattando anche di tematiche importanti, quali la depressione, la paranoia e l’amore di una madre, Babadook ci accompagna dentro un terribile viaggio nella psiche umana e ci ricorda quanto si è disposti a fare per proteggere chi si ama. Non preoccupatevi, fa paura. Così tanto che non riuscirete più a guardare i libri per bambini con gli stessi occhi.

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