5. La separazione dei bene, la pazienza di Molly

Parliamo, infine, di Molly. La novella spettatrice ingenua deve ragionare molto sul personaggio di Molly, perché è meno immediato e meno brutalmente inserito. Ma quando finalmente comincia a conoscerlo, la novella spettatrice ingenua sa che dovrà correre più forte di Lester Nygaard se vuole raggiungerla. Molly, nella prima stagione di Fargo, rappresenta la resilienza ma anche l’austerità. È la detective che indaga sul caso della morte della moglie di Nygaard e che nessuno sembra ascoltare. Solo perché ha (ovviamente) ragione su tutto. E allora la novella spettatrice ingenua finalmente trova qualcuno di “buono” in cui riconoscersi davvero, qualcuno che sappia cosa è giusto e cosa è sbagliato. Molly, in Fargo, è la linea di demarcazione tra la vittoria del male (la prima parte della stagione) e la vittoria del bene, in finale. Hawley sembra dare a tutti ciò che spetta loro, prima fa vincere il maligno e poi gli fa arrivare addosso le conseguenze. E Molly incarnerà perfettamente quel perno che inverte la rotta. Dopo essersi rivista in Lester, la novella spettatrice ingenua può finalmente respirare e tornare dalla parte giusta. Può senza dubbio tornare a riconoscersi nella persona per bene che è, o che almeno crede di essere. Certo dopo Fargo non è più tanto sicura, i fratelli Cohen (in qualche modo indiretto) ci sono riusciti di nuovo.





