3. L’ironia dei fratelli Coen non viene mai tradita

Come si diceva, la novella spettatrice ingenua si porta dietro la presunzione di affermare che poteva bastarle il film dei fratelli Cohen, per conoscere Fargo e l’universo che gli gira intorno. Niente di più sbagliato, adesso lo sa. Ma da brava cinefila anche un po’ snob (più di quanto vorrebbe) apprezza il richiamo continuo che la serie Fargo fa al film in questione, da cui tra solo ispirazione e mai i veri dettagli della trama. E quindi la sola vista di Billy Bob Thornton, tanto caro ai Cohen, e di tutta quella bella violenza gratuita, la gratificano. Non perché abbia mire perverse, sia chiaro; per il semplice fatto che la serie Fargo abbia quella parvenza cinematografica di cui pare andare tanto orgogliosa. Vedendo la prima stagione, infatti, si nota subito come i registi di riferimento non si tradiscano, ma anzi si utilizzino come metro di paragone. Soprattutto nell’uso di una certa sferzante ironia e di una narrazione improntata su personaggi perlopiù bizzarri, che si relazionano molto spesso ad un mondo quasi più bizzarro di loro. Insomma, la novella spettatrice ingenua della prima stagione di Fargo, apprezza l’impronta cinematografica, soprattutto perché può notarla e far notare agli altri che l’ha notata.







