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Fallout 2×03 – La Recensione

ATTENZIONE! La recensione contiene SPOILER del terzo episodio della seconda stagione di Fallout.

“La fine del mondo è un prodotto. E a chi di noi riuscirà a sfruttare questa cosa si prospetta un futuro radioso.

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Le aride e inospitali Wastelands di Fallout non sono posto per pigri e scansafatiche. Contrariamente agli abitanti del Vault che vivono nella bambagia, ignari dei pericoli oltre le loro casette antiatomiche, chi è rimasto nelle lande ha dovuto trovare un modo per sopravvivere. Tra chi si è lasciato ispirare dalla storia romana e chi, invece, si è unito in fazioni oppositive. E poi ci sono i ghoul, i rangers, i reietti, tutti ingranaggi di una catena di montaggio che tenta di funzionare in una realtà al collasso.

Proprio su questi ultimi si apre il terzo episodio della seconda stagione (disponibile su Prime Video). Diligenti e piccoli ghoul che lavorano in una fabbrica di bibite sotto il comando di Thaddeus. Il povero Thaddeus che nella scorsa stagione si era a sua volta appena trasformato in non morto. Abbandonata la fratellanza, il ragazzo sembra essersi messo in proprio.

La Legione

Chi non se la passa affatto bene è la nostra Lucy MacLean. Dopo aver abbandonato il Ghoul e aiutato una ragazza (per niente sospetta), Lucy viene catturata dalla Legione e portata al cospetto di Lacerate Legate, un personaggio creato appositamente per questa seconda stagione e interpretato da Macaulay Culkin. Di fronte ai membri più illustri della fazione belligerante due cose sono immediatamente chiare. La prima è che la Legione non ha la minima conoscenza di storia romana. La seconda è che hanno serissimi problemi di comunicazione. Una lotta intestina per il titolo di Caesar ha diviso la Legione in due, separati da una barricata e dal cadavere del vecchio imperatore in decomposizione.

“But “good” is not even a meaningful vector in history. Only strenght”

The New California Republic

La crociata personale del Ghoul nel presente si intreccia inevitabilmente con i ricordi una vita passata che apparteneva all’uomo che era. E che abbiamo intravisto di nuovo nel primo episodio di Fallout (qui la nostra recensione). Per proteggere la figlia e tentare di fermare i piani della Vault-Tech, Cooper si avventura in territorio ostile attirando le indesiderate attenzioni di Robert House. Sembra proprio che quest’uomo non solo sia il più ricco e potente al mondo, ma anche il più pericolo. Quattro passi avanti a Howard, Robert minaccia l’ex stella del cinema invitandolo velatamente a non impicciarsi nei suoi affari.

Nel presente, il Ghoul riesce a rintracciare Lucy e a escogitare un piano per liberarla. In cerca della NCR, fazione rivale della Legione, il Ghoul incontra un vecchio amico robotico, Vincent, che lo informa della scaramuccia costante tra i due gruppi e del fatto che la NCR non si veda ormai in giro da parecchio tempo. Al suo posto, invece, nei paraggi hanno preso sede i Ranger. E per chi non conoscesse a fondo la lore di questa fazione nella saga videoludica, un piccolo excursus è d’obbligo.

Lucy tra i soldati della Legione nella seconda stagione di Fallout
Credits: Prime Video

Nel mondo di Fallout i Ranger non sono semplicemente una fazione armata tra le tante.

Sono una delle poche risposte credibili alla domanda che attraversa tutta la saga, ovvero se sia ancora possibile parlare di ordine, responsabilità e giustizia dopo la fine del mondo. In un universo narrativo dove quasi tutto è deformato dall’eccesso, dalla satira o dalla violenza fine a sé stessa, i Ranger restano sorprendentemente sobri. Ed è proprio questa sobrietà a renderli così importanti. Le loro origini affondano nel mito storico dei Texas Rangers prebellici, una forza di polizia di frontiera nata per operare in territori instabili, vasti e spesso dimenticati dal potere centrale. Dopo la Grande Guerra nucleare, quell’idea non scompare, ma sopravvive in piccoli gruppi di uomini e donne che continuano a pattugliare il deserto. Da qui nascono i Desert Ranger, figure quasi leggendarie nel Mojave, operative ben prima dell’espansione della New California Republic.

I Desert Ranger rappresentano una fase “pre-statale” della civiltà post-apocalittica. Agiscono da soli o in piccoli nuclei, prendono decisioni autonome, rispondono direttamente alle comunità che proteggono. Non sono eletti né ufficialmente investiti di autorità, ma il loro potere nasce dal consenso. L’incontro tra i Desert Ranger e la New California Republic è uno dei momenti più interessanti della lore di Fallout. L’accordo che porta all’assorbimento dei Ranger all’interno dell’NCR non è una vittoria morale, ma un compromesso necessario. I Ranger ottengono risorse, uomini e continuità, mentre l’NCR ottiene una forza d’élite capace di operare dove l’esercito regolare fallisce.

Nel videogioco Fallout: New Vegas gli NCR Ranger emergono come l’elemento più competente e affidabile dell’apparato militare repubblicano.

Dove l’NCR è lenta, burocratica e spesso miope, i Ranger sono rapidi, pragmatici e disillusi. Molti di loro vedono chiaramente i limiti dello Stato che servono, ma continuano a farlo perché l’alternativa è peggiore. Tra le alture nel deserto, il Ghoul trova dunque due Ranger sopravvissuti agli attacchi della Legione e tagliati fuori dal loro battaglione. Nonostante i trascorsi che sembrano legarlo alla NFC e la promessa di una ricarica di fiale, il Ghoul si rifiuta tuttavia di aiutarli. Ormai completamente disilluso e cinico, il personaggio si conferma lo sguardo più oggettivo sugli eventi di Fallout. Da uomo a mostro, da padre ad assassino, da volto di punta della Vault-Tech a cacciatore di taglie assetato di vendetta.

“Aint’ nobody coming, cause ain’t nobody left”

In un twist da vero infame, il Ghoul sembrerebbe vendere il nascondiglio dei due Ranger in cambio di Lucy. Come è possibile conciliare l’immagine di questa creatura distrutta dalle radiazioni con quella di un uomo che, nel passato, ha davvero lottato per la sua famiglia e per fare la cosa giusta? Un veterano di guerra elogiato dagli amici e dai compagni, un marito affettuoso, un padre dedito. Cosa è rimasto di quell’uomo sotto le pustole e la carne marcescente? La risposta è un’esplosione che distrugge l’accampamento della Legione, ponendo fine allo stato di impasse tra i due gruppi intestini rivali.

Walton Goggins nella seconda stagione di Fallout
Credits: Prime Video

La Fratellanza

All’interno della Fratellanza, l’arrivo del paladino del Commonwealth intacca l’alleanza appena formatasi. Non tutte le fazioni sono infatti accomunate dall’idealismo religioso che professa Quintus. Una fede di nobili origini solo per mascherare un egoismo puramente umano. Il leader dello Yosemite non abbocca all’amo e chiede che la Fusione Fredda venga consegnata al Commonwealth. Maximus, spinto realmente dalle più ingenue e devote intenzione, si propone di uccidere il paladino Xander per porre fine al dilemma. Ignaro ovviamente della manovre politiche che spingono i burattinai attorno a lui. Maximus è quel personaggio che non riesci a odiare, ma a cui non puoi neppure affezionarti del tutto. La sua cieca fedeltà alla Fratellanza va di pari passo con una stupidità che gli permette davvero a stento di sopravvivere nelle Wastelands di Fallout.

Basta pochissimo, d’altronde, per farsi convincere dai discorsi imbellettati di patriottismo spicciolo di Xander. Insieme si dirigono alla sede abbandonata della NFC dove prendono a calci nel deretano il povero Victor. Sulle note dell’inno americano, si capisce. I due scoprono inoltre la fabbrica di bottiglie e i piccoli ghoul dell’incipit. Poco prima che Xander possa aprire il fuoco sui bambini, Maximus si ricorda finalmente del proprio libero arbitrio e lo uccide sul colpo. Diciamo quindi già addio a Kumail Nanjiani, sopravvissuto giusto il tempo di una puntata, e il cui compito è forse stato quello di aprire finalmente gli occhi di Maximus.

Ogni fazione in Fallout ha una ideologia molto chiara.

Agisce per motti, miti e morali ferree. Tutto è bianco o nero. Seguendo il Codex non sono ammesse interpretazioni o deviazioni dal percorso prestabilito. E questo perché, anche in un mondo postapocalittico, la ricerca di un ordine e di una gerarchia è l’unica costante che permetta all’essere umano di raccapezzarsi. Proprio in un universo così netto, i tre protagonisti risultano ancor più degli outsider. Ognuno poi per motivi diametralmente opposti. Laddove Lucy è una altruista convinta, il Ghoul conosce fin troppo bene il male minore. Maximus possiede una fede cieca nel suo comandante, ma è lacerato da dubbi che ne stanno minando le fondamenta. In tutto il bianco e nero di Fallout dunque, Lucy, Howard e Maximus rappresentano sfumature di grigio che scuotono le fondamenta della nuova società.