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Come finisce Dragon Ball Super

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Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler sul finale di Dragon Ball Super

Chi non ha mai visto Dragon Ball? L’adattamento televisivo del Manga di Akira Toriyama ha segnato l’infanzia e l’adolescenza di un numero indescrivibile di persone.
Ed è anche per questo che, quando il 5 luglio 2015 è stato trasmesso in Giappone il primo episodio di Dragon Ball Super, l’interesse del mondo si è focalizzato verso quella direzione.

In attesa di una prossima mossa della Toei Animation riguardo la serie, noi di Hall of Series vogliamo rinfrescarvi la memoria sul come Dragon Ball Super ci aveva lasciati col suo finale. Anche perché, se l’anime è stato interrotto ormai più di due anni fa in Giappone, il manga ha continuato a sfornare capitoli che fanno presagire a nuovi episodi anche se non in questo 2020.

Alla scoperta di Dragon Ball Super

Le idee alla base della trama di questa nuova rinascita di Dragon Ball furono principalmente due: le divinità e il multiverso.

Per il primo argomento avevamo già avuto una presentazione con il film “Dragon Ball Z – La battaglia degli Dei”, poi adattato nella prima saga dell’anime.
Beerus, Dio della Distruzione dell’universo dei nostri protagonisti, è accompagnato dall’angelo Whis. I due vagano di pianeta in pianeta, cercando soddisfazioni culinarie per Beerus, ed eliminando i mondi che non riescono a sfamarlo a dovere. Un’idea molto leggera e poco approfondita che gettò le basi per gli argomenti successivamente trattati dalla serie.

Perché grazie a un diverbio tra Beerus e suo fratello Champa, veniamo a conoscenza che quello dove vivono Goku e i suoi compagni è solo uno dei dodici universi esistenti, il settimo per la precisione.
Dragon Ball Super aprì quindi il suo mondo al multiverso, argomento molto contemporaneo e trattato da svariati prodotti televisivi intorno a quel periodo. Nulla di rivoluzionario o mai visto, ma di sicuro uno spunto che l’anime sfruttò a dovere.

Dopo un’assaggio di un piccolo torneo tra gli universi di Beerus e Champa (rispettivamente settimo e sesto) in una battaglia cinque contro cinque, e una saga in cui i nostri protagonisti incontreranno ancora una volta il Trunks del futuro per risolvere una nuova minaccia nella sua linea temporale, Dragon Ball Super uscì il colpo da novanta: Il Torneo del Potere.

Il finale

Dragon Ball Super

L’idea per l’ultima saga di Dragon Ball Super fu un progetto estremamente ambizioso: i due Zeno (creature al capo del Multiverso) istituirono un torneo tra gli otto universi più deboli tra i dodici esistenti.
Dieci combattenti per universo, che si dovranno sfidare in una Battle Royal di dimensioni inaudite, dove il vincitore avrà diritto a esprimere un desiderio con le Super Sfere del Drago, mentre gli altri sette universi sconfitti verranno completamente cancellati.

Lo schieramento dei protagonisti è composto da Goku, Vegeta, Junior, Gohan, Crilin, Tenshinhan, il maestro Muten, C-18, C-17 e un inaspettato Freezer (che già avevamo visto risorgere durante una saga precedente, e venir ucciso da Goku).

Fin dai primi momenti l’anime ti fa capire chi è il grande avversario da battere: Jiren, il guerriero migliore dell’undicesimo universo, di cui Goku aveva già sfidato Toppo in una sfida amichevole.

Dragon Ball Super

Le puntate dell’anime proseguono con una vera e propria Battle Royal: chi viene gettato fuori dal ring che fluttua nello spazio, viene eliminato e finisce sugli spalti. Quando un universo perde tutti e 10 i suoi combattenti, viene cancellato definitivamente.

I parallelismi coi primi tornei Tenkaichi si sprecano, e col passare del tempo il ring inizia a svuotarsi. Anche se lo scontro principale, quello atteso da tutti, arriva inaspettatamente anzitempo: Goku contro Jiren.

I due sono protagonisti di un doppio episodio dove Goku assorbirà per errore l’energia di una Genkidama, sbloccando una nuova trasformazione: l’Ultra Istinto. Questa nuova forma, che permette al corpo di agire più velocemente del pensiero, è però incompleta come detto da Whis, e nonostante l’enorme potenziamento, Goku non riesce a sconfiggere Jiren e perde le energie.

Sarà un’inaspettato Freezer, per rendere il favore fatto su Nameec, a ridare energia a Goku nella speranza che riesca a battere Jiren per non essere eliminato lui stesso.
Il torneo prosegue con le più svariate eliminazioni, compreso Hit: rivale di Goku del sesto universo che viene gettato fuori da Jiren senza alcuna difficoltà.

Dopo svariate eliminazioni e cancellazioni di ben sei universi per mano del Daishinkhan, angelo accompagnatore di Zeno e padre dei vari angeli dei dodici universi, si arriva a uno scontro tra due schieramenti: universo sette composto da Gohan, Vegeta, Goku, Freezer e C-17 contro universo undici composto da Toppo, Dyspo e Jiren.

Gohan si sacrificherà per eliminare Dyspo, mentre Vegeta riuscirà a sbloccare un nuovo potenziamento per far fuori Toppo, salvo poi essere gettato fuori da Jiren.

In un moto di rabbia Goku riuscirà a perfezionare l’Ultra Istinto, mettendo al tappeto Jiren fino a che il suo corpo non rigetta la trasformazione per l’eccessivo potere. In uno scontro tre contro uno, Freezer, Goku e C-17 si alleeranno contro Jiren, con il Saiyan e il demone del freddo che si getteranno fuori per portare con sé il nemico e far vincere il torneo all’universo.

Con il desiderio concessogli dagli Zeno, C-17 chiederà di far resuscitare tutti gli universi cancellati, riportando la pace nel multiverso e salvando anche il proprio. In quanto veniamo a scoprire che il desiderio concesso era un tranello, e qualsiasi richiesta differente dalla resuscitazione degli altri avrebbe dimostrato un cuore impuro, e avrebbe portato alla cancellazione anche dell’universo vincitore.

Arriviamo quindi al vero finale: tutti sulla Terra a festeggiare e mangiare insieme, fino al battibecco che porta Goku e Vegeta a sfidarsi. I due si sposteranno tra le montagne in un rimando al loro primo scontro in Z, con le stesse pose di battaglia. Goku ci racconta che non riesce più a usare l’Ultra Istinto dopo il torneo, e lui e Vegeta iniziano a combattere per migliorarsi ancora.

In Italia

Dragon Ball Super

La serie è stata trasmessa in Italia dal 23 dicembre 2016 al 29 settembre 2019 su Italia 1.

I fan di vecchia data hanno inoltre dovuto abituarsi a due nuove voci per i nostri personaggi. Il primo è quello di Piccolo/Junior, doppiato da sempre da Alberto Oliviero, che ha lasciato il ruolo dal trentesimo episodio in poi a Luca Ghignone.

Ma il cambiamento più radicale è stato quello per il protagonista. La voce italiana di Goku apparteneva a Paolo Torrisi (Maurizio Torresan all’anagrafe) che è venuto a mancare il 7 dicembre 2005. In sostituzione sua, la Mediaset scelse Claudio Moneta (famoso per aver doppiato soprattutto Barney in How I Met Your Mother.

La serie completa attualmente non si trova su alcuna piattaforma legale in Italia. Alcuni episodi vennero caricati sull’applicazione di Boing, noto canale Mediaset, ma man mano che questi venivano aggiunti, l’app eliminava i video precedenti.

Il manga

Il Torneo del Potere è stato il punto di arrivo per l’anime, ma il manga di Dragon Ball Super non si è fermato lì. La storia di Goku, Vegeta, e il resto del gruppo ha trovato un nuovo cattivo nell’universo e nuove minacce da affrontare che già in Z erano state preparate con piccoli indizi.

Vedrete tornare vecchie conoscenze ed esplorare più a fondo avvenimenti accaduti durante il Torneo del Potere. I nostri due protagonisti dovranno addirittura scambiarsi i ruoli per un po’ per provare a superare sé stessi e diventare migliori combattenti per questa nuova sfida.
La prima saga inedita del manga è ancora in atto, e pare ben lontana dal concludersi, quindi le sorprese non mancheranno dato come si è messa la situazione.

Non vogliamo fare spoiler per chi non ha letto il Manga, ma possiamo dire che il contenuto da adattare è assolutamente invitante.

Dragon Ball Super: Broly

La Toei Animation non è rimasta con le mani in mano mentre il manga proseguiva. A sei mesi dalla fine dell’anime, in Giappone è stato distribuito il nuovo lungometraggio su Dragon Ball, e il primo basato su Super. Il titolo, abbastanza esplicativo, fa capire che il film è incentrato su Broly, personaggio già apparso in altri tre film del franchise.

Il Broly che appare in questo film è un vero e proprio reboot del personaggio, finalmente diventato canonico dato che le vicende del lungometraggio sono state citate nella nuova saga del manda di Dragon Ball Super.

Il film è ambientato anch’esso dopo il Torneo del Potere, e vede i nostri protagonisti affrontare la nuova minaccia del Super Saiyan Leggendario tirando fuori una vecchia conoscenza che gli spettatori gradiranno molto.

Il futuro

Più di due anni fa, l’intero cast dietro a Dragon Ball Super faceva girare questa foto per ringraziare i fan e annunciare la fine del doppiaggio della serie.

Come già detto prima, la Toei Animation pare intenzionata a lavorare a un’adattamento del manga di Dragon Ball Super, ma non è un progetto che inizierà a breve.
La casa di produzione pare abbia in coda altre idee più urgenti, e nulla è trapelato da Toriyama o Toyotaro, attualmente dietro al Manga stesso.

Le idee più sicure rimangono comunque due: un adattamento sia del manga, sia dell’ultimo lungometraggio su Broly come già fu fatto con Beerus e Golden Freezer. Ma fino ad annunci ufficiali, si può solo lavorare di fantasia.

I fan di Dragon Ball quindi dovranno attendere ancora altri mesi, se non forse anni, per vedere tornare i nostri eroi sul piccolo schermo, ma siamo fiduciosi che ne varrà la pena.

Written by Luca Siracusa

20 anni anagrafici, 80 percepiti. Sguardo critico ai tecnicismi e cuore di pietra; se qualcosa ha fatto piangere me, farà sicuramente crollare voi! Il membro del cast più anziano è quasi sicuramente il mio preferito, se interpreta un ruolo politicamente scorretto ancora di più.
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