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5 spin-off di Dragon Ball che vedremmo ora molto volentieri

dragon ball

Era il 1984 quando, per la prima volta, nel giornale Shueisha shonen manga magazine arrivò il primo volume di Dragon Ball nelle fumetterie giapponesi.

Scritto e illustrato dal genio di Akira Toriyama, la storia con protagonista Goku divenne ben presto un successo globale tanto da arrivare, negli anni successivi, anche in Italia.
Oltre trent’anni dopo, Dragon Ball è ancora sulla cresta dell’onda amato da milioni e milioni di fans e pronto a fare il proprio ritorno nel grande schermo con il ventunesimo film della saga, intitolato Dragon Ball Super: Super Heroes, in arrivo tra poche settimane.

Dagli scaffali delle edicole alle televisioni di tutto il mondo, l’universo creativo si è espanso sempre di più: nei decenni abbiamo visto l’evoluzione di Goku e della serie di Dragon Ball: passando per Dragon Ball Z fino a “Super“, senza dimenticare il controverso “Gt“. Ogni arco narrativo aveva la propria storia da raccontare, i propri personaggi e i proprio momenti iconici, istantanee rimaste per sempre impresse nella memoria di tutti gli appassionati.
Solo l’immaginazione è ormai l’unico limite presente nella saga, l’inserimento di cosi tanti guerrieri e cosi tanti eventi ha favorito un continuo puntare verso l’alto, verso il prossimo livello di potenza o la prossima trasformazione.

La verticalità di Dragon Ball non lascia spazio ad approfondimenti o riflessioni, per questo sarebbe necessario puntellare la narrazione con degli adeguati spin-off per evitare che attorno al classico protagonista ci sia un anonimato preoccupante.

Ecco a voi 5 spin-off di Dragon Ball che vedremmo ora molto volentieri!

1) La storia di Beerus

Iniziamo dalla fine, ossia da Dragon Ball Super. Uscito nel 2015 e a livello temporale situato dopo la saga di Majin Bu, catapulta Goku e i suoi amici a un livello totalmente diverso dal precedente, introducendo nuovi nemici, divinità, e multiversi.

La grande novità, tra ricordi storici e nostalgia, è proprio la presenza di Beerus, dio della distruzione dell’universo 7 e personaggio incredibilmente interessante oltre che ilare.

In perfetto stile antieroe, di Beerus sappiamo davvero poco: non abbiamo idea di come sia diventato un dio della distruzione e, precisamente, la sua storia. Quello che sappiamo è che, da nemico, diventa ben presto parte della compagnia terrestre, mentore e istruttore di Goku e Vegeta in un mondo sempre più pericoloso.
Si inserisce alla perfezione per via del suo carattere insolito: taciturno, serio e allo stesso tempo innamorato del cibo terrestre e goffo. Riesce, nella testa di Toriyama, a mettere un limite alle continue evoluzioni e livelli di potenza che caratterizzano cosi tanto l’universo di Dragon Ball.

Tantissime domande rimangono però sulla sua figura e pochissime risposte sono state date a riguardo, un film potrebbe risolvere la questione incentrando il focus sulla strada per diventare un dio della distruzione, raccontare la presenza di Whis come Angelo al proprio fianco e mettere in chiaro un concetto soltanto accennato dall’anime, ossia l’ordine delle divinità all’interno del multiverso di Dragon Ball con conseguente spiegazione della presenza di Zeno, capo unico di tutto il multiverso e oggetto misterioso per i fan.
La carne al fuoco di certo non manca e da tempo la community aspetta.

2) Il mondo “futuro” di Trunks

Lo abbiamo intravisto più di una volta ma mai con continuità.
La saga degli androidi è stata la prima occasione per sentir parlare di “futuro”, di una timeline apparentemente compromessa e, di fatto, diventata diversa da quella che conosciamo noi.
La terra del futuro è sull’orlo della distruzione e il solo Trunks, figlio di Vegeta, è rimasto a combattere contro i letali androidi una guerra che non potrà mai vincere da solo.
La scelta di tornare indietro nel passato e cambiare il corso del tempo è stata una soluzione inedita ma funzionale che ha trovato l’apprezzamento plebiscitario di tutti.

Il Trunks proveniente dal futuro è uno dei grandi successi del franchise e, la sua storia malinconica e piena di sofferenza, una piccola perla rimasta impressa in tutti i fan.
Unico Sayan rimasto, con il peso del mondo sulle sue spalle e sempre costretto a effettuare scelte difficili, decide di salvare il passato per non avere altre linee temporali ridotte alla distruzione come la sua.
E’ il secondo Super Sayan che vediamo ufficialmente e, a distanza di più di 20 anni dalla sua prima apparizione, lo ritroviamo in Dragon Ball Super; questa volta per chiedere aiuto nel suo futuro.

La saga di Zamasu è davvero intensa, emotiva e con una conclusione che lascia spazio a tantissima immaginazione, il posto ideale per inserire uno spin-off.

Con la distruzione ufficiale della sua timeline per via di Zeno, il suo “ritorno al futuro” è un salto nel vuoto di cui non ci è stato raccontato assolutamente nulla.
Chi ci sarà al suo arrivo? Sarà ancora l’unico eroe rimasto? E se, come visto nei videogiochi, iniziasse il suo lavoro di pattuglia del tempo?
Un guizzo simile potrebbe dare ulteriore vervè al personaggio e permetterci di vivere altre avventure al suo fianco.

3) Jiren, il guerriero più forte del multiverso

Dragon Ball Super

Sulla carta il guerriero più forte del multiverso, in pratica una figura misteriosa di cui abbiamo frammenti sparsi.

Dragon Ball Super ha avuto la sagacia di allargare in maniera massiccia tutto l’ecosistema della serie e, con l’inserimento di numerosi universi, approssimare il tutto per non sovraccaricare di informazioni il pubblico.
Per colpa di questa scelta, del taciturno Jiren si sa praticamente nulla; solo con il passare del torneo del potere riusciamo effettivamente a scoprire di più della sua personalità e della sua storia, sempre purtroppo in maniera superficiale.

Proveniente dall’universo 11 e con un passato complicato, Jiren si dimostra essere di gran lunga il più forte guerriero presente, superando anche Goku al massimo della sua potenza in versione Ultra istinto.
Sappiamo di lui che, sin dalla perdita dei genitori, si è concentrato solamente sulla ricerca di forza pura circondandosi di persone da lui considerate abili ma non siamo a conoscenza del suo metodo di allenamento e delle sfide che ha dovuto superare per ottenere tale potere.
Considera la forza pura l’unico vero metodo di giustizia e ripudia ogni tipo di emozione, è di fatto un eroe nel proprio universo, seppur traviato dal proprio passato.
La mancanza di una spina dorsale adeguata a questo personaggio in termine di chiarezza può diventare di colpo una occasione per un arco narrativo inedito e non incentrato solamente su Goku.
Che sia un viaggio nella propria giovinezza, o un incrocio ulteriore post fine del torneo del potere con i guerrieri a noi cari, Jiren merita di ricevere attenzioni corpose.
Un esempio di come potrebbe essere sviluppato? Simile alla storia di Nagato in Naruto Shippuden, con tutte le dovute differenze.

4) Freezer: dio della distruzione

Non esisterebbero gli eroi se non ci fossero i cattivi e Freezer è il migliore di quest’ultimi, c’è poco da dire.
Visto per la prima volta in Z, è stato la causa scatenante della nascita del Super Sayan e, tutt’ora, resta il miglior antagonista della storia scritta da Toriyama.
In Super lo abbiamo iniziato ad apprezzare davvero, a conoscere qualcosa di più della sua figura e alla fine lo abbiamo visto elevarsi allo stesso livello di Goku, in un epilogo della serie davvero simbolico, come bilancia perfetta. Acerrimi nemici divenuti compagni nel momento decisivo, chi lo avrebbe mai detto!

Il ritorno di Freezer ha già avuto un film dedicato, oltre che un ruolo piuttosto importante in altri ma i fan non possono fare a meno della sua presenza ormai.
Ci sarebbero modi per gestire un personaggio simile, non per forza sfruttando l’effetto nostalgia tanto caro agli scrittori ma piuttosto osando un’ultima scommessa, un all-in furioso.
Ormai a una potenza tale da essere uno dei più forti del multiverso, potrebbe genuinamente pensare in grande e ambire al ruolo di dio della distruzione, spodestando Beerus.
Abbiamo avuto un accenno del proprio allenamento nel controllare le potentissime sfere distruttive e non sarebbe affatto insolito vederlo prossimo al diventare una vera e propria divinità, superando Beerus stesso.

Quando si riesce a costruire un villain perfetto e funzionale come lui, costruirgli attorno uno spin-off credibile diventa un gioco da ragazzi.
Da nemesi a eroe, abbiamo visto tantissime sfaccettature di Freezer, perché non concludere la sua storia con un ultimo e ambizioso obiettivo?

5) Dragon Ball Heroes

Concludiamo infine con uno spin-off che da anni è già in onda e serve principalmente da opera commerciale.
Dragon Ball Heroes è una serie a cadenza mensile che riparte direttamente dopo la fine del torneo del potere e straccia a proprio modo i classici limiti imposti nel passato.

Una storia che non brilla sicuramente per profondità o idee geniali ma che si presenta come un display vero e proprio di animazioni, evoluzioni e personaggi inaspettati.
Dragon Ball Heroes, essendo decisamente non canon, si prende la briga di stropicciare ogni timeline vista, aggiustandola a propria immagine e somiglianza giocando con il tempo spesso in maniera confusionaria.

Se non vi basta un solo Goku, Heroes vi accontenta mischiando con assoluta tranquillità il Goku di Dragon Ball Gt e giustificandolo come un “poliziotto del tempo”. Per una serie che serve semplicemente da tappabuchi, quale modo migliore che inserire nel mix tutti i personaggi più amati del passato: da Broly fino a Cell, ritorno di Zamasu incluso.
Dragon Ball Heroes non ne dimentica uno e, nonostante non sia in alcun modo un capolavoro, può diventare in gran fretta il proprio guilty pleasure, un “what if” di puro divertimento, poco senso e animazioni ben fatte.

Avviso ai naviganti: non cercate di capirci troppo a riguardo e godetevelo per quello che è, ossia 10/15 minuti di pura follia e fan service.

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