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10 motivi per cui vorremmo essere Doraemon

#2 Per sgridare ripetutamente quel tontolone di Nobita

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Eh si, Nobita sarebbe un problema. Potremmo essere chiunque, in qualsiasi parte del mondo vogliamo, ma ci sarebbe sempre e comunque il problema Nobita. Dove lasciarlo? Con chi? Siamo sicuri che poi senza il suo Doraemon non si metta nei guai?
Allora forse sarebbe meglio lasciar perdere l’idea di abbandonarlo, d’altronde ormai abbiamo instaurato un certo rapporto con quell’essere umano un po’ tontolone.
Rinunciamo ad alcuni nostri desideri per lui, ma nulla vieta di toglierci qualche soddisfazione e sgridarlo ripetutamente e come si deve tutte le volte che si mette in guai grossi… cioè sempre.

#3 Far arrestare Gian e Suneo

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Archiviato il problema Nobita, bisognerebbe ora pensare a quei due. Gian e Suneo, Gianni e Pinotto. Uno disegnato a cerchi e l’altro con strani, stranissimi occhi.
Non so voi, ma nella maggior parte delle puntate io avrei voluto farli sparire. Non dimentichiamoci che si tratta pur sempre di un cartone animato per bambini (in teoria) e quindi è necessario trovare un modo semplice, istruttivo e non troppo violento per spiegare il termine sparire.
A questo punto non resta che farli arrestare, con l’accusa fin troppo azzeccata di bullismo e istigazione alla violenza. In questo modo daremmo anche una bella lezione di vita ai bambini sulle conseguenze del bullismo.

#4 Usare uno dei ciusky per trasferirci in un’affascinante isola tropicale abbandonando Nobita al suo destino, dopo aver eliminato (in senso buono, naturalmente) Gian e Suneo

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Bene, abbiamo riportato la stabilità e la quiete nella vita di Nobita, adesso è ora che cominci a vivere in maniera autonoma. È pur vero che Doraemon è stato affiancato a Nobita dal suo pronipote, infatti da grande si rivelerà essere un poco di buono. Così il nipotino, viaggiando indietro nel tempo, decide di dargli la possibilità di cambiare il suo destino grazie appunto, al testolone di Doraemon.
Ma questo povero gatto dopo un po’ di tempo avrà anche bisogno di una vacanza.

Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

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