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5 documentari sulle truffe da vedere su Netflix

Il brivido del rischio piace a tutti, ancora di più se è possibile vederlo in televisione senza correre troppi pericoli. Per questo eravamo tutti incollati allo schermo a seguire la rocambolesca avventura di Frank Abagnale ai tempi di Prova a prendermi. O ancora un anno prima, chi non ha tifato per l’affascinante George Clooney in Ocean’s Eleven? La verità è che non è solo intrattenimento, ma ci sono anche altri lati interessanti: ci permette di studiare la mente umana da vicino, e fino a dove è in grado di spingersi. Oggi vi proponiamo 5 documentari Netflix sulle truffe assolutamente da vedere. Sempre a distanza di sicurezza.

1) Bad Vegan

Documentari Netflix
Bad Vegan (640×360)

Bad Vegan, docu-serie uscita su Netflix nel 2022, racconta la storia vera di Sarma Melngailis, protagonista assoluta nel mondo della cucina crudista a New York all’inizio del nuovo millennio: ristoratrice di successo e proprietaria del celebre “Pure Food & Wine”, la donna finì coinvolta (quasi suo malgrado, da come ne parla la serie) in una gigantesca truffa ai danni dei suoi dipendenti e non solo, che portò alla chiusura del ristorante e al declino progressivo di tutta la sua vita. Bad Vegan è un documentario targato Netflix da vedere, ma con cognizione di causa: la serie infatti si rivela profondamente ipocrita, finendo per sottintendere pericolosamente che gli errori della donna siano in qualche modo legati al suo stile di vita salutare e un po’ alternativo. Anche il titolo gioca molto su questo dualismo: Sarma è una vegana cattiva (per le sue azioni illegali) o una cattiva vegana (la polizia riuscirà a catturare la donna grazie ad un ordine di pizza da Domino’s)? Fortunatamente, Bad Vegan non parla solo di diete alternative: racconta di una relazione tossica e pericolosa e del mondo spietato che è l’alta cucina. A voi il giudizio finale.

2) The Puppet Master

Documentari Netflix
The Puppet Master (640×360)

No, non stiamo parlando della saga horror che vede come protagonista un burattinaio (anche se l’epiteto risulta fin troppo azzeccato). Data l’abitudine di Netflix di produrre un numero consistente di contenuti che parlano di serial killer e impostori di ogni genere non potevamo pensare che la storia di Robert Freegard rimanesse nell’ombra. The Puppet Master è uno di quei documentari Netflix che si fa fatica a mandare giù da quanta rabbia provoca nello spettatore (un po’ come Bad Vegan): la docuserie segue le vicende del truffatore Robert Freegard, che per quasi un decennio riuscì a sottrarre circa un milione di sterline fingendosi una spia inglese facente parte del MI5 (il servizio di spionaggio e controspionaggio del Regno Unito). The Puppet Master è proprio quello che dice di essere: il racconto di un burattinaio che si è “divertito” a giocare con la vita dei malcapitati a cui sottraeva denaro. E per chi addita le vittime come “creduloni”, invitiamo a guardare uno di questi documentari Netflix sulle truffe: potreste ricredervi.

3) Fyre – The Greatest Party That Never Happened

Fyre (640×360)

Fyre è un documentario che ha dell’incredibile. Peggio di The Puppet Master, peggio di The Tinder Swindler, peggio di qualsiasi cosa potreste vedere in giro, Fyre – The Greatest Party That Never Happened è così incredibilmente sconvolgente da risultare falso. Ed è proprio così, perché il documentario Netflix punta proprio a farci capire una cosa molto semplice: Fyre non è mai avvenuto. Tutto inizia nel 2016, quando l’imprenditore Billy McFarland decide di organizzare un festival musicale per la promozione di una nuova applicazione: l’evento, chiamato Fyre, avrebbe dovuto svolgersi sull’isola bahamense di Great Exuma, all’insegna di sistemazioni di lusso, piatti preparati da chef stellati ed esperienze oltre i limiti dell’immaginazione. Promosso come un’esperienza mai vista prima (e preceduto da una campagna mediatica senza precedenti che vide anche la partecipazione di modelle e influencer del calibro di Gidi Hadid), l’evento si rivelò un completo fallimento: data la totale capacità organizzativa di Billy, Fyre si presentò ai partecipanti (che avevano acquistato biglietti superiori ai 12 mila dollari) come un insieme di tende da campeggio e qualche panino preconfezionato. Una gigantesca truffa rivelatasi poi un nulla di fatto e un personaggio ai limiti della sociopatia per il suo totale distacco dalla realtà. Assolutamente da vedere.

4) The Tinder Swindler (tra i documentari Netflix più popolari degli ultimi anni)

The Tinder Swindler (640×360)

The Tinder Swindler è uno dei tanti documentari Netflix che vede come vittime donne innocenti. Partendo dall’omonimo articolo pubblicato dal tabloid norvegese VG, The Tinder Swindler racconta la storia di Simon Leviev, criminale israeliano accusato di aver sottratto ingenti quantità di denaro a diverse donne, conosciute attraverso la popolare app per incontri Tinder. L’uomo, fingendosi un’imprenditore di successo, ingannava e seduceva le donne incontrate, invitandole a cene sfavillanti, viaggi su jet privati e hotel di lusso. Intrattenendo vere e proprie relazioni sentimentali con più donne contemporaneamente, the Tinder swindler (“il truffatore di Tinder”) convinceva le compagne a prestargli dei soldi, con cui finanziava la sua vita all’insegna del lusso più estremo. Il documentario Netflix non solo dipinge in maniera dettagliata una gigantesca rete di bugie, ricatti e crimini, ma porta in scena una storia che mette una profonda tristezza. Un amore che sembrava vero, poi rivelatosi una gigantesca menzogna.

5) The College Admission Scandal

The College Admission Scandal (640×360)

I documentari Netflix (e quelli di altre piattaforme) trattano gli argomenti più svariati, anche quelli che non ti aspetteresti mai. The College Admission Scandal fa proprio questo, rivelando il marcio che si cela dietro una delle istituzioni apparentemente più incorruttibili degli Stati Uniti. Il documentario racconta della gigantesca truffa avvenuta nel 2019 all’interno di numerose università d’élite del paese: passata alla storia come operazione Varsity Blues, vede come protagonista ai vertici William Singer, accusato (con la partecipazione di una trentina di genitori) di aver corrotto funzionari del college e modificato i risultati di ammissione di numerosi studenti per garantirne l’entrata. Una storia che fa rabbrividire, soprattutto se si pensa alla difficoltà in termini di costi e di impegno che gli studenti di tutta l’America devono affrontare per continuare a studiare dopo la fine del liceo. The College Admission Scandal ci ha però regalato una storia accattivante, interessante e che ci insegna pure qualcosa. Recuperatela.

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