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Gif-Recensione Code Black: tutta nebbia e poco arrosto!

…e quando tua madre ti suggerisce un’opera di razionamento dei clinex cominci a capire di avere, oltre ad una vasta gamma di patologie ossessive-compulsive, anche un attaccamento sconsiderato verso l’Angels Memorial Hospital.
Con il ritorno di Code Black possiamo ufficialmente considerare terminato il periodo ‘lacrime free’.

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Finalmente dopo settimane di attesa passate in apnea siamo pronti a riprender fiato. Ci eravamo lasciati in un universale manicomio autostradale, tutti presi a compiere eroiche fatiche.
Ma sarebbe meglio rinfrescarci la memoria con un breve salto nel passato:

BACK IN TIME:

  • Lezione amara per gli specializzandi dell’Angels Memorial che, durante un immenso incidente stradale, si ritrovano a dover decidere a chi dare assistenza e chi invece lasciar morire.
  • Durante tutto questo infernale purgatorio la nostra ‘personal Jesus’ che di nome fa Leanne, trasgressivamente, neanche fosse una teenager con l’acne, parte all’avventura disubbidendo al solito capo di turno (per intenderci quello che ci fa sempre pensare:’ma perché non cessi di esistere?!’)
  • Christa, in grazia di Dio, riporta in auge il potere femminile salvando tre persone bloccate in un dirupo dopo essersi slogata una spalla.
  • Mario e Heather, rimasti bloccati con un maniaco omicida (che neanche me con il ciclo), fanno finta di lavorare per rianimare una donna ormai in fin di vita.
  • Neal e la sua cadenza prettamente inglese provocano continui scompensi ormonali (ha diritto di essere comunque menzionato).

L’incalzante ritmo della serie ci porta a vivere 43 minuti circa con tachicardia e agghiacciate ansia, perciò sarà opportuno descrivere la puntata con un countdown, giusto per non smarrirci tra gli infiniti parallelismi.

10…9…8…
Neal, mosso dalla volontà di riabbracciare la sua (ancora non consapevole) anima gemella, trova wonder woman Christa, ed il modo in cui esclama ‘hello, can you hear me?’ dall’alto della collina non ha prezzo!
Momento all’Adele a parte, rimaniamo abbastanza a bocca asciutta. Per chi (come me), si sarebbe aspettato un salvataggio con bacio appassionato alla fine, non c’è stata trippa per gatti. Assolutamente niente. Neanche un accenno di abbraccio. Proprio nulla…nothing…rien…NADA!

code neal christa

…7…6…5…
Un po’ più a destra in quel ‘bordello’ autostradale, troviamo invece Mario e Heather che, dopo aver fatto amicizia con la pistola del signor ‘salvatemiamogliemorta’, giocano a fare Dio. Naturalmente, per quanto la bellezza possa essere una facoltà celestiale, non riporta indietro i morti, perciò, detto in parole povere, succede un disastro. Il tipo con la pistola si spara nella giugulare, o giù di lì, e via… dritti in ospedale.

…4…3…
L’ansia cresce.
Che Code Black sia un medical drama si è compreso, ma che si occupasse anche di disturbi dissociativi della personalità, non so voi, ma io lo ignoravo.
Di cosa parlo? Di Heather, ovviamente.
Allora.
Avrei avuto anche io un attimo di confusione se qualcuno mi avesse puntato una pistola addosso, ma da questo ad arrivare ad illudere due uomini circa i miei sentimenti ce ne passa di acqua sotto i ponti. In definitiva, ha ingaggiato una guerra su due fronti. Le ipotesi sono due: Heather è davvero bipolare, oppure questa donna è una grande e sa cosa vuole e come ottenerlo.
Il fronte Angus appare ventoso (come Manoppello in questo periodo dell’anno), mentre Mario ha abbondantemente avuto la sua parte. Pare comunque, che Heather sia l’unica a divertirsi lì dentro.

…2…1…
Possiamo precedere l’istante 0 con la scoperta da parte di Leanne dell’inganno che Cole ha rifilato un po’ a tutti.
UNA VOLTA! Una misera volta in cui Leanne trova un attimo di pace e serenità con uno, non troppo affascinante si, però si sa, l’amore è cieco.
Abbiamo già dovuto affrontare in questa puntata la poca presenza di Leanne e la cosa ci ha letteralmente destabilizzato, adesso, Cole scompare e… AU REVOIRE!
Questo connubio mi ha smorzata. Mai vista donna più sotto pressione di Leanne in questo episodio. Qualsiasi cosa succeda lei salva tutti e si ritrova sempre sotto accusa e, non contenti, riducono le sue comparse nei 40 minuti, una vergogna!
Anche se il ‘confronto’ con la direttrice dell’Angels compensa ogni cosa.

…0! ‘momento Heartbreaking!’
Lo avevo detto io che con l’avvento della seconda parte di stagione di Code sarebbe finito il tempo ‘lacrime free’. Come in ogni benedetta puntata, è d’obbligo il pianto straziante. “The fog of war” ci offre poca Leanne ma molta Malaya.
Quasi quasi avremmo voluto esserci noi a fine puntata a consolarla. La sua ex ragazza dà alla luce Philip, nato prematuro ma con un cuore da guerriero. Dopo il parto indotto, Carla muore per l’insorgenza del tumore al cervello e ci ritroviamo con Malaya sulle scale dell’Angels Memorial.
Un giorno dopo la visione della puntata ho ancora attaccato al corpo quel sentimento di angoscia e tristezza che credo rimarrà con me ancora per un bel po’.

Le aspettative per la puntata successiva di Code Black non possono che essere:
– molta più Leanne
– momenti Christeal da brividi (con relativa cadenza inglese)
– momenti ‘mamadaddy

Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

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