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Class è una gradita sorpresa

Lo ammetto senza problemi: non mi aspettavo nulla da Class perché in generale non mi aspetto nulla dagli spin off, che mi rendono sempre un po’ scettica. Ma Class mi ha sorpreso, piacevolmente devo dire. Forse avrei dovuto immaginarlo:

Doctor Who significa qualità da ben cinquantatré anni, a prescindere da chi sia lo showrunner o da chi siano gli attori.

In questo caso, il cast è giovane, tutti sconosciuti o semisconosciuti, ad eccezione della professoressa, Miss Quill, interpretata da una magistrale Katherine Kelly, che forse avrete già notato in Mr. Selfridge o in The Night Manager. O forse no, in tal caso rimediate.

Miss Quill e Charlie
Miss Quill e Charlie

Ma partiamo dall’inizio. I primi dieci minuti della prima puntata sono così incasinati da non permettere allo spettatore di capire cosa stia succedendo esattamente: soprattutto quando Charlie, uno degli allievi, torna a casa e, ad aspettarlo, c’è proprio Miss Quill. È forse sua madre? Una professoressa può insegnare a suo figlio? E perché diavolo il ragazzo la accusa di aver ammazzato un altro studente scomparso, che proprio nei primissimi minuti avevamo visto disintegrarsi mentre, assieme a Miss Quill, sparava a uno strano alieno.

Ma non temete, perché ogni nodo viene al pettine e no, non dovete aspettare dieci stagioni (come succede per la serie principale) per scoprire cosa stia succedendo. Il tutto viene chiarito già mentre conosciamo i vari personaggi: April, la ragazza carina e gentile, ma che nessuno vede, Tanya, la ragazza nera, con una madre intransigente e zero vita sociale, il cui unico amico è Ram, un ragazzo che si allena per diventare un calciatore professionista ed è sempre sotto pressione.

Ragazzi all’apparenza normali, con problemi normali, a parte Charlie e la già fin troppo citata Miss Quill, vera protagonista. Miss Quill già dalla prima scena appare come una donna notevole e quando la vediamo insegnare ai suoi alunni ha qualcosa che sembra ricordare forse il Piton di Harry Potter o comunque un tipo di insegnante sgradevole, troppo sarcastica e scocciata. Si vede che non ama quello che fa e che gode a mettere in difficoltà gli allievi. E il dubbio che viene, mentre ci si innamora di lei perché è davvero difficile non farlo, è che Patrick Ness, l’autore, abbia voluto marca la netta differenza tra lei e l’altra professoressa della Coal Hill che noi conoscevamo: Clara Oswald. Clara, ricorderete, era una professoressa buona e amabile, severa il giusto, mentre la Quill è sarcastica e capricciosa.

E i riferimenti a Clara non mancano nella prima puntata, che vede anche l’entrata in scena del Dottore a risolvere la situazione, vero e proprio deus ex machina. Ed è questa la sua funzione: spiegare, creare un collegamento tra le due serie e non farci dimenticare perché ‘il tempo non dimentica’, come sussurra lui mentre vede tra i nomi dei professori morti quello di Clara. E qui i feels sono assicurati!

Interessante e intelligente la scelta di non avere solo protagonisti ‘normali’. Miss Quill e Charlie sono infatti alieni ed è intorno a loro che ruota la prima puntata. Charlie infatti era il principe di un altro mondo e Quill una ribelle catturata, costretta a servirlo perché un animale le è stato impiantato nel cervello e la ucciderebbe in pochi istanti se venisse meno ai suoi doveri.

Miss Quill e April
Miss Quill e April

E le Ombre assassine (che non possono non richiamare i Vashta Nerada, anche se sono completamente diverse, e il mito di Peter Pan) cercano loro, strappando cuori in una scena che ricorda pericolosamente Once Upon A Time (vi prego, NO!). E la loro comparsa modifica anche per sempre la vita degli altri tre ragazzi: April, a cui il cuore viene strappato e diviso a metà, Ram, che perde la ragazza e una gamba, e Tanya.

Infatti, il Dottore affida a loro il compito di proteggere la scuola, che poggia in un punto il cui il tempo si è in qualche modo crepata (già, le crepe sono tornate: tremate gente, tremate!) E la seconda puntata, dedicata principalmente a Ram, vede i ragazzi dover unire le forze per combattere un drago che scortica la gente (inquietante e schifosa come cosa). E pensare che tutto inizia con un tatuaggio! E mentre Miss Quill è alla prese con un ispettore che sembra stalkerarla e che alla fine si rivela essere un robot che la ‘vuole’. Ma vuole in che senso? Lei lo prende come un invito sessuale, ma sarà davvero così? O è un preludio a una minaccia più oscura?

Sì, perché Class è una serie inquietante. Non la si può definire horror, certo, ma comunque è meno leggera di Doctor Who, le cui puntate in generale sono più ‘tranquille’, meno spaventose, meno claustrofobiche. Non so se questa claustrofobia è data dall’ambiente unico della scuola (mentre il Dottore viaggia tra un mondo e l’altro, tra un tempo e un altro), in ogni caso c’è e bisogna farne i conti.

Sperando di abituarci mentre aspettiamo con ansia la terza puntata, sabato prossimo! Perché, non so voi, ma io ho bisogno di sapere!

Written by Olimpia Petruzzella

Tra un'indagine con Sherlock Holmes e un viaggio e l'altro col Dottore, sono anche riuscita a laurearmi in Archeologia (River, grazie ancora per quella dritta... e per avermi presentato Euripide!) e fare un master in sceneggiatura alla Silvio D'Amico. Perché siamo tutti storie, alla fine. Ed è meglio farne una buona, no?

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