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La classifica dei Big Bad di Buffy, dal peggiore al migliore

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Sono tanti gli elementi che hanno reso Buffy memorabile: i personaggi umani e sfaccettati, i dialoghi brillanti e ricchi di riferimenti alla cultura pop, le metafore capaci di parlarci di tematiche importanti e attuali. È grazie a tutto questo se ancora oggi la creazione di Joss Whedon (qui troverete 7 curiosità sulla serie) è così amata, ma non solo! Difatti, nel corso degli anni lo show ha potuto contare su forti storyline orizzontali, che sono riuscite a lasciare il segno soprattutto grazie alla presenza di grandi villain, meglio conosciuti come Big Bad. Coniato per la prima volta proprio da Buffy e poi riutilizzato in altri show, questo termine è usato per descrivere l’antagonista principale della stagione. L’avversario o gli avversari ricorrenti che, in ogni singolo capitolo, hanno dato del filo da torcere alla Cacciatrice fino alla resa dei conti finale.

Solitamente, i Big Bad non solo sono estremamente pericolosi, ma anche fondamentali per delineare e incarnare i temi principali della stagione. Mentre alcuni sono presenti sin dai primi episodi, altri compaiono solo verso l’epilogo, ribaltando completamente la situazione e spesso prendendo il posto degli antagonisti introdotti precedentemente. Basti pensare a come nella seconda stagione Spike e Drusilla siano stati “surclassati” da Angelus, un Big Bad ancor più minaccioso. O a come il Trio sia stato un ponte per l’introduzione di Dark Willow, il “boss” finale del sesto capitolo. Vampiri potenti, divinità infernali, un gruppo di nerd e la personificazione del male primordiale: Buffy ci ha proposto dei grandi Big Bad nel corso degli anni, ed è proprio per questo che oggi ve ne vogliamo parlare. Per farlo, abbiamo deciso di limitarci a 7 posizioni, che come potete immaginare si riferiscono alle sette stagioni e al loro corrispettivo (o corrispettivi) villain.

Ecco dunque la classifica dei Big Bad di Buffy, dal peggiore al migliore.

7. Adam (Quarta stagione)

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Fra tutti i Big Bad di Buffy, Adam è sicuramente quello meno riuscito.

Un villain debole per una stagione sottotono che, nonostante ci abbia regalato quel capolavoro di “Hush“, non è sempre riuscita a centrare il segno. L’introduzione dell’Organizzazione (Initiative in lingua originale) ne è un perfetto esempio. Questo ente governativo segreto non ha mai saputo catturare l’attenzione del pubblico nello stesso modo in cui avevano fatto Angelus, il Sindaco o Faith. Per quanto l’idea di creare dei super soldati incrociando demoni e umani avesse del potenziale, lo show non ha saputo sfruttarlo nel modo giusto, proponendoci storyline e personaggi dimenticabili. La stessa cosa si può dire di Adam. Con questo villain, una creatura ibrida tra umano, demone e robot, lo show ha cercato di costruire una narrativa simile a quella di “Frankestein“. Peccato che Adam non abbia mai avuto la complessità del mostro immaginato da Mary Shelley. Inoltre, ciò che poteva rendere il personaggio interessante (la relazione con la sua creatrice, Maggie Walsh) è venuto a mancare nell’esatto momento del suo risveglio, troncando così ogni possibilità di approfondimento o confronto.

Nonostante fosse il soldato perfetto (forgiato dalla tecnologia più avanzata, dalla forza e l’impassibilità demoniaca e dall’adattabilità e l’intelligenza umana), Adam non ha mai fatto molto nel corso della stagione, se non uccidere personaggi minori per studiarli o trasformarli in ibridi. Tutti concept che potevano essere interessanti, ma che purtroppo non sono stati sviluppati abbastanza. Anche la battaglia finale con la Scooby Gang non è delle migliori: è vero, l’unione degli spiriti dei protagonisti per rendere più forte Buffy ci ha regalato delle scene entusiasmanti, ma la morte dell’antagonista è risultata comunque piatta e scontata.

6. Il Maestro (Prima stagione)

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Nonostante non sia stato il miglior villain di Buffy, il Maestro è stato il primo a introdurre il concetto di Big Bad nella serie, con la sua semplice, nefasta missione: fuggire dalla sua prigionia e scatenare l’inferno sulla terra. Nonostante oggi potrebbe essere considerata piuttosto banale, questa premessa era necessaria per la costruzione del Buffyverse. Per introdurci al mondo della Cacciatrice, c’era bisogno infatti di un villain che potesse incarnare l’idea del male con efficacia, incutendo timore senza però neanche scoraggiare gli spettatori dalla visione. Da questo punto di vista, il Maestro è stato il perfetto primo Big Bad: lo status di vampiro antico e superiore, l’outfit di pelle, i monologhi intrisi di malvagità, i suoi alleati (Luke, Darla e l’inquietante Consacrato). Tutti elementi che lo hanno reso memorabile (insieme alla sua famosa “fruit punch mouth”), ma che lo pongono comunque in una posizione bassa nella nostra classifica perché privo delle complessità e sfumature dei villain successivi.

Se non altro il Maestro è stato fondamentale per introdurci alla variegata mitologia dello show, attraverso la storia dell’Ordine di Aurelius e la profezia del Pergamum Codex. E non scordiamoci che è stato anche uno dei pochi ad aver ucciso Buffy! È vero, la protagonista è resuscitata poco dopo, ma ciò non cancella la gravità della sua morte. Difatti, la scena in cui la Cacciatrice distrugge lo scheletro del Maestro in “When She Was Bad” è una delle più emozionanti della 2×01. Un momento catartico in cui veniamo messi di fronte al trauma subito dalla ragazza, e in cui la storyline legata a questo Big Bad si è chiusa definitivamente.

5. Il Primo + Caleb (Settima stagione)

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Il Primo è il Big Bad della settima e ultima stagione di Buffy.

Come suggerisce il nome, è la personificazione del primo male. Un’entità diabolica più antica della parola scritta e qualsiasi malvagità mai esistita, capace di assumere l’aspetto di qualsiasi persona morta. È proprio questo il suo più grande punto di forza, e anche ciò che lo rende interessante: dal momento che è incorporeo, sfrutta questo suo potere per ingannare, manipolare e tormentare le sue vittime, spingendole verso il male o il suicidio. Ne avevamo già avuto un assaggio in “Amends”, il decimo episodio della terza stagione, ma è nella settima che abbiamo potuto comprendere meglio le sue motivazioni. Determinato a distruggere il mondo come lo conosciamo, il Primo non si fermerà di fronte a niente pur di annientare per sempre la linea delle Cacciatrici. Non potendo interagire fisicamente con il mondo esterno, porterà avanti i suoi piani attraverso i suoi agenti: i Portatori, i feroci Turok-Han e il temibile Caleb.

Quest’ultimo merita quantomeno una menzione d’onore come Big Bad secondario della settima stagione. Nonostante sia comparso in pochi episodi, il prete rinnegato interpretato da Nathan Fillion ha dato decisamente del filo da torcere alla Cacciatrice (e al povero Xander). Purtroppo, non c’è stato abbastanza tempo per approfondire la storia di questo personaggio. Allo stesso modo, anche il Primo, seppur incredibilmente malvagio, è sempre risultato come uno dei villain più enigmatici e smorzati del Buffyverse. Nonostante sia stata una presenza costante nell’ultima stagione, non c’è mai stato modo di definirlo davvero, di circoscriverlo. O anche solo di vederlo battersi direttamente con i protagonisti, come è invece successo con gli altri villain.

4. Il Trio + Dark Willow (Sesta stagione)

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La sesta stagione di Buffy è forse una delle più dark e reali dello show.

Difatti, nel corso degli episodi sono stati affrontati temi importanti come la depressione, la dipendenza da sostanze (in questo caso la magia) e la violenza sessuale. Alla luce di tutto ciò, è chiaro il perché Joss Whedon abbia sempre considerato la vita e le sue difficoltà come il vero Big Bad del sesto capitolo. Ciononostante, sin dalle prime puntate lo show ci ha presentato Warren, Jonathan e Andrew come i villain ricorrenti della stagione. Un risvolto narrativo che ha suscitato l’ilarità sia dei personaggi che del pubblico. Dopotutto, i grandi cattivi della stagione altri non sono se non un gruppo di nerd che, fra una citazione di Star Wars e l’altra, decidono di conquistare Sunnydale. Ma non fatevi ingannare: quella che era iniziata come una storyline comica si è poi trasformata in un’astuta lettura della mascolinità tossica, e più ampiamente dell’oscurità che si cela nell’animo umano. Da questo punto di vista “Dead Things” è un episodio cruciale: il tentato stupro e la successiva morte di Katrina ci mostrano per la prima volta quanto il Trio non sia solo il comic relief della stagione. I tre ragazzi si macchiano infatti di violenza sessuale e omicidio, crimini molto più disturbanti di qualsiasi attacco demoniaco.

Ma ciò che ha reso questo oscuro plot twist ancor più raccapricciante è la totale mancanza di rimorso di Warren. Un villain che fa paura perché sinistramente reale, ma allo stesso tempo anche necessario per l’introduzione del secondo Big Bad della sesta stagione. Stiamo parlando ovviamente di Dark Willow, una figura costruita lentamente nel corso degli episodi e poi emersa con forza dopo la morte di Tara, uno dei momenti più drammatici dello show. Distrutta dal dolore e pervasa dal desiderio di vendetta, Willow accoglie completamente l’oscurità con la quale aveva lottato per tutta la stagione, dando inizio a un breve ma meraviglioso arco narrativo. Una volta assorbita tutta la magia nera a sua disposizione, niente sarà in grado di allontanarla dai suoi propositi, né la forza di Buffy né a magia di Giles. Dark Willow diventa una forza inarrestabile, una creatura brutale che tortura e scuoia Warren senza battere ciglio, e che si avvicinerà pericolosamente alla distruzione dell’universo. Ma questa volta, invece che da poteri sovrannaturali, il mondo verrà salvato dall’amore di Xander, l’unico in grado di toccare la sopita umanità di Willow.

3. Il Sindaco + Faith (Terza stagione)

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Il grande Big Bad della terza stagione è stato Richard Wilkins III, interpretato dal carismatico Harry Groener.

Il Sindaco (nome con cui è meglio conosciuto) è la perfetta combinazione fra psicotica giovialità e pacata perversione. Difatti, quello che sembra essere un cordiale uomo di periferia è in realtà una creatura centenaria in attesa ormai da anni dell’Ascensione, un rituale che gli permetterà di abbandonare le sue spoglie umane per una forma demoniaca molto più potente. Tuttavia, nonostante i suoi propositi siano maligni, il suo aspetto e generale atteggiamento ci mostrano quanto non sia un villain completamente malvagio. Basti pensare alle battute tanto brillanti quanto sciocche, il sostegno dei valori familiari, l’occasionale fobia dei germi, o l’avversione per le parolacce. Il Sindaco è mosso da propositi oscuri, ma allo stesso tempo mostra una mondanità che ha funzionato alla perfezione nello show. Difatti, questo suo tratto caratteristico non solo lo ha reso particolarmente divertente, ma anche minaccioso e sinistro, condendo così la sua storyline con una geniale ambiguità.

Essendo parte umano e parte demone, il suo potere si estende sia sul mondo degli esseri umani che su quello demoniaco. Fra i suoi collaboratori troviamo infatti sia il Preside Snyder che Mr. Trick, anche se la sua alleata più importate sarà Faith, il secondo Big Bad della terza stagione. Da sempre una mina vagante, la Cacciatrice mora intraprenderà un percorso oscuro dopo l’accidentale omicidio di un essere umano. Priva di rimorsi e desiderosa di trovare il suo posto dopo una vita di delusioni, Faith scoprirà nel Sindaco non solo un alleato ma una vera e propria figura paterna. Il loro rapporto si mette infatti in diretto contrasto con quello fra Buffy e Giles: nonostante le loro azioni siano spesso riprovevoli, i due antagonisti sono legati da un genuino affetto, ed è anche per questo che la loro dinamica è così avvincente. A differenza del Primo o del Maestro, il Sindaco e Faith sono infatti contraddistinti da sfumature e motivazioni più complesse. Chiaramente ciò non giustifica le loro azioni, ma se non altro li ha consacrati come due dei migliori Big Bad dello show.

2. Spike e Drusilla + Angelus (Seconda stagione)

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Saremo sinceri: Spike, Drusilla e Angelus avrebbero potuto benissimo aggiudicarsi il primo posto della nostra classifica, che mancano per un soffio solo per la loro successiva redenzione (Drusilla esclusa) e un fattore di screentime. Questi tre antagonisti hanno lasciato un segno indelebile nella storia dello show, tanto che ancora oggi la seconda stagione è considerata una delle migliori di Buffy. Partiamo da Spike e Drusilla: diabolici e perversi, i due vampiri hanno saputo affascinare il pubblico sin dalla loro prima comparsa. Il primo è infatti carismatico e letale, oltre che uno dei pochi ad aver ucciso due Cacciatrici. La seconda è invece una delle vampire più folli del Buffyverse, pericolosamente insidiosa e ammaliante. La loro dinamica è sempre stata tanto inquietante quanto magnetica: nonostante siano vampiri, e dunque sprovvisti di anima, i due infatti si amano sinceramente, di un amore distorto e malato ma comunque autentico. Dunque, ci troviamo di nuovo di fronte a dei villain che hanno mostrato delle sfumature che li hanno resi più umani, oltre che incredibilmente divertenti da guardare. Non c’è dunque da stupirsi se la produzione di Buffy abbia poi deciso di rendere Spike uno dei protagonisti principali a partire dalla quarta stagione.

Per quanto riguarda invece Angelus, la sua introduzione è stata uno dei migliori plot twist dello show. Trasformare l’interesse amoroso della protagonista in un villain sadico e spietato (dunque completamente agli antipodi rispetto ad Angel) è stato un vero e proprio colpo di genio, ugualmente brillante e devastante. Angelus infatti risorge dopo una notte d’amore passata con Buffy, un momento di pura felicità che gli costerà letteralmente l’anima. Da quel momento in poi il personaggio di David Boreanaz si trasformerà in uno dei villain più riusciti dello show, oltre che in uno più difficili da affrontare per Buffy. Nonostante la manipoli ripetutamente e torturi i suoi amici, la ragazza continuerà a vedere in lui l’uomo di cui è innamorata. Si tratta di una situazione terribilmente difficile per una diciasettenne, che ancora una volta dovrà mettere da parte i suoi sentimenti per salvare il mondo. Se non altro, lo scontro fra Buffy e Angelus nel season finale è uno dei più entusiasmanti della serie, così come uno dei più struggenti. Difatti, alla resa dei conti, la protagonista non dovrà uccidere un sadico vampiro senza anima ma l’amore della sua vita, tornato in sé pochi minuti prima dell’inizio dell’Apocalisse. Un momento tragico e agrodolce, che segnerà profondamente la povera Buffy.

1. Glory (Quinta stagione)

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Al primo posto della nostra classifica troviamo Glorificus, meglio conosciuta come Glory. Interpretata dalla brillante Clare Kramer, è una dea proveniente da una dimensione infernale condannata a vivere sulla terra condividendo il suo corpo con un essere umano (Ben). Incredibilmente vanesia e sadica, Glory è un male primitivo e consistente, il cui unico scopo è quello di trovare la Chiave, un’antica energia mistica in grado di riportarla a casa aprendo le porte di tutte le dimensioni esistenti. Il suo status divino ha chiaramente alzato la posta in gioco in Buffy, che si è ritrovata a intrecciare la missione della Cacciatrice con il dramma familiare legato a Dawn. Ma ciò che ha reso Glory un villain intrigante ed efficace sono le sue infinite stranezze: l’amore per l’acconciature e la moda, la sua teatralità, l’instabilità mentale. Glory poteva passare facilmente dal coccolarsi con un bel bagno caldo a succhiare l’energia vitale da un povero malcapitato, condannandolo a un’incurabile follia.

E non dimentichiamoci della dinamica Glory/Ben: l’una non può ricordare ciò che ha vissuto l’altro, e allo stesso tempo tutti gli esseri umani che assistono alla loro trasformazione non ne conservano il ricordo. Un geniale escamotage che ha portato a ottimi intrecci narrativi, catturando l’attenzione del pubblico e suscitandone allo stesso tempo la frustrazione. Gli spettatori infatti sono sempre stati consapevoli dell’identità di Glory/Ben, ma incapaci di avvertire i protagonisti che scopriranno la verità solo grazie a Spike. Ultimo ma non meno importante, Glorificus è un’antagonista che prende sempre l’iniziativa, che sia direttamente o attraverso i suoi minion: si scontra infatti più volte con Buffy, annienta l’Ordine di Dagon, tortura Spike per ottenere informazioni e assorbe l’energia vitale di diversi esseri umani per stabilizzare il suo stato mentale. Glory è una forza inarrestabile, un villain degno di questo nome che metterà Buffy seriamente in difficoltà. Difatti, nonostante la dea venga sconfitta alla fine della stagione, Buffy dovrà comunque sacrificarsi per salvare la sua famiglia, e con essa il resto del mondo.

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