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Ma dove s’era nascosta finora Rhea Seehorn?

rhea seehorn

Quando nel 2016 la critica assegna a Rhea Seehorn (qui trovate la sua scheda) il suo primo Satellite Award come miglior attrice non protagonista per il ruolo di Kim Wexler in Better Call Saul il mondo non sa ancora molto di lei. La domanda che circola con più frequenza sui vari siti internet specializzati in serie televisive è davvero tra le più banali che si potrebbero fare: chi è Rhea Seehorn? Fino al ruolo di collega/amante/moglie di Jimmy McGill a.k.a Saul Goodman, in effetti, la carriera di Rhea non è da considerarsi tra le più eclatanti. Eppure, il curriculum dell’attrice americana è piuttosto corposo. La stessa Rhea ha spesso lasciato intendere quanto fosse stupita dai tanti elogi ricevuti per l’interpretazione di Kim dicendo, con convinzione, di non essere molto diversa dall’attrice che prima aveva interpretato altri ruoli.

L’attrice nasce in Virginia nel 1972 a pochi chilometri dalla base navale di Norfol, dove lavoravano entrambi i genitori: la mamma come impiegata presso la Marina Militare americana; il padre come agente speciale dell’NCIS. Deborah Rhea, la cui pronuncia esatta è Ray, lo precisa lei stessa su Twitter, fin da piccola dimostra di possedere un particolare interesse verso l’architettura e una spiccata propensione verso le arti figurative, in particolar modo la pittura e il disegno, come il padre e la nonna.

Dopo aver vissuto in diversi posti, Giappone compreso, si stabilisce a Fairfax, Virginia, dove si laurea in teatro e arti visive, presso la George Mason University. È al college, infatti, che Rhea scopre di avere una inaspettata passione per la recitazione. Una passione nata per caso scoprendo il teatro contemporaneo e stimolata da un insegnante che ha visto in lei del grande talento. Una passione approvata e appoggiata dai genitori che l’hanno sempre sostenuta invitandola a investire le sue energie per realizzare un sogno piuttosto improvviso e tardivo. Questo sogno, è lei stessa a dirlo, Rhea decise di trasformarlo in realtà quando, appena diciottenne, perse il padre improvvisamente.

La carriera di Rhea passa attraverso il teatro. Trasferitasi a Washington DC è costretta come tanti attori alle prime armi ad accettare misere parti per imparare un mestiere che non abbandonerà più. Dall’università però ha imparato molto. È lei stessa a dirlo in una intervista: “il copione non aveva segreti. Per poche che fossero le mie battute studiavo a fondo tutta l’opera in modo da potermi calare perfettamente nella parte“.
Rhea dimostra così di avere non soltanto un grande talento ma anche una spiccata voglia di mettersi in gioco e una incredibile professionalità.

Per cercare di avviare la sua carriera la giovane attrice si trasferisce a New York. Nella Grande Mela le parti che le vengono assegnate sono mano a mano più corpose e le battute da recitare davanti al pubblico più numerose. Ma il suo successo deriva, come spesso accade, dall’infortunio di un collega. Viene chiamata a sostituire una delle parti principali in un’opera minore, 45 Seconds From Broadway, del celeberrimo drammaturgo e sceneggiatore americano Neil Simon (1927-2018). Il teatro è incredibilmente formativo perché le permette di spaziare tra genere il comico e quello drammatico. È proprio grazie a questa versatilità che iniziano a spalancarsi le porte della televisione.

La sua carriera di attrice, in realtà, era già in atto mentre ancora recitava a teatro. Piccole parti in serie televisive di poco conto e in film per lo più con produzioni indipendenti. Il suo primo ruolo da protagonista lo ottiene nella sitcom I’m with Her andata in onda tra il 2003 il 2004. Nelle ventidue puntate trasmesse dalla ABC Rhea interpreta la sorella cinica, iperprotettiva e disillusa di un’attrice molto famosa. La serie venne interrotta dopo una sola stagione a causa dei bassissimi ascolti ma la critica sottolineò la performance della giovane attrice elogiandone la sua verve comica e paragonandola niente meno che alla grande Bea Arhtur, celebre per Maude e Cuori senza età.

La carriera di Rhea prosegue un po’ altalenante. Nel 2005 recita in Head Cases, un prodotto della Fox che venne sospeso dopo appena sei puntate, a fianco di Chris O’Donnell, Samuel Goldberg e Krista Allen. Nel 2007 altre sei puntate in un’altra sitcom, The Singles Table, andata in onda sulla NBC insieme ad Alicia Silverstone e John Cho. Nel 2008 ottiene una parte in The Starter Wife, un’altra sitcom terminata dopo dieci episodi. Nel 2009 partecipa per tre episodi nella serie drammatica Trust Me con protagonista Eric McCormack.

Nel 2011 Rhea torna finalmente a recitare in un paio di serie di un certo spessore. Soprattutto in serie che non vengono cancellato dopo una decina di episodi. La prima è Franklin & Bash dove interpreta per 38 puntate una vice procuratrice distrettuale la quale intrattiene una relazione sentimentale con il protagonista, Franklin, un avvocato che inizialmente detesta e poi ama. La seconda è Whitney, una sitcom ambientata a Chicago nella quale, per trentotto episodi interpreta l’amica confidente della protagonista, Whitney Cummings.

Rhea, seppure mai protagonista principale, è riuscita a farsi notare dalla critica la quale l’ha sempre apprezzata soprattutto per la sua capacità di interpretare la donna in carriera cinica e sarcastica, un ruolo che la stessa attrice definisce per se stessa “come una seconda pelle“.
Ed è proprio per questo tipo di personaggio che Vince Gillian e Peter Gould l’hanno chiamata nel 2014 a fare il provino per il ruolo di Kim Wexler, ruolo che l’ha definitivamente consacrata al mondo intero.

Il provino di Rhea venne fatto senza dirle molto della sceneggiatura. I due creatori insieme alla direttrice dal casting proposero all’attrice di improvvisare su un canovaccio piuttosto semplice e ne rimasero talmente colpiti dal proporle subito un contratto. Rhea, grandissima fan di Breaking Bad, accettò senza nemmeno pensarci: “ho accettato prima ancora di leggere una sola pagina della sceneggiatura. Non sapevo assolutamente niente del mio personaggio o della trama. Sono sempre stata una grandissima fan di Breaking Bad, e questo, per me, è stato più che sufficiente“.

Inizialmente il suo personaggio non avrebbe dovuto avere un grande sviluppo. Kim, infatti, non avendo un vero e proprio legame con la serie madre, Breaking Bad, sarebbe dovuta sparire di lì a pochi episodi. Nel pilot il personaggio interpretato da Rhea Seehorn compare due volte. Ma l’attrice, nello studiare il copione, ha scovato una scia di indizi che l’hanno portata a dare immediatamente un grande spessore al suo personaggio mettendolo subito sotto i riflettori e obbligando così gli autori a svilupparlo, più per necessità che per scelta.

La svolta e conseguente conferma, però, avviene nel quarto episodio della prima stagione. Rhea interpreta Kim con grande attenzione ai dettagli, soprattutto quelli non scritti. Ha compreso che il suo personaggio è una persona forte che si nasconde dietro una maschera e che attraverso il non verbale avrebbe potuto caratterizzarla molto di più che facendola parlare. Così, attraverso una mimica fatta di sorrisi appena accennati e accondiscendenti che hanno reso la scena madre del quarto episodio stratosferica Rhea Seehorn si è presa il suo posto nella serie e nella storia.

Rhea Seehorn

Nel corso di queste sei stagioni Rhea ha lavorato molto sul suo personaggio. A suo dire Kim è un personaggio difficile da interpretare perché “poco chiacchierone, poco propenso a rilassarsi e stare con gli amici per una birra e una partita a freccette“. Ma la sua voglia di analizzare il testo della sceneggiatura nei minimi dettagli l’ha portata a creare uno dei più bei personaggi femminili della televisione degli ultimi vent’anni.

Attorno a lei hanno lavorato anche stilisti e parrucchieri i quali hanno dato un aspetto fisico ben caratteristico al personaggio. Per esempio, oltre allo stile professionale e senza fronzoli dell’abbigliamento è la coda di cavallo a essere uno dei suoi tratti più peculiari. I capelli di Kim non sono semplici accessori ma parte integrante del personaggio. Anche in questo caso Rhea ha voluto dire la sua: “Il modo in cui Kim tiene i capelli confessa il suo stato d’animo al mondo che la circonda. Quando ha la coda è la Kim professionale; quando i capelli sono sciolti è perché riesce a essere se stessa. In ogni caso, col passare del tempo e l’incasinarsi della sua vita anche la coda perde la sua dignità diventando sempre più arruffata“.

A Rhea Seehorn è stata assegnato anche il compito di dirigere un episodio dell’ultima stagione di Better Call Saul. Rhea, prima di questo importantissimo evento per la sua carriera, aveva fatto da coregista ad Anna Ramey Borden, seconda assistente alla regia in Breaking Bad e primo in Better Call Saul. Le due donne nel 2017 hanno girato un corto, How Not to Buy a Couch, basato su una sceneggiatura della stessa Rhea.
Per l’attrice passare dietro alla macchina da presa è stato un evento del tutto naturale: “Ho studiato all’università proprio per questo. Sapevo che sarebbe accaduto prima o poi e sono felice che la mia prima volta sia per un show che amo con tutta me stessa“. L’episodio in questione, Hit & Run, ha richiesto parecchia preparazione da parte non soltanto della regista ma di tutto il cast che l’ha sostenuta e incoraggiata. Si tratta di un episodio molto complesso, infatti, dove il personaggio di Kim, tra gli altri, gioca un importante ruolo che potrebbe portare a sviluppi molto particolari per il finale di serie.

La carriera di Rhea Seehorn ha svoltato con la sua partecipazione a Better Call Saul. Da quando ha vestito i panni di Kim ha ottenuto tredici nomination venendo premiata cinque volte: un Women’s Image Network Award, un OFTA Television Award, un Saturn Award e due Satellite Awards. Il fatto che non sia mai stata nominata per un Emmy o per un Golden Globe ha scatenato l’ira dei suoi fan e anche quella della critica che trovano questa mancanza davvero riprovevole. Ma Rhea non sembra preoccuparsene più di tanto. Per lei il sogno è diventato finalmente realtà e l’interpretare Kim un regalo giornaliero che le permette di migliorarsi sempre, ogni volta: “non voglio che il mio personaggio diventi piatto e noioso. Per me è sempre una sfida affinché Kim, un personaggio che adoro e che ha saputo regalarmi grandissime emozioni, non si spenga ma riesca, un giorno a camminare con le sue gambe verso una meta che nemmeno riesco a immaginare“.

Se nel 2016 il mondo scoprì Rhea Seehorn oggi è impossibile pensare a Kim con un altro volto. È impossibile pensare a Better Call Saul senza di lei. Perché Kim è Better Call Saul: una grande storia diventata incredibile grazie a un personaggio interpretato da una meravigliosa, straordinaria attrice che tutti, oggi, adorano incondizionatamente.

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