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La scala della malvagità in Better Call Saul

Better Call Saul
Better Call Saul

L’approfondimento psicologico nel mondo delle Serie Tv è sempre più un aspetto dominante e imprescindibile (un excursus storico sulla sua nascita e affermazione lo trovate qui). Molta strada è stata fatta dalle figure stereotipate della comedy anni ’50 fino ai percorsi umani rappresentati in Serie come Breaking Bad (e nel suo spin-off Better Call Saul), esempio luminoso di attenta caratterizzazione del protagonista.

Questa cura che gli autori rivolgono alla definizione di una sfaccettata ma coerente personalità dei personaggi presta il fianco a un’analisi del tutto particolare. La genesi di questo articolo prende le mosse da un curioso quanto accurato sistema di profilazione realizzato dallo psichiatra forense Michael Stone. Lo studioso ha operato la categorizzazione in una scala di ventidue livelli dei principali “modelli” di assassini, dal più moderato al più immorale.

Perché non tentare di adattare questa scala di malvagità ai personaggi delle nostre amate Serie Tv? Che gli autori si servano spesso di specialisti forensi nella caratterizzazione dei villain più importanti, d’altronde, è un dato di fatto. E spesso e volentieri nelle trame acquistano rilievo le motivazioni sottese alle azioni dei protagonisti e gli antefatti che hanno contribuito alla genesi del “mostro”.

Dopo aver analizzato sotto questa luce Serie come Lost, The Walking Dead e Westworld passiamo a Better Call Saul che ha avuto il merito di approfondire personaggi secondari nella Serie Madre e costruire un racconto affascinante e complesso. In questa disamina ci si concentrerà sui personaggi più assidui negli episodi. Si trascureranno invece quelli già affrontati nell’articolo incentrato sulla scala della malvagità in Breaking Bad.

1) Hector “Tio” SalamancaBetter Call Saul


 “Assassini che uccidono più persone con calma e sottese motivazioni psicotiche. Spesso patologicamente incapaci di affrontare la realtà e riconoscere le proprie colpe”, posizione numero 15.

Al primo posto di questa speciale classifica si piazza il boss della droga, membro del cartello di Juárez. Più volte protagonista in negativo in Better Call Saul la sua distorta personalità emerge ampiamente nel corso della Serie. Tra i numerosi omicidi commissionati risalto assume quello del “buon samaritano” che si era fermato ad aiutare l’autista del camion dei Salamanca oggetto dell’attacco di Mike (2×09). “Tio” obbliga tra l’altro Nacho a picchiare a sangue Krazy-8 colpevole di un breve ritardo nel pagamento dei ricavi della droga.

In lui non emerge mai la benché minima traccia di scrupolo o pentimento. Gode del suo potere e non si fa scrupolo di usare la violenza per affermarsi. Non ricopre comunque le primissime posizioni della scala di Stone per l’assenza di un perverso desiderio sessuale e appagamento nella tortura fine a se stessa. Le sue azioni, per quanto brutali, sono sempre funzionali alla salvaguardia della famiglia e dell’attività criminosa che porta avanti.

Written by Emanuele Di Eugenio

Esteta contemplativo (un modo elegante per dire nullafacente), vive immerso tra libri impolverati e consunti osservando il mondo da una finestra. Che sia quella dello schermo di una tv, di un pc o le pagine di un romanzo russo poco importa.

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