Vai al contenuto
Home » Better Call Saul » La classifica delle 6 stagioni di Better Call Saul

La classifica delle 6 stagioni di Better Call Saul

2) Better Call Saul, Stagione 5

Già al termine della quarta stagione avevamo compreso che la transizione era finita. Ormai siamo entrati nelle viscere di Jimmy McGill, abbiamo scardinato il suo passato, i suoi pensieri, le sue ambizioni e le ombre che lo perseguitavano.

Abbiamo tutti gli ingredienti per comprendere una personalità complessa come quella di Saul Goodman, e finalmente abbiamo un ritratto completo anche di Kim Wexler.

Ormai si fa sul serio, non si tratta più delle piccole truffe o dei piccoli criminali di strada. Saul è sempre più vicino al Cartello e non si può più tornare indietro.

Le stagioni precedenti lo avevano già dimostrato, ma la quinta stagione è ormai la prova definitiva che Better Call Saul non è semplicemente figlia di Breaking Bad, ma è un prodotto adulto e indipendente, capace di tenere testa alla Serie originale senza più remore o timori.

I colpi di scena, la tensione, i silenzi, i simboli sono tutti elementi perfettamente bilanciati che ci tengono sul filo del rasoio e ci lasciano senza parole dopo ogni episodio. Come la simbolica immagine di Jimmy con il volto diviso a metà tra la realtà e il suo riflesso distorto. Un fotogramma che racchiude il dualismo ipnotico che è il vero protagonista della Serie.

1) Better Call Saul, Stagione 6

Better Call Saul

Che dire, la sesta stagione di Better Call Saul è cinematografia pura, ogni episodio è una piccola perla di perfezionismo estetico. Le vicende si srotolano con un incredibile mix di azione, tensione e drama allo stato puro.

Le relazioni si sgretolano, le vite si rompono come a ricordarci che non è solo un gioco fatto di vincitori e vinti. Il colore si diluisce in un bianco e nero che va a raffigurare la perfetta quadratura del cerchio, regalandoci un finale a cui non possiamo recriminare nulla.

Con la sua stagione finale Better Call Saul chiude un climax fatto di poesia e ambizione, l’ambizione di creare una serie che ci facesse dimenticare tutte le altre e che ci regalasse il lento scorrere dell’arte. Settimana dopo settimana pensavamo di aver visto l’episodio più bello di sempre, poi cambiavamo idea, ma sapevamo già che c’era un altro episodio ad aspettarci e non avevamo neanche più il coraggio di formulare teorie e scenari. Ci siamo lasciati cullare dalla sontuosa narrazione per immagini e suoni, e il nostro tempo si è consumato come quella sigaretta nell’ombra della prigione.

Jimmy McGill ha davvero viaggiato indietro nel tempo

Ti è piaciuto l'articolo?
Abbonati per ricevere altri consigli personalizzati per i tuoi gusti direttamente sulla tua email.
Pagine: 1 2 3 4 5