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Better Call Saul 2×07 – Insieme, ma da soli

Un bambino si arrampica in una di quelle bacheche con le riviste che vediamo spesso nelle edicole; in alto, si sa, ci sono quelle per adulti e il ragazzino riesce a prendere e a sfogliare l’ultimo numero di Playboy. La sua attenzione però viene distolta dall’ingresso nel negozio di un cliente che chiede al padre un prestito di 5 $ per aver avuto problemi con l’auto e con il figlio malato. Il bambino richiama l’attenzione del genitore mettendolo in guardia sull’identità truffaldina di quell’apparentemente distinto signore e lo prega di non dargli quei soldi, ma l’uomo non gli dà retta e, anzi, gli presta 10 $ e in più va a prendergli le candele per sistemare l’auto. Nel frattempo l’uomo chiede al piccolo due stecche di sigarette, gliele paga e fila via tra l’incredulità del padre al suo rientro. Il ragazzino prende quei soldi e se li intasca. E’ Jimmy! E quello era suo padre che non molto tempo fa Chuck aveva definito con Kim “l’uomo più buono che io abbia mai conosciuto”. Ora non fatichiamo a crederlo.

Tornando al presente ritroviamo i nostri due protagonisti nuovamente nel doppio ruolo di cliente-avvocato. I due vanno dal procuratore e Jimmy comunica che il suo cliente si è sbagliato, che in realtà la pistola non era di Tuco ma, al contrario di quanto promesso a Hector Salamanca, Mike non sostiene che la pistola fosse sua per non avere altri guai. Jimmy fa sapere semplicemente che Mike non era stato minacciato con la pistola e, al primo accenno di sospetto del procuratore di pressioni subite, i due si alzano e vanno via. Jimmy gli fa capire di aver fatto la scelta più saggia, che non deve biasimarsi e che lui sa bene quanto possa essere psicopatico quell’uomo avendolo provato sulla propria pelle e gli racconta, così, l’episodio successo agli inizi della 1° stagione quando fu legato nel deserto e Tuco spezzò le gambe ai due fratelli-truffatori. Vuole offrirgli la consulenza gratuita ma Mike rifiuta e pretende di pagarlo, andandosene via senza nemmeno salutarlo e rifiutandolo in ascensore.

better-call-saulJimmy chiama Kim per un saluto e per conoscere la sua decisione in merito all’offerta ricevuta da Schwelkart, lei è però ancora titubante nonostante il nuovo studio le abbia garantito di associarla entro due anni e di estinguere tutti i suoi debiti universitari sostenuti dalla HHM che ammontano a circa 15 mila $. Jimmy torna nel suo studio, chiama Omar e inizia a dettargli la sua lettera di dimissioni. Il suo assistente è incredulo, cerca di capirne i motivi e perché il suo capo è disposto a rinunciare ai vantaggi della macchina, dello studio privato, della casa e quando Jimmy capirà di dover restituire anche il cospicuo bonus che lo studio gli ha concesso, sembra cambiare miracolosamente idea, giustificandosi con un forte stress e pregando Omar di tenere riservata la vicenda.

Una volta in macchina, però, avrà un’illuminazione guardando un pupazzo gigante che svolazza per pubblicizzare un negozio dei paraggi, torna a casa e piazza nell’armadio una serie di nuovi abiti con colori quanto mai sgargianti e bizzarri. E così dal giorno dopo inizia ad andare a lavoro con queste giacche color fucsia, camicie azzurre, cravatte improbabili e a comportarsi in modo assurdo: prepara frullati, passa l’aspirapolvere, non tira lo sciacquone del bagno, suona la cornamusa, finché Cliff non perde la pazienza, lo convoca nel suo studio e lo licenzia. Capendo che è tutta una sua macchinazione per poter essere licenziato senza giusta causa in modo da tenersi il bonus. E anche la scrivania in cocobolo da 7 mila $ che riuscirà a strappare al suo capo con la promessa di ripagargliela con un assegno. Bello lo scambio di battute finali tra i due con Jimmy che dice: “per quel che vale ti considero un brav’uomo” e Cliff che gli risponde: “per quel che vale ti considero uno stronzo!”. Jimmy è, finalmente, libero!

Va quindi da Kim in ufficio, le spiega che si è separato “consensualmente” dalla Davis & Main e gli sottopone il suo nuovo progetto: uno studio associato Wexler-McGill con loro due unici soci e capi di loro stessi. Lei sembra pensarci ma quando poi gli chiede che tipo di avvocato vuol’essere, prima l’uomo risponde che seguirà le regole, ma già mentre lo dice capisce che è sbagliato, che lui non può essere così e che non vuole più essere qualcun altro solo per far piacere agli altri. Da oggi in poi sarà sempre e solo se stesso. Quindi un avvocato stravagante. A Kim, ovviamente, ciò non può andar bene e declina la proposta, facendo comunque capire a Jimmy che loro sono ugualmente una coppia senza bisogno di essere per forza anche soci.

Mike e Stacey vanno a visitare una nuova casa dove la donna vorrebbe trasferirsi con la figlia. E’ grande, bella e con un ampio giardino, persino con una casa sugli alberi dove la ragazzina può giocare indisturbata. Lei sembra entusiasta di tutto, tranne del prezzo, troppo caro. Ma l’uomo la rassicura e le dice senza mezzi termini “compreremo questa casa a qualunque prezzo” ottenendo un abbraccio di ringraziamento dalla donna.

Jimmy riprende possesso del suo studio nel retro del salone di bellezza e grazie all’aiuto di Omar riuscirà a metterci dentro anche la sua amata scrivania in cocobolo, riuscendo finalmente a disfarsi di quel rottame precedente che aveva raccattato in strada. E, soprattutto, è di nuovo con la sua vecchia e scassata automobile. E, ovviamente, registra il nuovo messaggio in segreteria per il suo nuovo-vecchio studio indipendente.

Torniamo a Kim impegnata a sostenere un colloquio preliminare da Schwelkart facendo un’ottima impressione e conquistando tutti. Nel parcheggio si concede una sigaretta e si ferma a pensare; prende in mano il prototipo di biglietto da visita datole da Jimmy, lo osserva e lo strappa, ma poi va da lui, gli racconta che il colloquio è andato molto bene ma che non accetterà quel posto. Ha riflettuto sulla sua proposta ed è decisa a portare avanti insieme il progetto di uno studio indipendente. Ma, a differenza dei progetti che lui aveva in mente per loro, Kim gli propone di dividere le spese, lo studio, ma non i clienti. Non sarà uno studio associato ma entrambi saranno indipendenti l’uno dall’altra, con i loro metodi e i loro clienti. Jimmy è disorientato e Kim lo prega di accettare la sua controproposta.

In questo episodio Jimmy ha quasi completamente oscurato la scena a tutti. La sua solita stravaganza, il suo solito essere al di fuori degli schemi e i suoi continui colpi di testa sono ormai all’ordine del giorno. Come avevo previsto nella recensione del precedente episodio, e giuro che non sono un veggente, ha lasciato il lavoro alla Davis & Main e si è messo di nuovo in proprio. Capiremo prossimamente se accetterà la controproposta della sua donna oppure se avremo finalmente i primi scampoli di quello che sarà Saul Goodman. Continua la crescita esponenziale del personaggio di Kim, che prende finalmente decisioni importanti e chiare, togliendosi (salvo clamorosi colpi di scena) di dosso il fardello della HHM, un posto che la sfrutta senza rispettarla appieno ma senza andarsi a richiudere in un altro posto simile, pur apprezzando le lusinghe ricevute. Mike in tutto ciò è leggermente defilato ma anche nella piccola parte alla quale è stato confinato in questo episodio regala spunti importanti e interessanti: il rapporto con la nuora e la nipotina è quanto di più forte esista e lui lo proteggerà da tutto e tutti. Non importano i soldi, non importa chi si metterà sulla sua strada, lu conosce il fatto suo e ama la sua famiglia. Non c’è dubbio che in Better Call Saul, Mike diventa ogni giorno di più un personaggio indispensabile!

Un saluto agli amici di Better Call Saul – Italia!

Paolo Martina

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