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15 dettagli maniacali che dimostrano ancora una volta quanto sia straordinaria Better Call Saul

ATTENZIONE SPOILER SULLA SESTA STAGIONE E SUL FINALE DI BETTER CALL SAUL

Se una serie tv riesce a raggiungere la grandezza, è perché tutto al suo interno è calcolato e costruito nei minimi particolari. Persino e soprattutto i dettagli. È successo in Breaking Bad con oggetti, luoghi e numeri apparentemente insignificanti, ma che in realtà rivelavano molto di più di quanto le parole potessero mai fare. Better Call Saul non è a di meno della serie madre in questo, riuscendo a inserire nel corso degli episodi metafore profonde in elementi ordinari – come un tappo o una tazza – e creando con Breaking Bad più collegamenti di quanti potremmo mai inserire in un articolo. E quello seguente si concentra proprio su quei dettagli difficili da cogliere per un osservatore distratto. Tra i tantissimi, ne abbiamo selezionati 15, indagando i motivi di quelle scelte attraverso i loro significati. Non ci resta dunque che vederli insieme, con quel pizzico di nostalgia che ancora non se ne va.

1) Saul aveva ragione sul suo futuro

C’è un momento verso la fine di Breaking Bad, quando l’impero criminale di Heisenberg si sta sgretolando e minaccia così di annientare coloro che hanno contribuito a crearlo, in cui un Saul in preda al panico dice a Walt che non è più il suo avvocato ma “Mr. Basso Profilo”. Continua poi con queste parole:

“Se sono fortunato. Fra un mese, nella migliore delle ipotesi, gestirò un Cinnabon a Omaha.”

Ed è esattamente quello che vediamo nei flashforward in bianco e nero di Better Call Saul, che ci aggiornano immediatamente sugli eventi avvenuti dopo la conclusione della serie madre. Ritroviamo Jimmy nelle vesti di Gene, come manager di un Cinnabon (che in pratica è una catena di panetterie) in un centro commerciale situato proprio a Omaha. Inoltre, le previsioni sul futuro di Saul non finiscono qui. Nel finale di Better Call Saul, poco prima che compaia il titolo dello show sullo schermo, si vede un mixer che sembrava essere uno di quelli del Cinnabon; invece è l’elettrodomestico che Jimmy usa in prigione per fare il pane.

2) Le tazze e le macchine in Better Call Saul

Better Call Saul

La tazza del “2° miglior avvocato del mondo”, regalata da Kim a Jimmy, rappresenta lo sforzo di quest’ultimo di essere un legale migliore; tuttavia, non si adatta al portabicchieri della sua nuova Mercedes, mentre è perfetto per la Suzuki Esteem, come a voler dire che la vita da avvocato aziendale onesto non si adatta a lui. Allo stesso modo della Mercedes, perché per essere considerato un legittimo avvocato deve guidare (cosa che poi farà) una Cadillac, identica a quella parcheggiata vicino alla sua auto nel pilot della serie.

Quello non è l’unico significato della tazza: è la lotta di Jimmy tra l’essere moralmente integro e il ricadere nei vecchi istinti (vinta dal secondo quando l’oggetto viene rovinato); soprattutto è il simbolo della sua relazione con Kim, l’unica che ha sempre creduto in lui. Infatti, dopo la sparatoria nel deserto tra Mike e il Cartello, la preoccupazione principale di Jimmy è recuperare la tazza dalle macerie. Quando Kim la trova danneggiata, capisce che il marito è coinvolto in qualcosa di terribile e successivamente, gettandola via, dimostra di non essere più preoccupata per il pericolo dei suoi piani criminali con Jimmy.

Senza contare che, dopo la partenza di Kim, la nuova tazza di Saul reca la scritta “il miglior avvocato al mondo”, proprio perché la donna, ormai, non è più nei paraggi.

3) Il ritorno di Gustavo Fring in Better Call Saul

Non solo potevamo scorgere la figura di Gustavo Fring aggirarsi dentro il suo ristorante quando è apparso per la prima volta in Better Call Saul, ma il suo arrivo è stato preannunciato in maniera geniale. Gli indizi, infatti, erano nei titoli degli episodi della seconda stagione: “Switch”, “Cobbler”, “Amarillo”, “Gloves Off”, “Rebecca”, “Bali Ha’i”, “Inflatable”, “Fifi”, “Nailed” e “Kilck”. Se prendiamo la prima lettera di ogni titolo e le riordiniamo, viene fuori la scritta: “FRING’S BACK”. Un trucco usato già in Breaking Bad, in quattro degli episodi della seconda stagione: “Seven Thirty-Seven”, “Down”, “Over” e “ABQ”. E nel finale, proprio un aereo 737 precipita su Albuquerque, abbreviato spesso in ABQ.

4) I graffiti sul telefono

Better Call Saul

Prima di diventare un cuoco di metanfetamine in Breaking Bad, Jesse Pinkman era un adolescente problematico. In Better Call Saul starebbe attraversando appunto quel periodo della sua vita e da lui ci aspetteremmo che riempisse di graffiti ogni muro, oggetto e struttura che incontra. E pure quello sulla cabina telefonica che Jimmy usa nel terzo episodio della serie è quasi certamente lasciato da un giovane Jesse. Già il graffito in sé è un indizio, con quel “JPi” che fa subito pensare a Pinkman; in più il co-creatore dello spettacolo, Peter Gould, ha più o meno confermato che quella scritta è opera dell’aiutante di Walter White. Come affermò Gould, l’idea non era nella sceneggiatura ma

“A volte le persone nel dipartimento artistico o sul set aggiungono qualcosa”.

5) Il segnale d’uscita

Better Call Saul

L’ultima esibizione di Saul Goodman in tribunale presenta due importanti richiami all’inizio della serie tv. Il più esplicito si presenta quando Saul ammette di non essere una vittima inconsapevole di Heisenberg, ma di aver contribuito alla creazione del suo impero criminale; anzi, senza di lui Walt non avrebbe nemmeno potuto crearlo (è un momento rivelatorio molto simile a quello di White del finale di Breaking Bad). Presto Saul si mette a parlare di Chuck e la telecamera inquadra prontamente il segnale di uscita pieno di elettricità, allo stesso modo di come aveva fatto nella terza stagione, quando Jimmy dimostra in tribunale che la condizione di Chuck era solo psicologica.

Inoltre, il discorso di Saul, che si allontana da una menzogna egoistica e affronta la verità oscura e umiliante, richiama la testimonianza di Jimmy davanti all’Ordine degli Avvocati nella quarta stagione. In quell’occasione invoca il nome del fratello come truffa per essere reintegrato; lì dove rende tutti ridicoli, compresa Kim. Qui invece lo usa al contrario, riconoscendo la sua colpevolezza e rivendicando il nome McGill. Tutto non per salvarsi, ma per riscattarsi agli occhi di Kim, l’unica persona davvero importante per lui.

6) Il portachiavi e la casa rossa

Breaking Bad si conclude con Walt che, nei suoi ultimi istanti di vita, attiva un’ingegnosa mitragliatrice telecomandata montata sul bagagliaio della sua auto, eliminando Jack e la sua banda di suprematisti bianchi. L’attivazione dell’arma è ottenuta tramite un portachiavi rosso, lo stesso che, come è stato sottolineato da alcuni utenti di Reddit, Jimmy usa nella sua Suzuki Esteem nel pilot.

C’è stata poi un’enfasi particolare su una casa rossa, legata a Gus. Si trova nel suo quartiere e i Rymans (la coppia di mezz’età la cui abitazione è occupata da Fring) ne criticano il colore troppo acceso che, incarnando il mondo criminale, contrasta con la monotonia della vita della classe media cittadina. Più profondamente, il rosso compare nelle opere di Gillingan come avvertimento dell’arrivo del pericolo: succede con Lydia avvelenata dalla bevanda nella sua tazza rossa, a Jessie che è vestito di rosso quando spara a Gale e con Jane quando muore. Anche in questo caso, è l’annuncio del ritorno di Lalo Salamanca, scampato all’attentato ordito proprio da Gus. Allo stesso tempo, può indicare anche il sangue fresco di Nacho sulle mani dell’uomo.

Il fatto che si trovi nel suo quartiere indica pure che Fring non riesce più a tenere separata la sua vita privata dal Cartello, perdendone ormai il controllo in Better Call Saul.

7) Il deserto

Michelle Maclaren, regista di molti episodi di Breaking Bad e Better Call Saul, ha rivelato che l’incontro del secondo episodio di Saul con Tuco nel deserto è avvenuto esattamente nello stesso punto del famoso discorso “Say my name” di Walt. L’anonimo arazzo vuoto del deserto offre la possibilità di riutilizzare il luogo senza che nessuno effettivamente lo riconosca o lo programmi, ma questa scena è stata intenzionalmente progettata per rispecchiare Breaking Bad e richiamare la serie madre. Ovviamente, anche la presenza di Tuco è un rimando a essa, che terrorizza Jimmy tanto quanto aveva fatto con Walt e Jesse.

8) La lattina agitata

Better Call Saul

C’è un giovane dipendente della HHM che, un po’ nervoso, fa cadere alcune lattine di soda sul pavimento della sala conferenze. Howard l’aiuta a pulire e gli dà un consiglio su come evitare che una lattina agitata esploda una volta aperta: appoggiala su una superficie piana e farle compiere qualche rotazione. È stato Chuck a insegnargli questo trucco, andando così a incarnare la natura meticolosa e prepotente dei due uomini che pensano di poter impedire gli incidenti semplicemente controllando la situazione. Una cosa che, però, potrebbe ingannare, come Chuck ha constatato con Jimmy. Infatti, certe volte, le esplosioni succedono e non c’è niente che possiamo fare per fermarle.

Accade, però, che le cose possano rovesciarsi anche in Better Call Saul.

Un Howard ubriaco si presenta all’appartamento di Jimmy e Kim per affrontarli e scoprire perché vorrebbero rovinargli la vita. Ma lui non è il loro unico visitatore, come indicato dallo sfarfallio della candela sul tavolo del soggiorno (echi della lanterna di Chuck nei suoi ultimi momenti). È Lalo Salamanca che, spaventando la coppia e prima che possa fare qualcosa, spara a Howard in testa per essere un testimone scomodo. Il sangue schizza nell’appartamento e, proprio come una lattina agitata, non c’è modo di rimettere dentro ciò che è fuoriuscito.

9) Dei piccoli luoghi familiari

Better Call Saul

Ci sono diversi luoghi in Better Call Saul che avevamo già visto in Breaking Bad ma, essendo secondari, non ci abbiamo fatto caso più di tanto.

Oltre alla Mesa Verde (clienti della HHM e banca di Walt) abbiamo la casa di cura dove Jimmy va alla ricerca di clienti per i suoi testamenti: è Casa Tranquila, quella in cui verrà ricoverato Hector Salamanca dopo il suo “incidente”. O l’Albuquerque Country Club, dove Jimmy si infiltra per piazzare la droga nell’armadietto di Howard, nominato nella serie madre alla fine della prima stagione. Infatti, c’è un agente immobiliare intento a vendere la casa appartenente alla zia defunta di Jesse, quella dove Krazy-8 è stato ucciso e sciolto nell’acido. Mostrandola ai potenziali acquirenti, osserva che è “a pochi passi dal country club cittadino”.

C’è poi il Loyola’s Dinner, in cui Jimmy incontra i Kettleman per evitare di portarli nel suo ufficio scadente; dove Mike e Jesse condividono un pasto imbarazzante e silenzioso; in cui Lydia presenta a Mike i famigerati undici nomi. Ancora, al Dog House Pinkman ha mangiato molte volte, così come, prima di lui, Jimmy e Kim. Infine, molte persone vivono a Juan Tabo, tra cui Saul e Gale, insospettabili vicini di casa.

10) La macchina del tempo

È Jimmy che chiede prima a Mike (durante il loro terribile viaggio nel deserto), poi a Walt (quando aspettano che Ed li faccia sparire) che cosa avrebbero fatto se avessero avuto una macchina del tempo. Mentre il primo cambierebbe il momento in cui ha accettato la prima bustarella (evitando così la morte del figlio), il secondo si fa beffe dell’idea stessa del viaggio nel tempo e, di conseguenza, del suo significato più profondo: il rimpianto.

È nel flashback con Chuck che ciò viene reso ancora più evidente. A dispetto delle altre volte, qui è Chuck che lancia un ramoscello d’ulivo e prova a legare con Jimmy. Il rifiuto di quest’ultimo lo lascia così solo, a leggere il suo libro di H.G. Wells intitolato La macchina del tempo. Un romanzo che compare più volte nell’appartamento di Jimmy e lo vediamo anche nella sua villa, quando viene confiscata e perquisita.

Ecco che quel libro e il suo titolo simboleggiano l’ultimo legame di Jimmy con Chuck e, soprattutto, il più grande rimpianto della vita del primo: la morte del fratello maggiore, di cui ammette la colpevolezza solo nell’arringa finale. E dunque si spiega anche perché precedentemente a Walt e Mike aveva dato solo risposte superficiali.

11) Il gelato alla menta con gocce di cioccolato

Better Call Saul

L’insolita richiesta del gelato alla menta con gocce di cioccolato di Saul, durante il patteggiamento finale, fa ovviamente parte della sua truffa, un modo per renderla più credibile.

Ma non è la prima volta che vediamo questo gusto in Better Call Saul.

Nella quinta stagione compare più volte, soprattutto quando Jimmy ne sta mangiando un cono per le strade di Albuquerque, in una proficua giornata di lavoro. La sua allegria viene interrotta da Nacho, che costringe l’avvocato a salire in macchina, facendo però cadere il gelato a terra e trasformandolo in un banchetto prelibato per le formiche. Simbolicamente, rappresenta l’innocenza di Jimmy che viene sempre più corrotta dal coinvolgimento nella criminalità. Infatti, anche se lui è quella formica che sale più in alto di tutti, alla fine rimarrà impantanata nello zucchero che si scioglie come le altre. Kim compresa. Il gelato incarna dunque un qualcosa di allettante (come i soldi facili col cartello) ma che diventa pericoloso se se ne perde il controllo.

È il gioco in atto; infatti, quando entrambi non ne fanno più parte, il gelato non viene più menzionato se non nel finale, come a dire che Jimmy può scegliere quando vuole se riprenderlo o rinunciare. È infine il colore del denaro, con quel verde che nelle ultime scene non è più presente, a significare che Saul è davvero tornato Jimmy.

12) La linea aerea Wayfarer

I voli della Wayfarer Airlines sono parte importante della mitologia di Breaking Bad. Metaforicamente sono il simbolo del modo in cui le azioni di Walt abbiano conseguenze terribili e inaspettate; la sua decisione di lasciar morire Jane porta suo padre, un controllore del traffico aereo, a causare inavvertitamente una collisione a mezz’aria che fa piovere detriti su tutta la famiglia White. Questo disastro è stato poi ampiamente sfruttato da Saul, il quale tiene un nastro commemorativo sul bavero per il resto della serie. In Saul Gone, viene estradato nel New Mexico da Omaha per essere processato per i suoi crimini, volando con un maresciallo degli Stati Uniti a bordo di un volo Wayfarer. Più tardi, entra in aula, con un bel vestito lucido completo del nastro della compagnia appuntato al bavero.

13) La lunga passeggiata

Point and Shoot è un episodio insopportabilmente teso, una magistrale lezione di suspense in cui Lalo tiene in ostaggio Jimmy e Kim, mandando quest’ultima (su invito del primo) a uccidere Gus e fotografarne il cadavere. La paura viscerale di Kim si irradia in tutto lo schermo, soprattutto dal momento in cui, parcheggiata la macchina, si incammina verso casa Fring e la telecamera si sofferma su di lei. Inizia una passeggiata che abbiamo visto fare da molti personaggi nell’universo di Vince Gilligan, da Jesse che affronta gli spacciatori che hanno ucciso il fratellino di Andrea (o che deve ammazzare Gale), alla resa finale di Walt e Hank. Questa passeggiata quasi al rallentatore rappresenta in qualche modo il destino che sembra prescritto per questi personaggi, salvo poi l’intervento di qualcun alto o qualcos’altro che rimescola le carte in tavola in maniera inaspettata. Nel caso di Kim, è l’arrivo di Mike e dei suoi uomini, che la portano in casa prima che possa fare del male a qualcuno.

14) Zafiro Anejo

Better Call Saul

Il tappo della bottiglia di tequila Zafiro Anejo ricorre in tutta Better Call Saul.

Il suo significato è strettamente legato a Kim. Simboleggia la sua relazione con Jimmy, ma soprattutto ciò che si nasconde dietro la facciata responsabile e schietta della donna, ovvero il suo lato oscuro. Un po’ come l’anello di Marco incarna la vita da truffatore che Jimmy sceglierà per sé, trasformandosi così in Saul. Infatti, Kim entra in possesso del tappo dopo la truffa avvenuta ai danni di quel Ken già visto in Breaking Bad. Quando poi lei lascia il suo lavoro di avvocato bancario per quello di difensore pro bono, il tappo è l’unica cosa del suo ufficio che porta con sé.

È semplicemente la vita che Kim avrebbe se accettasse la moralità contorta di Saul. Cosa che farà, ma poi abbandonerà, proprio come il tappo che rimane inosservato sulla strada.

Allo stesso tempo è molto di più.

Rappresenta quasi un oggetto maledetto, dato che ritroviamo la stessa bottiglia di tequila in Breaking Bad, usata da Gus per avvelenare Don Eladio e i suoi uomini. In più, quando Kim non brinda con Jimmy dopo la chiusura del caso Sandpiper, lei ha un’incidente stradale; viceversa, è con quella tequila che Jimmy si fa una bevuta dopo la morte di Chuck.

15) Le mani a pistola

È Saul a fare questo gesto inizialmente, dopo aver ingannato il comitato di reintegrazione con la sua storia strappalacrime ed essere riuscito a ripristinare la sua licenza da avvocato. Si volta verso una Kim spaventata, perché aveva davvero creduto alla sincerità delle parole dell’uomo, e spara con le mani. La stessa Kim, poi, restituisce quel gesto e, stavolta, è Jimmy a essere turbato perché, in quella sua voglia di distruggere Howard, vede riflessi i propri impulsi. Chiedendole se è seria, Kim si gira e fa delle pistole con le dita. È un momento giocoso e preoccupante, poiché al tempo poteva preannunciare il destino infausto di Kim.

Ritroviamo poi un’ultima volta quel gesto nel finale di Better Call Saul.

Dopo aver condiviso una sigaretta – che rimanda alla loro prima scena insieme – Kim se ne va e Jimmy, osservandola dal cortile della prigione, le spara con le dita. Dopo aver simboleggiato un segno negativo, in questo caso è l’inizio di qualcosa di positivo, con Kim che gli risponde in maniera impercettibile, facendo con la mano destra una pistola. Così tutto viene lasciato aperto, in quella che ormai è la fine di una serie tv leggendaria.

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