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Archer è la serie tv più controcorrente della storia, ed è per questo che dovreste guardarla (o forse no)

Archer
Archer

Prendete il solito spy movie, toglietegli l’accento inglese, il super-equipaggiamento futuristico, la preparazione fisica e psicologica di ogni agente, i piani B, una dieta equilibrata e le missioni autorizzate dai servizi segreti nazionali; aggiungetegli dell’alcol – molto alcol −, demenza q.b., pochissimo addestramento fisico e un’ottima dose di disorganizzazione; infornatelo a 180° per venti minuti ed ecco, pronto da gustare, il vostro quotidiano episodio di Archer.

È scientificamente provato che la visione di Archer, alla lunga, può portare alla demenza e al suicidio dei pochi neuroni rimasti ma nonostante questo, si può amarla. Anche se in dato caso consiglierei una visita da uno specialista.

Archer è la Serie più controcorrente della storia, dissacrante, cattiva, volgare, che in solo 9 (quasi) stagioni riesce a frantumare tutti i cliché dei film d’azione. A partire dai suoi protagonisti.

Archer
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Sterling Archer, nome in codice Duchessa, è un trentenne con un evidente complesso di Edipo, qualche sintomo di autismo e dei piccolissimi problemi con l’alcol. Oltre all’alcol nei suoi vizi rientrano le donne e il bistrattare terribilmente il suo povero schiavo…ehm maggiordomo Woodhouse, che si prende cura di Sterling sin dall’infanzia. È terribilmente immaturo e insensibile, a volte non riesce a risolvere le più banali questioni pratiche ma ha una conoscenza innata in merito alle armi e un talento nel contare i colpi esplosi (cosa che gli salverà la vita il più delle volte).

Il non sapere chi fosse suo padre, la figura materna quasi totalmente assente e – quando presente – principalmente violenta e anaffettiva hanno turbato totalmente la psiche di Archer, rendendo le sue emozioni e i suoi sentimenti quantomeno curiosi. Infatti Sterling prova un’eccessiva empatia per le cose più assurde: come un ocelot che fa pipì ovunque, una signora anziana malata terminale con cui ha parlato per due giorni e un gigantesco cane amante delle kofta. Per il resto invece il cuore di Archer non sembra mai essere stato scalfito, se non in una breve e tragica occasione.

Sterling è una persona umanamente ripugnante, un agente totalmente sconclusionato e un pessimo amico ma nonostante tutto è impossibile non innamorarsi follemente di questo personaggio, che, malgrado la sua sconsideratezza, riesce sempre (o quasi) a salvarsi (o a farsi salvare dalla madre, o da Lana).

Ovviamente la mela non cade troppo lontana dall’albero: Malory Archer, con il suo atteggiamento da primadonna glaciale, riesce a rendere anche Archer un gioiello. Alcolista anche lei e con un’interminabile lista di conquiste alle spalle, al contrario di Sterling, la signora Archer non possiede un minimo di umanità. Gli unici sentimenti che prova sono: rabbia incondizionata verso qualsiasi membro dell’ISIS; odio verso qualsiasi donna di Sterling; odio verso Sterling; necessità di rinnovare l’ufficio. L’unico essere vivente ad aver fatto breccia nel cuore di Malory è stato il suo cane, Duchessa, figura che ha costantemente messo in secondo piano il piccolo Sterling. Nonostante tutti i suoi terribili difetti e le sue cattive maniere, riesce a essere una figura di riferimento per gli agenti dell’ISIS…o quasi.

archer
Archer

La figura della Bond Girl qui distrugge ogni stereotipo e assume forme variopinte: quelle Lana Kane, Cheryl/Carol Tunt e Pam Poovey.

Lana, una donna imponente, di colore e con delle mani da uomo, abilissima con le armi e unica mente con un briciolo di senno del quartier generale.

Cheryl/Carol, nessuno sa il suo nome, nemmeno lei. È un’ereditiera particolarmente dipendente dalla colla e ha una forte inclinazione verso l’erotismo violento e la piromania. Vive in un mondo tutto suo fatto di orsetti gommosi di LSD e odio viscerale verso il fratello filantropo.

Pam invece è la classica ragazza cresciuta in qualche fattoria sperduta lontana da ogni forma di civiltà spicciola, che la porta a non avere un minimo freno inibitorio.

Tra i protagonisti meritano anche una menzione Cyril Figgis, Ray Gillette e il Dr. Algernop Krieger. Se Cyril è il timido contabile che nella vita prova a fare il gradasso invano, Ray invece è un agente operativo particolarmente preparato, sia a livello fisico che a livello organizzativo, nonostante tutto – oltre a essere particolarmente sfortunato – Malory spesso lo bistratta a causa della sua dichiarata omosessualità.

Il personaggio più irriverente e dissacrante della Serie però è il Dr. Krieger. Effettivamente non si sa se sia un vero dottore, fatto sta che passa le sue giornate chiuso nel misterioso laboratorio in cui si susseguono esperimenti ai limiti dello scibile e della morale umana. Ha una passione per gli anime, tant’è che la sua fidanzata – quasi futura moglie – è una splendida signorina olografica con le classiche fattezze di un anime. Adora anche le lotte tra cyborg e gli animali geneticamente modificati.

Chi sia e cosa faccia realmente Krieger è un mistero, la sua vicinanza al partito nazionalsocialista è spesso citata, come anche i traffici illegali di cose con cui pare guadagnarsi da vivere.

Possiamo in conclusione dire che Archer è una serie fondata sul nonsense di cattivo gusto, sui tormentoni e sullo humor nero. Ha la capacità di ironizzare anche sui temi più delicati, sia in ambito sociale che politico. È una Serie che riesce a far ridere di gusto, anche grazie al suo essere totalmente eccessiva e esasperata. Un vero capolavoro della commedia nera in pillole.

Ah dimenticavo…c’è anche Brett, che è una calamita umana per proiettili.

Ricordatevi sempre di indossare il vostro dolcevita tattico!

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Scritto da Cindy Lou

Nome in codice Duchessa.

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