Widow’s Bay

- Stagioni: 1 (in onda).
Mescolare il terrore puro delle storie di fantasmi tradizionali alla comicità surreale della vita di provincia è una scommessa rischiosissima, ma quando funziona dà vita a prodotti unici. Widow’s Bay, recentissima scoperta Apple TV, si inserisce così perfettamente in questa lista, entrandoci di diritto. Prendete l’atmosfera nebbiosa e spaventosa dei racconti di spettri del New England e mescolatela con le beghe burocratiche di un paesino di provincia pieno di matti. Nasce così Widow’s Bay, un prodotto incredibilmente originale che riesce nell’impresa di farvi saltare sulla sedia per la paura e, un secondo dopo, farvi perfino ridere di gusto.
La storia si sviluppa a Widow’s Bay, un’isola sperduta e flagellata dal vento, famosa solo per le sue vecchie leggende di sventura. Tom Loftis è il nuovo sindaco, un uomo pragmatico e razionale che si è trasferito lì con il figlio per ricominciare da capo dopo un grave lutto. Il suo unico obiettivo è far quadrare i conti del comune e attirare qualche turista, motivo per cui ignora completamente gli avvertimenti degli anziani del posto. Ma la realtà bussa alla sua porta in modo violento quando la campana della vecchia chiesa abbandonata inizia a suonare da sola nel cuore della notte per nove volte, risvegliando un’antica maledizione.
Widow’s Bay gioca costantemente con il contrasto tra l’orrore gotico più puro e la commedia surreale
Le scene in cui i protagonisti devono affrontare spettri secolari si alternano ai problemi quotidiani dell’amministrazione cittadina, creando un ritmo unico. La fotografia è splendida, satura di nebbia e ombre, e trasforma l’isola in un labirinto claustrofobico da cui sembra impossibile fuggire. I flashback che svelano le origini storiche della maledizione si incastrano alla perfezione con i guai del presente, restituendo una narrazione curata in ogni minimo particolare. Widow’s Bay è la scelta perfetta se cercate un prodotto paranormale che non si prende mai troppo sul serio ma che sa come spaventare. Vi affezionerete subito a questo sindaco disperato che cerca di applicare la logica burocratica ai fantasmi, in un racconto fresco, appassionante e pieno di personalità.
The Studio

- Stagioni: 1 (in onda)
Siamo onesti: quanti di noi hanno sognato almeno una volta di stare dietro la scrivania di un grande produttore di Hollywood, a decidere le sorti del prossimo film da Oscar? The Studio prende questo sogno, lo scaraventa per terra e ci ride sopra con una cattiveria e un’onestà che vi faranno riconsiderare l’intera industria del cinema.
Al centro di tutto c’è Matt Remick, interpretato da un Seth Rogen in stato di grazia, un uomo che ha appena ottenuto il lavoro della vita: diventare il capo della Continental Studios. Matt è un romantico, uno che ama il cinema vero e crede ancora che le storie possano cambiare il mondo. Il problema è che si ritrova a gestire un circo impazzito dove l’arte non conta assolutamente nulla. Qui comandano gli algoritmi di borsa, il marketing aggressivo e l’ansia costante di non far arrabbiare le grandi star. La sua avventura inizia nel peggiore dei modi, quando i piani alti gli impongono di salvare lo studio dando il via libera a un film commerciale assurdo incentrato sul Kool-Aid Man. Da quel momento, ogni giornata di Matt diventa una battaglia disperata per la sopravvivenza mentale e professionale.
La forza travolgente di The Studio sta nel suo ritmo comico spietato, una comedy pura che non ti lascia un attimo di tregua
La macchina da presa si muove frenetica tra i corridoi degli uffici, catturando i capricci assurdi dei registi egocentrici, le paranoie dei manager e i sabotaggi interni tra colleghi che cercano di rubarsi la poltrona a vicenda. A rendere tutto ancora più folle ci pensano le apparizioni di vere celebrità di Hollywood che interpretano se stesse in chiave parodistica, mettendo a nudo tutte le ridicole ipocrisie del sistema. Eppure, dietro il cinismo e le risate amare, si avverte un amore viscerale e malinconico per il grande schermo. È la storia di un uomo che cerca disperatamente di proteggere la magia dei film in un mondo che ormai vede il cinema solo come un prodotto da vendere al supermercato.
The Studio è un viaggio divertentissimo e spietato che vi farà guardare i prossimi blockbuster con occhi completamente diversi. Vi ritroverete a fare il tifo per Matt, a ridere delle sue figuracce epiche e a comprendere quanto sia faticoso, oggi, provare a fare dell’arte in un mondo dominato solo dai soldi.
Pluribus

- Stagioni: 1 (in onda)
Siamo abituati a pensare all’apocalisse come a uno scenario fatto di guerre, mostri o palazzi che crollano. Pluribus ribalta completamente questo concetto, raccontandoci una fine del mondo silenziosa, pulita e, paradossalmente, felice. Un thriller fantascientifico che vi si pianterà nel cervello fin dalla prima inquadratura.
Immaginate che uno scienziato decodifichi un segnale radio proveniente dallo spazio profondo e che questo segnale contenga le istruzioni per liberare un virus alieno. Ma questo virus non uccide: si diffonde nell’aria e unisce le menti di tutti gli esseri umani in un’unica, enorme coscienza collettiva. All’improvviso, nel mondo non esistono più guerre, rabbia, gelosie o solitudine; l’umanità si arrende con gioia a questa “Unione”, rinunciando alla propria individualità per una pace eterna. Quasi tutti, tranne tredici persone in tutto il pianeta che risultano inspiegabilmente immuni. Tra loro c’è Carol Sturka, una scrittrice di romanzi d’amore che si ritrova sola in una Albuquerque spettrale, circondata da amici, vicini e persino dalla propria moglie che si muovono all’unisono e la guardano con un sorriso sereno, aspettando solo il momento giusto per assimilarla.
Il genio dietro Pluribus è Vince Gilligan, e si vede in ogni singolo dettaglio. La tensione non nasce dai colpi di scena violenti, ma da un’angoscia psicologica costante e soffocante
Una narrazione intensa, che pone delle domande esistenziali al pubblico e alla protagonista. Domande che non conoscono in alcun modo una risposta netta. Attraverso gli incontri ravvicinati con gli altri pochi superstiti, scopriamo come la solitudine possa essere un prezzo altissimo da pagare pur di restare se stessi. Pluribus è una delle storie più intelligenti e disturbanti degli ultimi anni, un’opera che usa la fantascienza per porre una domanda morale enorme: preferireste soffrire restando liberi e unici, o essere felici rinunciando per sempre a chi siete? Una visione potente che vi lascerà a riflettere per giorni. E a proposito, qui vi lasciamo la recensione (e la spiegazione) del finale di stagione.





