Dark Matter

- Anno d’uscita: 2024.
- Stagioni: 2.
- Genere – Sci-fi, thriller, drama.
- Trama – Un fisico viene improvvisamente rapito e catapultato in una versione alternativa della propria vita, iniziando un viaggio destabilizzante tra universi paralleli, identità perdute e rimpianti personali.
- Perché è una delle serie tv più sottovalutate su Apple TV – Usa la fantascienza come strumento per riflettere su identità, rimpianti e possibilità mancate, privilegiando l’introspezione emotiva rispetto al semplice spettacolo.
È sempre un errore polarizzare oltremisura le opinioni, e Dark Matter offre un ottimo spunto in tal senso. Visto il grande successo del romanzo omonimo da cui è tratta, le premesse notevoli avevano fatto pensare immediatamente a un potenziale capolavoro assoluto della serialità contemporanea. Un grande hype aveva accompagnato il suo avvento, salvo poi convertirsi nell’indifferenza generale una volta che sono state distribuite le prime puntate.
Ciò significa che Dark Matter è una serie mediocre? No, affatto. Merita tantissimo, sennò non ne parleremmo in questa occasione. Ma non significa nemmeno che sia stata finora all’altezza delle sue potenzialità. Si parla, in ogni caso, di una prima stagione completa e di una seconda che deve ancora dare il meglio di sé: abituato com’è a promuovere e bocciare ogni cosa con l’ossessione radicata dell’immediatezza, Dark Matter è finita in un pericoloso limbo in cui si riconoscono più i suoi limiti che i suoi pregi. Non ci resta allora che consigliarvi una cosa: guardatela e fatevi un’idea.
Non è una serie per tutti: ricerca più l’introspezione che una spettacolarizzazione delle dinamiche, rendendo talvolta più ostica la visione, ma emerge bene sul lungo periodo. E in fondo, per un’opera del genere, è tutto ciò che conta davvero.
Masters of the Air

- Anno d’uscita: 2024.
- Stagioni: 1.
- Genere – Guerra, drama, storico.
- Trama – La serie segue le missioni della 100ª Squadriglia Bombardieri dell’aeronautica americana durante la Seconda Guerra Mondiale, raccontando il peso umano, psicologico e fisico del conflitto nei cieli europei.
- Perché è una delle serie tv più sottovalutate su Apple TV – Porta avanti l’eredità di Band of Brothers e The Pacific con un approccio realistico, spettacolare e profondamente immersivo, senza mai sacrificare la componente umana.
“Masters of the Air ha tanti pregi. Dall’impianto visivo eccezionale a un comparto sonoro impeccabile, fino a una scrittura di livello. Siamo davanti a un prodotto di altissima qualità, direzionato chiaramente verso un determinato tipo di pubblico. La serie tv firmata Apple rimane orgogliosamente nel proprio campo, si contamina molto poco e questo aspetto può, chiaramente, costituire un ostacolo a chi non è appassionato di narrativa di guerra. La scelta, però, omaggia, anche giustamente, la natura stessa del narrato e finisce per connaturare indelebilmente la serie che, se ostica per chi non mastica il genere, diventa invece un punto di riferimento per chi ne è appassionato”.
Una gemma inevitabile? Per certi versi sì. La nostra recensione, curata da Danilo Budite, mette bene in evidenza le qualità di Masters of the Air, con una premessa doverosa: è una sorta di chiusura di una trilogia ufficiosa che aveva incluso, precedentemente, l’iconica Band of Brothers e l’altrettanto notevole The Pacific. Si presenta per questo con un fardello notevole.
Pressoché impossibile eguagliare gli standard della prima, ma Masters of the Air è stata comunque all’altezza della situazione.
Il realismo con cui si approccia alla complessa materia della Seconda Guerra Mondiale garantisce un’esperienza immersiva totalizzante che toglie il fiato. E ci ricorda quanto possano essere orrorifiche e sfaccettate certe pagine della nostra storia contemporanea.
Assolutamente da vedere, anche se non se ne parla mai abbastanza.

