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My Hero Academia – Anche tu puoi essere un eroe

My Hero Academia

Izuku Midoriya è un ragazzino come tanti altri, e il suo più grande desiderio è quello di diventare un eroe, sconfiggere i villains e salvare le persone. Tuttavia, in un mondo in cui tutti sono dotati di un qualche superpotere (detto quirk o unicità) lui è uno dei pochissimi a esserne privo. La normalità dovrebbe costringerlo a rinunciare ai suoi sogni e a condurre una vita nell’anonimato, ma My Hero Academia non parla di questo. Parla di coraggio, forza di volontà e atti di disinteressata gentilezza. Parla anche di come un ragazzo soprannominato Deku riesca a trovare in se stesso e in coloro che lo circondano una motivazione così forte da spazzare via tutti i “Non ce la puoi fare” sentiti in vita sua. Questo anime si rivolge a tutti coloro che non si sono mai sentiti speciali e che invece, forse, lo sono più di chiunque altro.

La serie animata, tratta dal manga di Kōhei Horikoshi, ha suscitato grande scalpore negli ultimi tempi, scalando la vetta fino a risultare una delle migliori del 2019. My Hero Academia non è solo un ottimo shōnen, ricco di scene di azione e combattimenti mozzafiato: la trama elaborata, l’attenzione per i dettagli e le caratterizzazioni azzeccatissime la fanno amare anche a chi non è un vero e proprio fan delle azzuffate. La dimensione psicologica qui gioca un ruolo fondamentale, analizzando a fondo le motivazioni all’origine dei comportamenti di eroi e cattivi, e ricordandoci che entrambe le fazioni sono fondamentalmente composte da esseri umani. Le persone sono fatte di storia, esperienze e scelte compiute. Partendo da questo presupposto, è apprezzabile il fatto che ogni personaggio abbia il suo spazio per spiccare e farsi comprendere, anche se Midoriya mantiene un naturale ruolo primario.

Il Deku che si impegna

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“Deku” è il soprannome dispregiativo che viene affibbiato a Midoriya da Bakugo, suo compagno d’infanzia e rivale. Quest’ultimo, arrogante e pieno di sé, cerca da sempre di dimostrare la sua supremazia su Izuku, facendogli credere di essere un buono a nulla, un incapace senza unicità. Quando, in seguito all’incontro con All Might (l’eroe più forte di tutti), a Midoriya viene concessa la possibilità di dimostrare il suo valore, il suo tremendo nomignolo diventa qualcosa di più importante. Una volta entrato all’accademia per eroi, la sua nuova amica Ochaco riesce a trovargli un nuovo significato: quello che ogni giorno le si para davanti agli occhi è un “Deku che si impegna”, che si sacrifica, che lotta con tutte le sue forze per ciò in cui crede e mette sempre le altre persone al primo posto.

Questa nuova accezione del termine per Izuku è una vera e propria rivelazione, comincia a riconoscersi nella parola che prima lo faceva sentire una nullità sino a trasformarla addirittura nel proprio nome da eroe. Il potere ereditato da All Might è estremo, distruttivo, e controllarlo richiede un allenamento costante ed estenuante, così da adattare la forza del corpo a quella dell’animo. Dal personaggio di Deku si trae il più grande insegnamento di My Hero Academia, ovvero che la debolezza fisica non è un limite insormontabile quando dietro di essa si celano tutte le qualità per essere un grande eroe: determinazione, gentilezza, umiltà, giudizio, volontà di migliorare. Un Deku che si impegna può fare qualsiasi cosa.

Cosa significa davvero essere un eroe?

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L’anime propone una vasta gamma di eroi diversissimi tra loro, anche dal punto di vista caratteriale. Ci sono coloro che, come Endeavor o Bakugo, mirano a diventare i più forti in assoluto, altri desiderano successo e popolarità, altri ancora vogliono semplicemente aiutare. È in quest’ultima categoria che rientra Deku, seguendo l’esempio di All Might, suo più grande idolo e Simbolo della Pace. Fare di tutto per essere il migliore è senz’altro importante, ma quest’ambizione da sola non basta a trasformare qualcuno in un vero eroe. Dopotutto, anche un villain può avere un’immensa forza bruta.

All Might è il Simbolo della Pace perché mette il suo potere al servizio di altri, ma anche perché trasmette al mondo un’immagine di sé solida, buona, costruita su saldi principi. Per un eroe fare del bene non deve essere una mera conseguenza, bensì la causa, il mezzo e il fine. Saper correre il rischio quando necessario, mettere da parte i propri interessi, dare alla vita altrui lo stesso valore che si darebbe alla propria, se non di più. Essere una spada, ma soprattutto uno scudo, sia per chi ha fiducia sia per chi non ne ha affatto. Impegnarsi con ogni energia che si ha in corpo. Sorridere anche quando sembra impossibile farlo. Ecco cosa fa di qualcuno un eroe.

Questa è anche la tua Hero Academia!

My Hero Academia

Sono visionaria, lo so. Nessuno di noi possiede un quirk, però credo che, in fondo, tutti abbiamo un qualche tipo di unicità. My Hero Academia ci fa capire quali sono le vere doti importanti, e non importa quali siano i nostri doni naturali, ma quale uso decidiamo di farne. Dopotutto, le vere capacità di Lemillion (uno degli studenti del terzo anno, introdotto nella quarta stagione) vanno ben oltre il suo quirk, il quale di per sé sarebbe più un impedimento che un superpotere. Lo stesso discorso vale per la levitazione di Ochaco, le sfere appiccicose di Mineta, l’ombra oscura che si insidia in Tokoyami e moltissimi altri.

Dunque, perché non possiamo essere degli eroi anche noi? Nella storia sono esistiti uomini e donne che hanno sorvolato i cieli, inventato l’impossibile, illuminato strade e città, scoperto terre nuove e camminato sulla luna. È evidente che le capacità per fare grandi cose non mancano, forse il problema consiste nel fatto che, ogni tanto, mettiamo da parte il cuore. Cerchiamo allora di essere come il Deku che si impegna, di ricordare i valori su cui vogliamo costruire le nostra vite, di dare il massimo ogni singolo giorno. E, soprattutto, cerchiamo di essere il tipo di eroe che sorride sempre, comunque vadano le cose.

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Written by Alessia Agazzi

Provate ad immaginare una volpe un po' cinica, con la penna sempre in mano e una terribile ossessione per i futuri distopici. Ora supponete che sia anche una divoratrice compulsiva di serie tv, e che casualmente si ritrovi a far parte di questo mosaico di storie che è Hall of Series. Se ci riuscite, mi avete già beccata.

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